Motori mild hybrid, come funziona l’ibrido leggero

La tecnologia mild hybrid (o propulsione ibrida leggera) è meno sofisticata tecnicamente, ma soprattutto meno costosa per il costruttore e il cliente finale. Per questo motivo miete sempre più proseliti. Una strada recentemente intrapresa pure dalla Mercedes Classe S e dall’Audi A8, per fare due esempi di blasone.

Nuova Audi A8 mild hybrid

Anche se le ibride avanzano a doppia cifra, secondo l’opinione di molti analisti il vero impatto sul mercato delle auto amiche dell’ambiente sarà quello delle “mild hybrid”. Si tratta di motorizzazioni termico-elettriche in cui il motore a zero emissioni non può spingere l’auto senza il contributo del propulsore a combustione interna.

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COME FUNZIONANO I MOTORI MILD HYBRID

Attualmente le auto mild hybrid si avvalgono di un impianto elettrico parallelo, alimentato da batterie a 48 Volt con tecnologia al litio. Gli accumulatori supplementari lavorano insieme ad un motore elettrico di piccole dimensioni (le cui funzioni, in alcuni casi, vengono sostenute da un motorino d’avviamento “maggiorato” e collegato all’alternatore), accoppiato all’unità termica attraverso una cinghia o mediante l’albero motore.

Come funzionano i motori mild hybrid

Il compito del motore elettrico è di recuperare l’energia cinetica che si sviluppa nelle fasi di frenata. Allo stesso tempo, supporta il motore tradizionale nella fase di ripartenza del veicolo, riducendo i consumi e le emissioni. In Italia, le mild hybrid sono assimilate in tutto alle ibride e dunque godono degli stessi vantaggi, come l’accesso a varie Ztl e, in alcune città, il parcheggio gratis sulle strisce blu.

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QUALI SONO I BENEFICI

Le auto mild hybrid sono, quindi, vetture che presentano un comparto elettrico (e relativa batteria) di dimensioni e complessità più contenuti rispetto alle ibride tradizionali, con un conseguente prezzo di listino più abbordabile. Come abbiamo visto in precedenza, però, i motori mild hybrid non sono in grado di muovere l’auto in modalità puramente elettrica. Ne derivano, all’atto pratico, un consumo energetico inferiore (e, direttamente, una superiore efficienza) e una manciata di potenza in più, utile in accelerazione e in partenza dopo la frenata.

L’attuale tecnologia mild hybrid promette una riduzione del 10% e anche oltre (si stima fino al 15-20% nella circolazione urbana) in termini di consumo di carburante ed emissioni di CO2. Tra i punti di forza delle motorizzazioni mild hybrid, ci son anche il peso inferiore e le dimensioni ridotte della componentistica: il pacco batterie e lo stesso motore elettrico sono molto più compatti rispetto alle medesime parti di una full hybrid. Il vantaggio è rappresentato dal minor costo di questa tecnologia.

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