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Nelle città si guida sempre più piano, ecco perché

Nelle città si guida sempre più piano, ecco perché
Non è solo un’impressione che per spostarsi in auto in città occorra sempre più tempo, ma la "lentezza" (quando non è dovuta banalmente al traffico) ha anche dei risvolti positivi.

IN QUESTO ARTICOLO

Crescono le città a 30 Km, i dispositivi di rilevazione automatica delle infrazioni stradali sono tanti, ma soprattutto aumenta il traffico. Per questo in tutti i capoluoghi italiani sono diminuite le velocità di percorrenza, con differenze significative.

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La velocità in città

I dati del Report Data Mobility 2024 mostrano che nel 2023 in tutti i capoluoghi e le città metropolitane sono diminuite le velocità di percorrenza degli spostamenti in automobile rispetto all’anno precedente, contrariamente a quanto registrato nel confronto fra pre e post-pandemia.

Le diminuzioni sono più accentuate a livello di capoluogo che di città metropolitana (cioè di provincia), tranne che nella città metropolitana di Milano, in cui si assiste a un decremento simile a quello riscontrato nel capoluogo (-7% contro -7,5%), contrariamente agli altri territori in cui la diminuzione di velocità si riscontra molto più nel capoluogo.

Ma a che velocità si va effettivamente? Spesso a meno di 30 all’ora anche in mancanza di divieti. I dati raccolti da oltre 3.4 milioni di viaggi effettuati da veicoli nell’area del Comune di Milano nell’arco di 7 settimane nel 2023, hanno permesso di constatare che la velocità media del traffico nel centro di Milano è in media di circa 28 km/h (ricerca MIT Senseable City Lab, in collaborazione con Unipol Tech). 

Il report di Data Mobility attribuisce il calo delle velocità all’aumento della congestione del traffico, ma è significativo il -12,4% rilevato a Bologna, città che da luglio 2023 ha inizia la transizione (che si conclude il 1° gennaio 2024) per diventare una città a 30 Km/h. A dimostrazione che politiche stringenti sui limiti di velocità hanno un effetto concreto.

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Gli effetti positivi dei limiti di velocità bassi

Tenere la velocità bassa funziona? Se guardiamo i dati sugli incidenti rilevati dalla Polizia locale sulle strade del territorio comunale di Bologna (escluse Autostrade e Tangenziale) dal 15 gennaio al 14 luglio 2024, confrontati con la media dello stesso periodo dei due anni precedenti (2022 e 2023), si registrano:

  • -10,78% di incidenti totali
  • -11,65% persone ferite
  • -14,19% incidenti senza feriti
  • -33,33% persone decedute

Limitare per legge la velocità è diverso rispetto al fatto di essere costretti ad andare piano dal traffico. In primis, perché scoraggia l’uso dell’auto privata, favorendo altri tipi di mobilità. Inoltre la guida sarà più regolare, meno soggetta ad accelerazioni e decelerazioni costrette dal traffico.

Sempre a Bologna, nello stesso periodo, si registrano infatti un calo del traffico veicolare (-3%) e si abbassa l’inquinamento più legato al traffico urbano (-23%), un vero e proprio boom nell’utilizzo del bike sharing (+92%) e degli spostamenti in bicicletta (+12%) e si consolidano quelli coi mezzi pubblici. 

 

A livello globale, l’obiettivo delle città a 30 Km (promosso dall’Onu, in collaborazione con l’Oms  e con la Federazione automobilistica, vedi la campagna Streets for Life #Love30) è proprio quello di ripensare la mobilità cittadina, rendendo più vivibili le città per gli utenti vulnerabili della strada come pedoni, ciclisti, ciclomotori e motociclisti.

Il record dei controlli

 Secondo il database mondiale degli autovelox, in Italia si contano il 10% degli apparecchi di rilevazione automatica delle infrazioni stradali (semafori intelligenti, autovelox e Tutor) di tutto il mondo.

Secondo un’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, nel 2023 i comuni hanno incassato in totale oltre 1,5 miliardi di euro grazie alle multe, con una crescita del +23,7% sul 2019.

Anche questo ha un peso sulla velocità tenuta dalle auto in città, che però potrebbe ridursi, dato che il decreto Autovelox stabilisce che i controlli elettronici non potranno essere effettuati sui tratti in cui il limite è più basso di 50km/h. Una strategia scelta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per opporsi alle città a 30 Km.

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