Dall’ultima indagine condotta dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano in collaborazione con BVA Doxa (su un campione di 1.000 italiani individui con età compresa tra 18 e 74 anni) emerge che l’87% degli utenti utilizza una vettura con motore a combustione come mezzo di trasporto principale per gli spostamenti. L’occasione più frequente di utilizzo è la tratta casa-lavoro (38%), mentre a seguire troviamo le aree poco servite da mezzi pubblici e/o in sharing (37%).
L’assenza di alternative valide è il principale ostacolo alla riduzione dell’uso dell’auto privata in città. Infatti, il 57% degli italiani (in crescita di 12 punti) sarebbe disposto a rinunciare alla propria vettura se i mezzi pubblici passassero più frequentemente.
Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio, presentata il 20 maggio scorso durante il convegno Essere o non essere: il dilemma della mobilità tra innovazione e adattamento.
Cosa vogliono i consumatori italiani dalla mobilità
Dalle limitazioni indette dalla Commissione Europea per il 2035, con lo stop alla vendita di auto endotermiche, poi i consumatori italiani sono posti di fronte ad un bivio: “cedere” all’elettrificazione, o sperare che qualcosa cambi e far durare il più possibile la propria termica.
Il problema è che molti sono ancora ancora scettici: il 48% non è influenzato dalla normativa e sceglie di utilizzare il più possibile la propria auto o di comprarne una a motore a combustione poco prima della deadline appunto. Solo il 10% vuole adeguarsi fin da subito, mentre il 34% preferisce attendere che le vetture elettriche diventino più convenienti ed affidabili prima di prenderle in considerazione.

Soddisfatti dell’ibrido, ma anche dell’elettrico
Ben il 95% degli acquirenti di auto elettriche o ibride è complessivamente soddisfatto (voto tra 6 e 10) dell’acquisto, ma ancora poco più di 1 utente su 4 lo è solo parzialmente (voto 6-7).
Ne emerge un cauto ottimismo, ma restano barriere da superare per rendere l’acquisto realmente vantaggioso e privo di vincoli. Tra le principali criticità, il fattore economico è predominante e non si limita al momento dell’acquisto: il prezzo è percepito ancora troppo elevato rispetto al reale valore del veicolo (26%), le spese di ricarica (19%) e manutenzione (17%) risultano superiori alle aspettative.
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Le auto smart sono sempre più diffuse
Il 44% degli italiani possiede una vettura con almeno una funzione smart, in linea con gli anni precedenti. Ma cresce il numero di utenti (92%) che utilizza regolarmente queste funzionalità nelle auto. I più utilizzati sono i sistemi di infotainment (90%), seguono le soluzioni per monitorare lo stato della ricarica elettrica (83%) e i sistemi ADAS, 79%. Le auto connesse sono sempre meno percepite come invasive: il 61% (+7%) è disposto a condividere i dati di guida in cambio di servizi a valore aggiunto.
In futuro, avremo vetture connesse e sempre più autonome: il 55% utilizzerebbe auto a guida autonoma, ritenendole più sicure (47%), affidabili (36%) e in grado di parcheggiarsi autonomamente (33%). Chi si oppone esprime preoccupazioni sulla perdita del controllo del veicolo e alla sicurezza, preferendo ancora la guida tradizionale.
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