Grandi, potenti e spesso esagerati. I pick-up elettrici rappresentano probabilmente una delle declinazioni meno convenzionali della mobilità a batteria. Un segmento ancora fortemente legato al mercato nordamericano, ma che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di costruttori molto diversi tra loro, dalle nuove realtà come Tesla e Rivian fino ai colossi di Detroit.
L’elettrificazione, in questo caso, non serve soltanto a eliminare le emissioni allo scarico. La coppia immediata dei motori elettrici, le batterie di grande capacità e la possibilità di gestire separatamente la trazione sulle ruote hanno aperto la strada a veicoli capaci di unire prestazioni da sportiva, capacità di traino nell’ordine delle tonnellate e doti da fuoristrada.
Cinque modelli raccontano meglio di altri fino a che punto può spingersi oggi un pick-up a zero emissioni.
PICK-UP ELETTRICI
TESLA CYBERTRUCK
Impossibile cominciare da un altro modello. Il Tesla Cybertruck resta il pick-up elettrico più riconoscibile in circolazione, grazie a una carrozzeria in acciaio inossidabile che sembra arrivata direttamente da un film di fantascienza e a proporzioni lontane da quelle di qualsiasi pick-up tradizionale.

Ma l’aspetto è soltanto una parte della storia. Il Cybertruck misura quasi 5,7 metri di lunghezza e può trainare fino a 4.990 kg. Nella versione a trazione integrale Tesla dichiara fino a 523 km di autonomia, mentre il più potente Cyberbeast scende leggermente a 515 km ma accelera da 0 a 100 km/h in appena 2,7 secondi. La potenza massima di ricarica ai Supercharger arriva a 325 kW.
A rendere particolare il progetto contribuiscono anche le sospensioni pneumatiche adattive, lo sterzo posteriore e il sistema steer-by-wire. Il pianale dispone inoltre di prese da 120 e 240 volt e il veicolo può erogare fino a 11,5 kW per alimentare un’abitazione o apparecchiature esterne.
