L’articolo 119 del Codice della Strada dice che:
“Non può ottenere la patente di guida o l’autorizzazione ad esercitarsi alla guida di cui all’art. 122, comma 2, chi sia affetto da malattia fisica o psichica, deficienza organica o minorazione psichica, anatomica o funzionale tale da impedire di condurre con sicurezza veicoli a motore”.
Ma quali sono queste malattie? Si tratta di condizioni che, per la loro severità o per il loro potenziale impatto sulla capacità di guida, richiedono una valutazione approfondita da parte di una Commissione medica specializzata (CML), cioè un organo collegiale istituito presso le ASL, composto da medici specialisti.
Idoneità alla guida e patologie
La normativa suddivide le patologie in diverse categorie, e per ciascuna il Codice della strada e il relativo regolamento di attuazione indica i parametri medici cui attenersi.

Non è detto che una diagnosi comporti la sospensione della patente, molte persone con malattie possono continuare a guidare; ogni caso viene valutato in modo individuale, tenendo conto della situazione clinica complessiva del conducente e dell’eventuale documentazione specialistica prodotta.
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Anche la durata di validità della patente è variabile di caso in caso a seconda del paziente, la commissione potrà infine decidere se porre alcune limitazioni, ad esempio un limite al chilometraggio o di guida con il buio.
Malattie del sistema cardiovascolare
Il rinnovo è a rischio per patologie gravi che possono causare malori improvvisi, quali aritmie gravi e scompenso cardiaco, insufficienza cardiaca di classe NYHA III o IV, ipertensione arteriosa maligna, esiti recenti di infarto del miocardio o trapianto di cuore.
Malattie neurologiche e endocrine
Fra queste sono comprese il diabete, se critico e accompagnato da gravi complicazioni o crisi ipoglicemiche frequenti (i conducenti diabetici possono guidare, ma devono dimostrare di tenere sotto controllo la glicemia); il morbo di Parkinson o altre malattie degenerative che colpiscono i riflessi e il controllo motorio; l’epilessia: il rilascio o rinnovo dipende dal periodo trascorso senza crisi.
Medico curante e associazioni di pazienti possono dare indicazioni dettagliate per ogni patologia.
Deficit visivi e uditivi
Una capacità visiva o uditiva insufficiente, che non può essere adeguatamente corretta da lenti o protesi, può precludere il rinnovo della patente.
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Si tratta di deficit gravi e non correggibili, come ad esempio la cataratta avanzata o il glaucoma, o una ipoacusia grave che non permette di percepire una conversazione a 8 metri di distanza, anche con apparecchio acustico. (Se il deficit uditivo è totale è comunque possibile ottenere una patente speciale).
Disturbi psichici
Disturbi mentali che possono compromettere la capacità di guida perché alterano la capacità di giudizio, come psicosi, depressione grave, disturbi della personalità, ritardo mentale. Anche per le apnee ostruttive del sonno, se causano eccessiva sonnolenza diurna, è obbligatorio un accertamento specialistico.
Dipendenze e Farmaci
Chi ha problemi di dipendenza deve dimostrare di aver seguito un percorso di disintossicazione e riabilitazione.
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Uso di farmaci che riducono la prontezza di riflessi, come alcuni oppiacei per la terapia del dolore (morfina, ossicodone) o psicofarmaci.
Come richiedere la visita
Al momento della visita si portano il certificato anamnestico, cioè il documento preliminare che attesta i precedenti clinici; la documentazione sanitaria con i referti recenti (massimo 3-6 mesi) rilasciati da strutture pubbliche o accreditate relativi alla patologia; documento di identità e foto.
In caso di rischio immediato per la sicurezza il medico ha l’obbligo di segnalarlo, come previsto dall’articolo 128 del Codice della Strada, e la Motorizzazione può emettere un provvedimento di sospensione cautelare della patente.
Obbligo di dichiarare la malattia
Ricordiamo che in fase di rinnovo della patente è obbligatorio dichiarare la malattia, anche se lievissima. La mancata dichiarazione costituisce un illecito e comporta anche un rischio assicurativo, perché in caso di incidente l’assicurazione potrebbe rifiutare l’eventuale rimborso.
La revisione della patente non è una “punizione”, ma un atto di tutela reciproco, che consente di continuare a guidare finché le condizioni lo permettono, con controlli più ravvicinati per tutelare sé stessi e gli altri.
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