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L’Ue dice basta alle auto usa e getta: dal 13 agosto 2026 le nuove regole per il fine vita

L’Ue dice basta alle auto usa e getta: dal 13 agosto 2026 le nuove regole per il fine vita
Con l'ok definitivo del Consiglio, entra in vigore il nuovo regolamento per il fine vita dei veicoli approvato dal Parlamento europeo a giugno 2026. Interessa 10-12 milioni di veicoli all'anno.

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L’automotive deve avvicinarsi sempre più ai sistemi di economia circolare, lo impone un nuovo regolamento dell’Unione Europea in vigore dal 13 agosto 2026.

Ogni anno in Europa vengono rottamati dai 10 ai 12 milioni di veicoli, generando un’immane quantità di rifiuti e la perdita di tonnellate di materiali. Con 437 voti a favore, 112 contrari e 20 astensioni, il Parlamento Ue a giugno aveva infatti una nuova legge che stabilisce che le auto dovranno essere progettate già pensate per essere facili da smontare, riparare e, soprattutto, riciclare.

Il nuovo regolamento, oltre che alle automobili, si applica a motocicli, autocarri e autobus.

Le nuove regole per il riciclo dei veicoli

“Promuovendo il recupero, il riutilizzo e il riciclaggio di acciaio, alluminio, rame o plastica, il regolamento sui veicoli fuori uso rafforzerà la sicurezza delle risorse in Europa, ridurrà la dipendenza dalle materie prime vergini importate, sosterrà l’industria e ridurrà i rifiuti”, si legge in una nota che accompagna la nuova norma, con l’obiettivo dichiarato di ridurre degli sprechi e il recupero di materie prime nel comparto. 

L’auto, o i veicoli in generale, non più come prodotto da utilizzare e rottamare, ma una preziosa riserva di materiali da recuperare e reimpiegare. Questo il concetto alla base del nuovo regolamento Ue. Vediamone i punti nel dettaglio.

Leggi Anche: L’automotive viaggia verso l’economia circolare

“Il rafforzamento della responsabilità del produttore garantirà il corretto finanziamento del trattamento dei rifiuti derivanti dai veicoli fuori uso e promuoverà un riciclaggio di qualità superiore: inoltre, solo le autovetture idonee alla circolazione potranno essere esportate al di fuori dell’Ue”, si legge ancora.

Progettazione smart

Tutti i veicoli di nuova produzione dovranno essere progettati in modo da consentire la rimozione del maggior numero possibile di elementi. Gli operatori autorizzati dovranno essere in grado di smontare facilmente batterie, motori elettrici ed altre parti per massimizzarne il riuso e riciclo.

La plastica dev’essere riciclata

Entro sei anni dall’entrata in vigore del regolamento, almeno il 15% della plastica utilizzata nei veicoli di nuovo produzione dovrà provenire da materiale riciclato. Dopo 10 anni, la quota salirà al 25%, con una parte da recuperare direttamente da vecchi veicoli demoliti o componenti recuperati durante la vita dell’auto. Obiettivi analoghi potrebbero essere introdotti anche per altri materiali, come acciaio, alluminio e magnesio.

Leggi Anche: Le auto devono essere riciclabili per legge, il nuovo regolamento Ue

Lo smaltimento è a carico del costruttore

La nuova norma Ue rafforza il principio di responsabilità estesa del produttore. Le case auto saranno tenute, a partire dai 3 anni dopo l’entrata in vigore, a coprire i costi della raccolta e del trattamento dei veicoli a fine vita. E la responsabilità finanziaria sarà attiva indipendentemente dallo Stato in cui il veicolo diverrà fuori uso, anche se diverso da quello di immatricolazione.

Controlli su usato e “auto zombie”

Così come riportato dalle istituzioni europee, ogni anno circa 3,5 milioni di veicoli vengono esportati, demoliti o smaltiti illegalmente, con una larga parte esportata in Africa Medio Oriente o Asia. Per evitare il fenomeno delle cosiddette auto zombie, l’Ue introduce chiari criteri che stabiliscono quando un veicolo deve essere considerato un rifiuto.

Se un mezzo soddisfa i suddetti criteri non potrà più essere venduto né esportato, ma dovrà necessariamente essere affidato a impianti autorizzati per il recupero e il trattamento dei materiali. Non si tratta soltanto di una scelta etica, ma di una mossa che punta a trattenere all’interno dell’Europa materiali strategici – e per lo più sotto l’egemonia asiatica – come plastiche e metalli critici.

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