Cosa succede a un’automobile quando smette di fare il proprio dovere? Viene demolita e, alcune sue parti, vengono destinate al riciclo. Questo, però, non basta. Bruxelles chiede di più, anzi impone che le vetture entrino a far parte dell’economia circolare. Niente più rottamazione per loro, ma un processo industriale di rinascita dei materiali. E il nuovo regolamento per i veicoli a fine vita impone modifiche già a partire dalla produzione.
Il nuovo Regolamento per i veicoli a fine vita
Se prima quella sullo smaltimento dei veicoli a fine vita era una direttiva, che lasciava ai singoli Stati libertà di recepimento, adesso si tratta di un regolamento europeo vincolante e immediatamente applicabile.
La precedente normativa 2000/53 stabiliva che l’85% del peso di un veicolo a fine vita dovesse essere riciclato, per un 95% di recupero complessivo. Il nuovo regolamento obbliga i costruttori ad utilizzare almeno il 30% di plastica riciclata (e riciclabile) già alla produzione del veicolo.
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I limiti a demolizione ed esportazione
Il nuovo regolamento Elv distingue in modo più rigoroso tra veicolo usato e veicolo fuori uso. Soltanto i mezzi effettivamente funzionanti e riparabili potranno essere esportati nel mercato second hand extra Ue, dove ad oggi scompaiono molto veicoli, in paesi dove non sono rintracciabili e gli standard ambientali sono decisamente più laschi.
I veicoli fuori uso, invece, dovranno tassativamente essere consegnati presso centri di trattamento autorizzati. E non si parla più di smaltimento ma di ingresso in un processo industriale di economia circolare. Le plastiche derivate dai veicoli demoliti dovranno essere utilizzate per la produzione di nuove vetture.
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Gli obblighi per i costruttori
Il nuovo regolamento Ue impone modifiche anche alla stessa produzione del veicolo, che dovrà essere già progettato in un’ottica di economia circolare. Ogni vettura dovrà essere dotata di un manuale digitale di smontaggio, dove devono essere indicati i materiali utilizzati e i punti di assemblaggio. Inoltre, bisognerà garantire la facile separazione di componenti critiche come batterie, centraline e airbag.
Il produttore diventa adesso gestore dell’intero ciclo di vita dei propri prodotti, compresi costi di recupero e trattamento, secondo il principio di Responsabilità Estesa del Produttore (ERP).
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