Attuale ammiraglia elettrica della Losanga, la Renault Scénic E-Tech Electric è riuscita a convincere tutti l’anno scorso, ottenendo il titolo di Car Of The Year 2024.
Il fatto che Renault abbia vinto di nuovo quest’anno con la R5 è segno che le sue tecnologie e il suo processo di elettrificazione, del resto di lunga data, funzionano. La Scénic sfrutta il massimo di queste tecnologie, in questo caso con oltre 600 km di autonomia, una guida comoda e tecnologia di livello.
In Italia, la Scenic parte da 40.050 € per la versione d’ingresso da 170 CV, mentre la versione più potente da 220 CV con batteria da 87 kWh parte da 47.250 € in versione Techno, che salgono a 52.700 € per l’allestimento Esprit Alpine in prova, comprensivo di tetto panoramico Solar Bay, tinta bicromatica e impianto audio Harman / Kardon.
A noleggio, sempre in allestimento Esprit Alpine, il canone è di 690 € al mese + IVA per 36 mesi o 30.000 km, con anticipo di 3.550 € + IVA.
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UN DESIGN FURBO
Come in passato, la Scénic rappresenta la versione più familiare della Mégane E-Tech, e come lei è diventata più compatta, ma sempre furba. Sorge sulla stessa piattaforma CMF-EV ma allungata di 27 cm, che portano il totale a 4,47 metri. Più lungo, di 10 cm, anche il passo, a tutto vantaggio della seduta posteriore.

Il design è furbo perché per quanto si presenti come crossover, mantiene anche il DNA originale di monovolume, con linea del tetto dritta e, grazie allo stile squadrato di tutte le ultime Renault, è pensata per ottimizzare lo spazio.

L’estetica è comunque moderna e d’impatto, e riesce a farla sembrare ancora più compatta di quanto non sia. Il suo stile ha influenzato tutte le altre Renault uscite, come la “non-sorella” Symbioz, che di fatto ne vuole rappresentare un’alternativa ancora endotermica, ma anche la Captur e Rafale.

In questo allestimento Esprit Alpine, il più sportivo, è anche più dinamica del solito, con i cerchi Speedway da 20” che abbassano visivamente la vettura, e con la tinta Bi-Style Seoul, che unisce un grigio opaco (“Scisto”) al nero lucido di calotte degli specchietti, tetto e altri dettagli.

Furba, anche per il bagagliaio che parte da 545 litri, per una capacità massima fino a 1.670 litri.
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INTERNI RICCHI DI “CHICCHE”
L’abitacolo è funzionale, spazioso e ricco di funzionalità interessanti. A partire dal tetto Solarbay brevettato da Renault, e visto anche su Symbioz e Rafale: permette di opacizzarlo secondo diversi livelli, e offre una protezione dai raggi solari per un ambiente più confortevole ma al contempo più luminoso.

L’altra chicca è il bracciolo centrale a “coltellino svizzero”. Si, è pesante, ma è davvero ben organizzato, con prese USB-C aggiuntive, supporto a bicchieri e borracce, nonché supporto per tablet o smartphone, anche indipendente per singolo occupante, che può così guardare i suoi contenuti durante il viaggio.

Il bagagliaio ha un fondo profondo, ma ciò rende la soglia di carico piuttosto alta, il che può risultare poco pratico per chi deve caricare oggetti come un trasportino per cani o valigie pesanti.

Il layout della plancia invece è quello visto su Mégane, Rafale e Austral: un doppio schermo a L rovesciata ospita l’infotainment Open R Link con Android Automotive, personalizzabile, mentre con un piccolo extra è possibile avere il tunnel centrale personalizzabile, in modo da contenere più oggetti e non solo lo smartphone.

Dettagli specifici dell’allestimento Esprit Alpine sono le superfici metalliche con sfumature blu, logo di Alpine cucito sui sedili, e impunture a contrasto che richiamano il tricolore francese.
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TRA LE PIÙ EFFICIENTI
Questa è la Scénic con la batteria più grande da 87 kWh che, su ciclo WLTP, offre fino a 625 km. Non ho dubbi nell’affermare che è davvero realistica, e il merito è sempre quello di aver adottato batterie più sottili rispetto alla media.

Lo si nota dal peso inferiore alle auto di pari categoria, pari a 1,8 tonnellate: tolto che non la rende affatto un’auto leggera, è ben inferiore alle principali concorrenti che superano le 2 tonnellate.

Ciò porta a un’autonomia reale riscontrata sempre superiore ai 500 km nell’uso misto e in autostrada a 110 km/h, e superiore ai 450 km in autostrada a 130 km/h.

Certo, c’è qualche compromesso: 220 CV non sono pochi ma lei non ha uno scatto da urlo; ed è molto morbida, a volte bisogna abituarsi specie su dossi e buche, ma a parte questo è stabile e sicura.

Rimane un’auto di segmento C, e non quelle con il telaio meglio isolato: ad alte velocità è un tantino rumorosa. Molto preciso, invece, il servosterzo così come i sistemi di sicurezza che, come sempre su Renault, possono essere personalizzati e resi silenziosi con un semplice tasto.
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RICARICA
La Scenic supporta ricarica in AC a 22 kW e la ricarica rapida fino a 150 kW per la batteria da 87 kWh.
Questo forse è il vero punto debole, perché su una batteria del genere i tempi possono farsi davvero lunghi. Tuttavia, considerata la percorrenza anche autostradale, almeno nel mio caso sono soste lunghe che avrei fatto normalmente.
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