Una mosca bianca, un auto che se ne fraga delle dimensioni, e che gioca a fare la grande. La Toyota Aygo X hybrid prende in prestito il motore della sorella Yaris con i suoi 116 cavalli e consumi irrisori, così da diventare l’unica segmento A che viene mossa da un motore 100% ibrido.

Com’è fuori
Con i suoi 3,78 metri la Aygo X è l’auto perfetta per girare nelle grandi città senza doversi preoccupare troppo di trovare parcheggio una volta giunti a destinazione. Lo stile è semplice ma ha tanta personalità grazie anche ad una nuova calandra centrale portata in dote dal nostro allestimento GR Sport, quello più sportivo e più accessoriato della gamma. Mi piacciono i dettagli in nero lucido che dimostrano una notevole attenzione allo stile dell’auto.
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Anche i grandi cerchi in lega da 18 pollici e la fanaleria Led fanno parte della dotazione fornita con questo allestimento. L’auto è simpatica, piacevole ed armoniosa, e mostra anche una bella presenza su strada, tutto accentuato da questa colorazione a due tonalità che ne migliora ed impreziosisce lo stile. Di auto così compatte ormai ce ne sono poche, le citycar hanno infatti fatto spazio ai tanto amati suv, ma questa Aygo X mi ha fatto ricordare che le auto di questo segmento sono super pratiche, anche se rare.
Com’è dentro
L’allestimento GR Sport fa sentire la sua presenza anche dentro, nonostante una personalizzazione meno marcata rispetto gli esterni. Faccio subito un premessa riguardo l’abitacolo: se la dotazione è molto ricca e completa, i materiali a bordo non sono propriamente pregiati. Non ci sono pannelli fono assorbenti e soprattutto tutte le plastiche sono rigide e un pochino “croccantine” al tatto, nulla di grave è vero, però mi aspettavo un livello di cura superiore.
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Mi è piaciuto invece il volante sportivo multifunzione firmato GR e il cruscotto digitale da 7 pollici che ora integra anche il monitoraggio dell’attenzione del conducente. Al centro della plancia troneggia lo schermo del sistema multimediale da 10,5 pollici dotato ci Apple Car Play ed Android Auto con connessione senza fili. C’è il climatizzatore bizona, non capita spesso su una piccola, due prese USB-C, i sedili riscaldabili anteriori, la ricarica wireless per lo smartphone e una presa da 12V, insomma non manca proprio niente.
Ma c’è spazio?
Con un passo di 2,43 metri l’abitabilità è quella che è. Dietro l’abitabilità è sufficiente, ma la portiera non ha un angolo di apertura adeguato per facilitate le operazioni di carico e scarico. Inoltre l’Aygo è omologata per 4, non per 5, ma c’è comunque un tunnel centrale che separa nettamente le sedute che toglie un po’ di spazio. Se il conducente ha una statura superiore al 1.80 m, sedersi dietro diventa una piccola prova di contorsionismo. Il bagagliaio ha una capienza dichiarata di 231 litri, si sale a circa 700 se si abbatte lo schienale con la pratica levetta dedicata.
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L’asso nella manica è sotto il cofano
Il vero valora aggiunto di questa Aygo è quello che si nasconde sotto il cofano. Il sistema full hybrid 1.5 è quello della Toyota Yaris composto da tre elementi: un generatore, il motore termico 1.5 da 92 cavalli e il motore elettrico da 80 cavalli collegato direttamente alle ruote anteriore per una potenza combinata di 116 cavalli.

Il cambio eCVT lavora invece per mantenere il motore termico nel punto di massima efficienza mentre l’auto accelera e ha bisogno di più potenza. In questo modo anche a velocità più sostenute e quando si preme a fondo sul pedale del gas, i consumi rimangono contenuti. L’effetto scooter c’è, ma a fronte di una leggera rumorosità agli alti regimi si assicurano consumi da prima della classe, quasi da secchiona.
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Come va
In città la Aygo X Hybrid trova il suo habitat naturale. L’auto è agile ma soprattutto viaggia in elettrico per la grande maggioranza del tempo grazie anche ad una buonissima efficienza nel recuperare energia in fase di frenata. Non pensavo che la visibilità fosse così buona, soprattutto quella anteriore, mentre i sedili sportivi sostengono ma sono anche comodi ed avvolgenti. Quando si preme più a fondo sul pedale del gas entra giustamente in attività il motore termico che lavora solo in caso di reale bisogno, appunto. Le modalità di guida sono tre, ma la risposta del motore è sempre pronta, molto pronta. Nonostante sia una piccola auto da città potete comunque contare sempre su un ottima reattività sia in fase di partenza da fermo che alle alte velocità in fase di sorpasso.

Con una configurazione McPherson delle sospensioni all’anteriori, e un ponte torcente al posteriore, la Aygo X è precisa tra le curve, anche meglio anche di auto di segmento superiore. Personalmente però è in autostrada che mi ha stupito questa Toyota con la sua velocità, la sua silenziosità e anche i consumi che si attestano sempre a più di 20 km al litro, ma è in città che si possono arrivare a fare anche 30 km con un litro per una media che si attesta a circa 25 km/l. Credo sia quasi impossibile trovare un modello paragonabile e capace di fare così bene come questa piccola ibrida. Tra i sistemi di ausilio alla guida troviamo il sistema di pre-collisione che rileva moto e auto, il cruise control full adattivo e c’è anche la sterzata automatica d’emergenza. Non c’è il monitoraggio dell’angolo cieco in compenso ci sono tanti, forse troppo segnali di “allarme” troppo insistenti come il monitoraggio dell’attenzione del conducente (assillante) e la segnalazione del cambiamento e del superamento dei limiti di velocità.
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Quanto costa
La Toyota Aygo X Hybrid d’ingresso costa 20.850 euro, con l’allestimento Icon si arriva a 23.350 euro, la Premium a 24.950 euro mentre la GR Sport protagonista di questa prova tocca i 25.950 euro. Nonostante la GR Sport abbia una dotazione completa, un motore molto parsimonioso e uno stile curato e piacevole, il suo prezzo è giustificato ma anche alto. Personalmente ritengo che anche un allestimento meno completo e costoso sia una scelta intelligente: si possono risparmiare diverse migliaia di Euro senza rinunciare ad una delle migliore unità ibride in commercio.
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