Ricambi ricondizionati nelle riparazioni della propria flotta elettrica, è possibile? Secondo la Royal Mail sì, ed è pure vantaggioso. Le poste britanniche infatti hanno avviato una collaborazione con l’Automobile Association (il corrispettivo britannico della nostra ACI) per lo sviluppo di una rete di rifornimenti di “ricambi di seconda mano”, ovvero ricondizionati.
L’obiettivo dell’iniziativa era quella di tagliare costi ed emissioni, ed è stato pienamente raggiunto, con in più il vantaggio di aver tagliato anche i tempi di intervento grazie ad un’organizzazione strutturata. Ad occuparti della fornitura e della gestione della piattaforma per la gestione dei ricambi è stata Trents, azienda specializzata nel settore.
Ricambi ricondizionati: la strategia della Royal Mail
Il programma, nella sua fase iniziale, ha riguardato componenti non critici per la sicurezza (pannelli di carrozzeria, paraurti, fanaleria e finiture), tutti sottoposti a processi di ispezione e classificazione qualitativa prima del reimpiego. Una scelta prudente, che ha privilegiato le parti a minor impatto sulla sicurezza operativa mentre la filiera del ricondizionato si consolida.
David Bartlett, responsabile dell’Accident Management di AA, ha spiegato che l’iniziativa è riuscita a risolvere due problematiche fondamentali per i gestori di flotte (due piccioni con una fava, diremmo noi): la necessità di ridurre le emissioni di Scope 3 legate alle riparazioni e quella di affrontare le difficoltà di approvvigionamento dei ricambi, che da tempo affliggono il settore.
L’effetto combinato è risultato in un abbassamento dei costi, una maggiore disponibilità dei veicoli e un approccio più circolare alla riparazione.
Questa operazione per Royal Mail è stata solo parte di una più ampia strategia dell’azienda, dato che l’uso di ricambi ricondizionati e certificati rafforza gli impegni ESG del gruppo e contribuisce a ridurre gli sprechi e l’impronta carbonica delle riparazioni.
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Per avere dati certi sul risparmio in termini economici e di emissioni per la Royal Mail bisognerà attendere la fine della prima fase del progetto, ma secondo un altro operatore del settore, Sopp+Sopp, il risparmio nei costi di approvvigionamento dei ricambi e lavorazione arriva fino al 70% e una riduzione di oltre 79.000 kg di CO2 sul proprio portafoglio clienti grazie all’uso di componenti “green”.
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