Il significato dei cartelli stradali: divieto, indicazione, pericolo e obbligo

Per chi ha bisogno di un ripasso, ecco come riconoscere le categorie di cartelli stradali e che cosa significano

Essere in possesso della patente significa, almeno a livello teorico, conoscere il significato di tutti i cartelli stradali. Ma, specialmente dopo anni, è normale che qualcosa sfugga e che quelli che compaiono più di rado escano dalla nostra memoria.

Il significato dei cartelli stradali

In questo articolo vogliamo, quindi, fare un ripasso, venendo in contro sia agli smemorati sia a tutti coloro che sono in procinto di sostenere l’esame di teoria della patente.

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COSA SIGNIFICANO I CARTELLI STRADALI

La conoscenza dei cartelli stradali è ovviamente fondamentale per guidare in modo responsabile e civile, garantendo sicurezza per l’incolumità sia propria che degli altri. 

In questo articolo considereremo i segnali di divieto, indicazione, pericolo e obbligo, quelli più consueti nelle strade italiane. Non ci saranno, quindi, segnali stradali da noi considerati “bizzarri” provenienti da altre zone del mondo.

In più, da titolo, ci occuperemo qui solo della segnaletica cosiddetta “verticale”: solo dei cartelli stradali regolati dall’articolo 39 del Codice della Strada, senza quindi contare i segnali verniciati sull’asfalto. 

Secondo il Codice della Strada, i cartelli stradali devono avere nella parte anteriore (quella visibile ai conducenti), forma, dimensioni, caratteristiche e colori conformi alle norme del regolamento e di attuazione del nuovo CdS.

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I CARTELLI STRADALI DI DIVIETO

I cartelli stradali di divieto sono quelli forse più riconoscibili, perché sono di forma circolare con (di solito) colore rosso. Servono a vietare agli utenti della strada il transito in alcune strade, o alcune direzioni di marcia. Ancora, vietano manovre o impongono delle limitazioni.

I cartelli stradali di divieto sono divisi in due: quelli generici e quelli specifici. I generici sono rivolti a tutti i veicoli, e ne fanno parte per esempio il “divieto di transito” noto per essere un cerchio con la parte esterna rossa e la parte interna, più grande, completamente bianca. Rientra in questa categoria anche il divieto di transito in una particolare direzione (quando la via è un senso unico nella direzione opposta), che è rosso con una barra bianca rettangolare al centro.

I cartelli di divieto specifici sono invece rivolti a determinate tipologie di veicoli o utenti. Il divieto di transito, infatti, può presentare il simbolo di un’auto, quando il transito è vietato solo agli autoveicoli ma non, per esempio, ai ciclomotori. 

Ai cartelli stradali di divieto corrispondono quelli che ne indicano la fine, e vanno installati in corrispondenza in cui cessa il divieto e sono di solito bianchi con una barra nera diagonale. La loro installazione non è tuttavia obbligatoria se il divieto finisce a un incrocio.

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I CARTELLI STRADALI DI INDICAZIONE

Tutti i giorni ci imbattiamo anche nei cartelli stradali di indicazione, che non sono un obbligo ma hanno lo scopo di dare alle persone, appunto, le informazioni che servono per una circolazione corretta e sicura, per trovare località, servizi e impianti stradali.

Il CdS impone alcuni requisiti per i cartelli stradali di indicazione:

  • La qualità e la quantità della segnaletica devono essere adeguate al contesto della strada, per permetterne una percezione realistica;
  • Sullo stesso itinerario devono trovarsi le stesse indicazioni;
  • Devono esserci la stessa simbologia, la stessa leggibilità e gli stessi colori per tutti i cartelli di indicazione di un dato percorso.
  • Devono essere collocati e fatti  per essere visibili e riconoscibili in maniera semplice, e periodicamente vanno sottoposti a verifiche di valutazione della rispondenza del traffico

I cartelli stradali di indicazione sono così suddivisi:

  • Cartelli di preavviso, che anticipano le direzioni verso una o più destinazioni. Per esempio si trova una freccia verso il “capolinea” della strada e, ramificate, le uscite verso altre località.
  • Cartelli di direzione, che indicano la direzione verso una data località.
  • Cartelli di identificazione delle strade e progressive distanziometriche (ovvero, quanto manca a un dato punto o, nel caso di superstrade e autostrade, il km di strada a cui ci si trova);
  • Cartelli di itinerario;

  • Cartelli di località, che indicano il nome del Comune o della sua frazione (con comune tra parentesi).
  • Cartelli di localizzazione di punti di pubblico interesse o servizi utili (ospedali, polizia, alberghi, porti, stazioni ecc.)
  • Cartelli di nome strada, che indicano il nome della via o della strada in cui ci si trova (“Via Vittorio Veneto” “SS21”)
  • Cartelli turistici e di territorio, di solito di colore marrone quando presenti punti di interesse culturale.
  • Cartelli con indicazioni utili per la guida;
  • Cartelli per la transitabilità;

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CARTELLI STRADALI DI PERICOLO

La terza macro-categoria di cartelli stradali è quella che indica un pericolo. Anche questi segnali sono semplici da riconoscere, in quanto sono dei triangoli col vertice verso l’alto e vanno installati solo quando c’è una reale situazione di pericolo sulla strada che l’autista non può percepire con tempestività.

Quando il cartello è un triangolo con bordi rossi, centro bianco e punto esclamativo, indica un pericolo generico. Gli altri sono più specifici: quelli con due vetture che si scontrano indicano un incidente; quelli con uomo indossante un elmetto indicano segnali di lavori in corso. Il triangolo catarifrangente rosso indica un incidente, e va posto dagli stessi coinvolti nel sinistro prima dei loro veicoli.

I segnali di pericolo vanno posizionati sul lato destro della carreggiata, quando presente una sola corsia. Nelle strade con più di una corsia per ogni senso di marcia, servono delle misure idonee adatte alle condizioni locali, ma sempre in modo che i segnali siano percepibili anche da coloro che percorrono le corsie più interne. In quei casi, possono essere ripetuti o sul lato sinistro della carreggiata, oppure sopra la carreggiata stessa.

Se non è possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada, il segnale di pericolo va unito a un pannello indicante la distanza dal pericolo. 

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I CARTELLI STRADALI DI OBBLIGO

Concludiamo con i cartelli stradali riguardanti gli obblighi che i conducenti sono tenuti a rispettare. Un cartello indicante un obbligo si riconosce perché di solito di colore blu. La forma è tipicamente circolare, ma non mancano esempi di cartelli quadrati o rettangolari (i sensi unici, per lo più).

Anche loro sono divisi in generici e specifici. Quelli generici, appunto sfondo blu con simbolo bianco, sono:

  • Direzione obbligatoria (solo a destra, solo a sinistra, solo dritto);
  • Direzioni consentite (dritto e sinistra; dritto e destra; destra e sinistra);
  • Passaggio obbligatorio o consentito;
  • Rotatoria;
  • Obbligo catene da neve;
  • Circolazione riservata solo ad alcune categorie;

Quelli specifici, invece, sono:

  • Limite massimo di velocità (sfondo bianco, bordo rosso, e km massimi consentiti);
  • Limite minimo di velocità (sfondo blu, cifra bianca);
  • Alt – Dogana;
  • Alt – Polizia;
  • Alt – stazione.

 

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