Chi come me è cresciuto con l’epoca d’oro di Need for Speed, quella di Underground 2, Most Wanted e Carbon, non si stupirebbe di trovare oggi tra le auto giocabili anche la Hyundai i10 N-Line. Non è una hot hatch, ma è stata pensata per chi con poco vuole divertirsi un po’, al contempo ottimizzando i consumi.
Questa è la versione più recente, con aggiornamenti al motore e alcuni ritocchi estetici. E che, al di là dell’allestimento, conferma il modello come adatto anche alle flotte, magari come auto per il car sharing aziendale (visto il suo successo) o come puro benefit.
La i10 si trova anche a noleggio in allestimenti Connectline a 221 € / mese IVA inclusa, con anticipo di 5000 € per 48 mesi o 40,000 km. Il listino parte invece da 18,100 € in allestimento Connectline, e arriva a 21.250 € per la versione del test, che oltre all’allestimento N-Line ha tetto nero a contrasto (400 €) e tinta micalizzata Vibrant Blue (700 €).
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UN’AUTO DAVVERO COMPATTA, E SOLO A BENZINA
Compatta come ormai se ne vedono poche, è un’auto unicamente a benzina, senza elettrificazione di sorta – è quasi strano per un brand come Hyundai. Una scelta quasi strana da parte di un brand come Hyundai, ma che sorprende in positivo.

È perfetta per la città, ma anche per qualche lungo viaggio: molto comoda, brillante e versatile. Va bene per tutto: come benefit aziendale, per il carpooling o anche come auto a noleggio. È divertente, sicura e offre un buon spazio interno, soprattutto se si considera il segmento.

Il bagagliaio non è enorme, è vero, ma l’abitabilità è stata giustamente messa al primo posto. Dietro ci si sta bene anche se si è alti—io sono 1,94m e ci sto comodo. Non manca nemmeno una porta USB-C Thunderbolt per la ricarica, integrata nel tunnel centrale, che ospita anche due portabicchieri.

A livello estetico, il cambiamento è evidente, soprattutto davanti. Il frontale ha una griglia molto più grande rispetto agli altri allestimenti, tanto da ricordare la Tucson, con le luci diurne LED integrate proprio nella calandra.

Tipici dell’allestimento N-Line sono i dettagli rossi, come i tre elementi della griglia, la parte inferiore posteriore che circonda i due terminali di scarico (anch’essi specifici), e altri elementi nell’abitacolo: bocchette dell’aria, cuciture a contrasto sul volante e sui sedili in tessuto tecnico, dalla trama sportiva. I cerchi da 16″ hanno un design elaborato e lasciano intravedere i quattro freni a disco, un elemento tecnico assai raro per la categoria che sottolinea la vocazione dinamica dell’auto.

La linea è ben proporzionata, con cofano corto, sbalzi ridotti e nervature aggressive: ha carattere, soprattutto vista di fronte.
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ABITACOLO MODERNO MA SENZA ESAGERARE
L’interno ha un layout che mescola modernità e praticità. Il display centrale da circa 8″ è opaco, una scelta azzeccata perché sotto il sole diretto si legge benissimo.

Anche il cruscotto digitale è opaco e infossato, quindi sempre ben visibile. Dettagli come le manopole fisiche del clima (monozona) mi sono piaciuti molto: comodi, intuitivi, da “vecchia scuola”.

Ci sono due porte USB: una di tipo A, l’unica compatibile con la proiezione dello smartphone, e una USB-C Thunderbolt solo per la ricarica. Peccato che supporti ancora solo Apple CarPlay e Android Auto via cavo, perché monta ancora il vecchio il sistema BlueLink.

Lo spazio è stato ottimizzato per le persone, più che per i bagagli. Il portellone posteriore si apre con facilità, e l’altezza di apertura è comoda. In generale, l’ergonomia è studiata bene.
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PICCOLA, MA CON CARATTERE
Parliamo ora della parte che mi ha colpito di più: il motore. Solo sulla N-Line troviamo il 1.0 T-GDI turbo, un tre cilindri da 90 CV—qualche cavallo in meno rispetto ai 100/101 di prima, ma sinceramente non si sente la differenza. Anzi, è molto brillante, con una bella coppia che rende la guida dinamica, specie in città.

Ha un sound accentuato, sicuramente voluto, enfatizzato dal doppio scarico posteriore. In città è vivace, agile e divertente da guidare, senza mai risultare spompata.

I consumi sono un altro punto forte: facilmente si fanno 20 km/l. In città si sta intorno ai 16-17, mentre in extraurbano anche 21 km/l, se si guida con calma. In autostrada si mantiene sui 18 km/l, il che è ottimo per un’auto esclusivamente a benzina nel 2025.

Anche l’assetto è stato rivisto. Le sospensioni sono MacPherson davanti con barra stabilizzatrice, mentre dietro c’è un ponte torcente con ruote interconnesse. La tenuta è ottima, anche nelle curve più strette: l’auto sta sempre dove deve stare. Forse è anche leggermente più larga della i10 classica.

I quattro freni a disco sono una chicca: modulabili, sicuri, perfetti sia per la guida quotidiana che per qualche frenata più decisa. A differenza di altre citycar che montano ancora i tamburi, qui si nota davvero la differenza.

A livello di sicurezza, questa i10 N-Line offre ADAS da segmento superiore. Ci sono auto di segmento B che non hanno la stessa dotazione. Oltre all’hardware ben costruito, c’è una sensazione generale di stabilità: anche lo sterzo è preciso, ben bilanciato e con un buon ritorno.

Il cambio manuale a 5 marce è piacevole da usare, con una leva ben fatta e una frizione ben tarata, né troppo dura né troppo morbida.
Un piccolo neo? Manca il bracciolo centrale, e mi sarebbe piaciuto averlo, anche di quelli integrati al sedile e che si possono alzare o abbazzare. Sarebbe stato comodo nella guida quotidiana.
L’insonorizzazione è discreta: il motore si fa sentire soprattutto quando si affonda sul gas, ma è parte del gioco. L’auto è coinvolgente, tanto che ci si trova a velocità alte senza accorgersene.
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