La Renault Captur è a mio avviso l’auto versatile per eccellenza: compatta e maneggevole in città, ma anche adatta ai lunghi viaggi. Grazie a un’ampia gamma di motorizzazioni, dal full hybrid fino a GPL e benzina, e quindi soluzioni per ogni esigenza. Un restyling che la rende ancora più interessante, osando di più sul piano estetico e aggiornandosi nei sistemi di sicurezza, mantenendosi un’auto completa e attuale.
La Captur parte da 23,850 € in allestimento Evolution, sia per il TCe benzina 90 CV sia per la Eco-G GPL. Il full hybrid 145 CV si ha solo a partire dall’allestimento Techno con listino di 30,000 €, mentre per la Esprit Alpine della prova si arriva a 32,800 €.
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EFFICIENTE, E ORA ANCHE DI GRANDE IMPATTO
A livello estetico, il cambiamento più evidente riguarda il frontale, completamente ridisegnato per allinearsi al nuovo corso stilistico voluto da Gilles Vidal, capo del design Renault. Ora assomiglia molto a Scenic E-Tech (qui la nostra prova) e Symbioz (qui la nostra prova), con una personalità più marcata rispetto al passato.

I fari anteriori perdono il design a C del precedente design della Losanga, a favore di una nuova firma luminosa con luci diurne a LED separate tra zona superiore e inferiore. Il nuovo faro è più grande e sviluppato in larghezza, mentre la griglia è chiusa e con effetto 3D.

Al posteriore, i cambiamenti sono meno radicali. Il design dei fari rimane simile, ma ora sono trasparenti come sulla Clio: spenti sembrano bianchi, mentre accesi offrono un effetto tridimensionale con un bel contrasto visivo. Personalmente, li trovo più eleganti rispetto alla Clio, poiché mantengono la sottigliezza che ha sempre caratterizzato la Captur.

Renault ha scelto una direzione stilistica più audace rispetto alla tendenza minimalista del settore. Le sue ultime vetture abbondano di dettagli estetici e conferiscono più personalità alla gamma. L’allestimento Esprit Alpine, più sportivo, richiama appunto il mondo Alpine con cerchi diamantati di serie, piuttosto elaborati, e dettagli in nero a contrasto su tetto e specchietti, donando un tocco di sportività che si ritrova anche negli interni.
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CON ANDROID AUTOMOTIVE
All’interno, la Captur mantiene la disposizione che ho sempre apprezzato, con un tunnel centrale a più livelli, vasca antiscivolo, selettore di marcia ergonomico e ricarica wireless per smartphone.

I sedili, in misto tessuto e pelle, hanno richiami al tricolore francese sulla plancia. Non cambia la dimensione del display centrale, ma migliora la definizione dello schermo, ora più visibile in ogni condizione. Inoltre, viene introdotto il sistema OpenR Link con Android Automotive, che integra tutti i servizi Google e il Play Store per scaricare altre app.

Lo spazio è ottimale per quattro persone, anche se chi supera il metro e novanta, come me, potrebbe trovarsi un po’ costretto. Il bagagliaio non è il più capiente della categoria (348 l la capacità minima, che salgono a 480 facendo scorrere avanti il divanetto posteriore), ma permette di caricare comodamente quattro trolley o una valigia grande con qualche bagaglio extra.
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UNA GUIDA FLUIDA
Dal punto di vista tecnico, il motore full hybrid rimane invariato: un 1.6 benzina aspirato da 94 CV, abbinato a motori elettrici per una potenza complessiva di 145 CV. Il cambio multimodale 4+2, tipico di Renault, è molto fluido e ben calibrato per questo sistema.

In città, permette di viaggiare in elettrico circa il 50% del tempo, e questo è a tutto vantaggio per i consumi. Anche in autostrada il comportamento è brillante, con una buona insonorizzazione e stabilità migliorata rispetto al passato.

Renault ha lavorato per rendere il telaio più robusto e migliorare la tenuta di strada, soprattutto alle alte velocità. Il comfort di marcia resta la priorità, con una guida rilassata e piacevole. Certo, nelle curve veloci si avverte un po’ di sottosterzo e nei tornanti un leggero rollio, ma sono caratteristiche tipiche di questa tipologia di auto.

I consumi sono un punto di forza: nel ciclo misto ho ottenuto una media di 4,2 l/100 km, pari a circa 23,5 km/l, con valori ancora più bassi in città. In autostrada aumentano intorno ai 5,5 l su 100 km (dipende anche dallo stile di guida), il che conferma ottima la motorizzazione, specie su vetture compatte e tutto sommato leggere come la Captur.
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