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Trump mette dazi del 25% a tutte le auto straniere importate negli USA

Trump mette dazi del 25% a tutte le auto straniere importate negli USA
Dal 2 aprile scatteranno i dazi, definiti permanenti. Con questa misura Donald Trump intende favorire il ritorno della produzione di auto negli Stati Uniti.

IN QUESTO ARTICOLO

Mercoledì 26 marzo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato dallo studio Ovale l’applicazione di una tassa del 25% su auto e veicoli commerciali leggeri importati negli Usa a partire dal 2 aprile. Ancora non è chiaro se i pezzi di ricambio per auto saranno inclusi o meno nei dazi.

“Questo stimolerà la crescita come non avete visto prima”, sostiene Trump, ribadendo che per chi costruisce l’auto negli Stati Uniti non ci sarà nessuna tassa.

I CALCOLI DI TRUMP

Secondo i conti di Trump, i nuovi dazi potrebbero portare tra i 600 miliardi e il trilione di dollari di entrate per gli Usa nei prossimi due anni. Cifra che il presidente intende usare per ridurre il notevole debito estero statunitense.

Leggi Anche: Dazi Usa: gli effetti sul settore dell’auto

Il segretario dello staff della Casa Bianca, Will Scharf, accanto a Trump durante l’annuncio, suggerisce stime più prudenti, circa 100 miliardi di dollari.

Trump intende usare i dazi anche per stimolare la produzione nazionale, ma rischia di mettere a dura prova le finanze delle case automobilistiche che dipendono dalle catene di forniture globali. Cosa che si tradurrà in costi più elevati per i consumatori americani.

Le reazioni

I mercati non hanno reagito bene all’annuncio. I timori di un’escalation della guerra commerciale hanno fatto cadere Wall Street, dopo tre sedute positive. Anche le azioni dei tre grandi produttori di automobili degli USA – Ford, General Motors e Stellantis – sono tutte affondate dopo l’annuncio delle nuove tariffe: GM ha perso in Borsa il 6,6%, Ford il 3,1% e Stellantis il 2,9%.

Pure Tesla è scivolata dell’1,28% (dall’inizio dell’anno il calo in Borsa è del 32%); lo stesso Elon Musk ha avvertito che le tariffe aggiuntive sulle automobili annunciate da Donald Trump avranno un impatto “significativo” sui costi di produzione delle Tesla.

L’Acea (Associazione europea dei costruttori di auto) esorta Trump a valutare l’impatto dei dazi su produttori globali e la produzione Usa. Sigrid De Vries, direttrice generale di Acea ha commentato:

“I costruttori di auto europei da decenni investono negli Stati Uniti, creando lavoro, stimolando la crescita economica nelle comunità locali e generando enormi introiti in tasse per il governo degli Stati Uniti. Chiediamo al presidente Trump di considerare l’impatto negativo dei dazi, non solo sui costruttori globali di auto ma anche sulla produzione manifatturiera domestica statunitense”.

L’Acea quantifica tra il 50 e il 60% la produzione dei costruttori europei esportata annualmente negli USA. 

Intanto l’Europa prepara i contro dazi.

“Mi rammarico profondamente della decisione degli USA di imporre tariffe sulle esportazioni automobilistiche dell’UE. Le tariffe sono tasse – male per le imprese, peggio per i consumatori negli Usa e nell’UE. L’UE continuerà a cercare soluzioni negoziate, pur salvaguardando i propri interessi economici”, ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, in un post sui social media.

Circa la metà delle auto vendute negli Stati Uniti sono prodotte all’interno del Paese. Tra le importazioni, circa la metà proviene dal Messico e dal Canada, con il Giappone, la Corea del Sud e la Germania, anch’essi importanti fornitori.

Dato che l’avvio di impianti di produzione in Usa avrebbe bisogno di tempo, nel medio termine i prezzi delle auto in Usa sono molto probabilmente destinati ad aumentare.

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