Dal 10 aprile 2025 è entrata in vigore la nuova certificazione UNI 11977:2025 (norma sostituisce la precedente UNI/PdR 35:2018) inerente alle “Attività professionali non regolamentate – Profili professionali per la gestione della mobilità delle persone – Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità”. La norma definisce requisiti relativi ai profili professionali della mobilità delle organizzazioni, scolastica e della Pubblica Amministrazione, individuandone compiti e attività specifiche e relative conoscenze, abilità e autonomia e responsabilità, definite sulla base dei criteri del Quadro europeo delle qualifiche (EQF).
I profili professionali oggetto della norma sono:
- Fleet Manager, associabile al livello 5 della classificazione QNQ/EQF;
- Travel Manager, associabile al livello 5 della classificazione QNQ/EQF;
- Mobility Manager, associabile al livello 5 della classificazione QNQ/EQF;
- Chief Fleet Mobility and Travel Officer (Chief FMT Officer), ovvero una nuova figura di “congiunzione” tra le precedenti tre e di cui chiariremo sotto ruoli e funzioni, associabile al livello 6 della classificazione QNQ/EQF.
La UNI 11977 fornisce poi le indicazioni operative per la valutazione della conformità ai requisiti di autonomia e responsabilità, conoscenza e abilità definiti per i profili professionali citati.
Cosa dice la UNI 11977 e cosa devi sapere per il tuo lavoro
La nuova UNI (come detto ratificata il 10 aprile scorso, ma a tutti gli effetti approvata dalla Commissione Centrale Tecnica dell’UNI il 1 febbraio 2025) cita quindi i quattro ruoli di cui abbiamo parlato sopra, ma ne definisce anche compiti e attività specifiche, conoscenze (sia per quanto riguarda l’apprendimento formale, ovvero quello scolastico, sia informale) e abilità, anche al fine di identificarne chiaramente il livello di autonomia e responsabilità in coerenza con il Quadro Nazionale delle Qualificazioni (per approfondire il QNQ è possibile leggere qui).
Fleet Manager, chi è e cosa fa
Il profilo professionale incaricato di organizzare e gestire una flotta aziendale, rientrando nelle linee guida dettate dalla car policy.
Mobility Manager, chi è e cosa fa
Il Mobility Manager elabora piani di mobilità aziendale e spostamento casa-lavoro (anche detti PSCL, ne abbiamo parlato qui), supervisiona e coordina i vari piani, facendosi promotore delle necessità dell’azienda in termini di mobilità con enti pubblici e privati.
È bene ricordare e sottolineare che, la presenza di un Mobility Manager è obbligatoria per legge per le imprese e gli enti pubblici con più di 100 dipendenti aventi sede in un capoluogo di regione, in una città metropolitana, in un capoluogo di provincia (ovvero in un comune con popolazione >50.000). Il Mobility Manager ogni anno, entro il 31 dicembre, dovrà presentare un PSCL del proprio personale dipendente. Il riferimento normativo in questo caso è il DL 34/2020, convertito in Legge 77/2020.
Travel Manager, chi è e cosa fa
Ha il compito di gestire e coordinare i viaggi nell’ottica di efficienza, sicurezza e convenienza, rispettando le politiche organizzative e i principi di sostenibilità e sicurezza dell’azienda.
Chief Fleet Mobility and Travel Officer, chi è e cosa fa
Come detto in apertura, il Chief FMT Officer è un professionista trasversale con il compito di progettare e coordinare tutte le politiche e attività legate alla mobilità integrata e sostenibile dell’azienda, ente pubblico o privato.
Le conoscenze trasversali delle figure professionali della mobilità
Tra le conoscenze che accomunano tutte le figure professionali di cui sopra, secondo la nuova UNI ci sono, solo per citarne alcune:
- nozioni di base di diritto (civile e penale) e di diritto del lavoro, di organizzazione e gestione aziendale;
- tecniche di base di comunicazione, gestione delle relazioni, mediazione, negoziazione e gestione dei conflitti;
- nozioni di base di diritto commerciale e della contrattualistica in generale
- nozioni di base di statistica
- conoscenza delle tecniche di base di raccolta dati e analisi di dati (data analytics)
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Perché è importante la nuova UNI 11977 e cosa cambia
L’idea alla base della nuova norma è che tutte le figure di cui parliamo (Fleet, Mobility e Travel Manager e il nuovo Chief FMT Officier) oggi non sono subordinate ad uno specifico percorso formativo e il mantenimento, l’aggiornamento continuo e l’evoluzione delle competenze necessarie all’attività professionale siano lasciate in mano ai manager stessi.
Oggi però questo “vuoto formativo”, più che normativo, cozza con la nuova importanza che sempre più ricoprono queste figure chiamate non solo a gestire asset economici importantissimi per un’azienda (si veda il valore di una flotta, o il budget stanziato ogni anno per la mobilità e le trasferte dei dipendenti), ma anche e soprattutto a gestire la transizione delle aziende in termini di sostenibilità ambientale ed economica.
Un Fleet Manager, oggi, deve essere in grado di comprendere dinamiche di mercato instabili, avere competenze tecnologiche approfndite per poter scegliere e utilizzare in modo efficace tutti gli strumenti che possono migliorare il suo lavoro; allo stesso un modo Mobility Manager alla fine dell’anno appone una firma sul PSCL della sua azienda, certificando così la veridicità delle informazioni riportate: informazioni che poi le PA e le aziende di trasporto pubbliche e private dovranno utilizzare per, a loro volta, sviluppare piani di mobilità integrata e investimenti futuri per infrastrutture e aggiornare la rete; un Travel Manager deve garantire che i suoi viaggiatori arrivino a destinazione, ma che lo facciano in totale sicurezza anche in un momento di instabilità geopolitica, che i fornitori assicurino un servizio entro certi standard, senza dimenticare il calcolo delle emissioni e le eventuali compensazioni.
È chiaro, quindi, che queste figure professionali devono ricevere una giusta regolamentazione, essere inserite in un ordine o associazione che permetta loro di lavorare in sicurezza. A questa esigenza risponde, appunto, la UNI 11977.
Chi può certificarmi UNI 11977 se sono un Fleet, Mobility o Travel Manager
Alla “Appendice A” della normativa UNI 11977 sono specificate le modalità e procedure con le quali ottenere la certificazione: è necessario sottoporsi ad una valutazione del curriculum (studi, esperienza, corsi di formazione), ad un esame scritto e dei casi studio ed infine ad un esame orale.
Ai sensi della Legge n. 4/2013, la certificazione di conformità deve essere rilasciata da enti certificatori in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024, accreditati secondo il Regolamento Europeo 765/2008 sulla specifica norma come richiesto dal DLgs 13/2013.
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