Cos’è il Vehicle-to-Grid? Così l’auto elettrica “restituisce” energia alla rete

Il Vehicle-to-Grid, o V2G, è la tecnologia che permette uno scambio bidirezionale di energia fra auto elettrica e colonnina. Adesso i progetti in questo campo sono sperimentali, ma con la diffusione dell'auto elettrica potrebbero diventare realtà. Intanto il vehicle to grid è legge: pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto che regola i criteri per favorire la cessione di energia dalle auto elettriche alla rete di distribuzione nazionale.

Cos’è il Vehicle-to-Grid o V2G? È la tecnologia bidirezionale che permette ai veicoli elettrici di  restituire energia alla rete elettrica.

Test di Enel in Danimarca sulla tecnologia V2G Vehicle to Grid

L’auto elettrica, quindi, diventa una batteria mobile, in grado di migliorare stabilità ed efficienza della rete, con benefici per tutti.

VEHICLE TO GRID O V2G, COSA È E COME FUNZIONA 

Per ora, in Italia ma anche a livello mondiale, si tratta di progetti pilota. Lo scopo è testarne la fattibilità tecnica, prima ancora che economica. Infatti, per essere efficace nel fornire servizi alla rete elettrica, il V2G deve prevedere la presenza di un elevato numero di veicoli elettrici che agiscano in maniera coordinata (anche perché le auto elettriche non potranno cedere tutta la loro ricarica, se non vogliono rimanere ferme).

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QUAL È IL VANTAGGIO? 

Se si riuscisse ad avere una rete con migliaia di auto elettriche collegate simultaneamente,  i provider di energia potrebbero utilizzare le batterie del’auto per incrementare la ricarica di notte, quando la richiesta di energia è minima, e avere così una “riserva” da usare nei momenti più critici, durante il giorno. In cambio i clienti avrebbero uno sconto sull’energia.

tecnologia V2G vehicle to grid come funziona

Perché ciò sia possibile serve che sia l’auto sia il punto di ricarica siano abilitati a questa tecnologia.

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IL PROGETTO PARKER

Il progetto Parker è il principale in Europa. È in corso in Danimarca e vede la collaborazione di aziende di settori diversi (automotive, energia, information technology), e già nei primi mesi ha dimostrato l’efficacia del vehicle to grid. è un servizio cross-brand che dà la possibilità a veicoli elettrici, anche di marche diverse, di offrire servizi alla rete, come la regolazione della frequenza e il bilanciamento dei picchi di tensione.

Ha debuttato presso l'IIT di Genova la tecnologia V2G Vehicle to Grid

LE SPERIMENTAZIONI IN ITALIA

Il Ministero dello Sviluppo Economico aveva dato vita ad una bozza di decreto ministeriale in materia. Due le sperimentazioni in Italia: una a Torino da parte di Fca e Terna, con una flotta dimostrativa di vetture elettriche connesse alla rete tramite infrastruttura V2G, all’interno del complesso di Mirafiori. L’altra a Genova: “Mov-e”, con Nissan, Enel e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Quest’ultimo progetto unisce al V2G il corporate car sharing elettrico.

IL V2G È LEGGE 

La tecnologia denominata “Vehicle-to-grid”, o V2G in forma abbreviata, che in Italia è in fase di sperimentazione da diversi mesi, prevede che l’auto elettrica e la sua batteria diventino parte integrante della rete di distribuzione dell’energia, accumulando e cedendo elettricità alla stessa rete quando c’è bisogno. 

tecnologia V2G Vehicle to Grid grazie a Nissan, Enel e IIT

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) sul vehicle to grid, attraverso cui sono stabilite le modalità di diffusione di questa tecnologia. In primis, bisogna definire le regole per l’adesione e le misure di riequilibrio degli oneri di acquisto rispetto ai prezzi di rivendita dell’energia. Spetterà all’Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) fissare questi parametri. È necessario disciplinare l’integrazione tra la tecnologia V2G e la gestione dei flussi di energia operata da Terna (l’operatore italiano che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia).

Per tutti gli automobilisti in possesso di un’auto elettrica che intenderanno aderire al V2G, poi, occorre fissare le caratteristiche delle auto e delle infrastrutture di ricarica (in modo da valutare l’effetto che avrà sul ciclo di vita degli accumulatori).

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