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7 giorni con la Ford Capri

La Ford Capri riprende nel nome e in qualche dettaglio estetico la “muscle car europea” degli anni Settanta, ma è anche il ritorno di Ford nel segmento D, dopo l’abbandono della compianta Mondeo. In una chiave diversa, certo, e su una piattaforma su licenza Volkswagen: ma il tocco Ford si sente, soprattutto alla guida.

IN QUESTO ARTICOLO

Martedì – Nuova ammiraglia

Come detto, la Capri segna il ritorno di Ford nel segmento D, abbandonato dopo l’uscita di scena della Mondeo. Il nuovo approccio però è diverso: grazie alla piattaforma elettrica MEB, gli spazi interni sono molto ampi, pur mantenendo dimensioni relativamente compatte.

La Capri misura 4,63 metri in lunghezza, con un passo di 2,77 metri. Il tetto alto garantisce comodità anche per i passeggeri posteriori, inclusi quelli molto alti. L’auto è larga 1,87 metri e alta 1,63: più bassa della Explorer ma anche più lunga, con 17 cm in più grazie alla coda, che ha un taglio tronco e compatto—richiamo dichiarato alla Capri originale.

Questo design la rende una sorta di crossover fastback, con un bagagliaio molto sfruttabile: l’apertura è ampia, facilitata dalla connessione tra lunotto e portellone. Il bagagliaio parte da una capacità di 572 litri, estendibile fino a oltre 1500. Anche qui si nota il tocco Ford nella praticità: a destra c’è una fascia elastica per trattenere piccoli oggetti, una vaschetta removibile per accessori come i cavi e un doppio fondo spazioso. La zona di carico è ben progettata e i cavi di ricarica trovano sempre un posto dove non dare fastidio.

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