Con il patrocinio di

7 giorni con la Ford Capri

La Ford Capri riprende nel nome e in qualche dettaglio estetico la “muscle car europea” degli anni Settanta, ma è anche il ritorno di Ford nel segmento D, dopo l’abbandono della compianta Mondeo. In una chiave diversa, certo, e su una piattaforma su licenza Volkswagen: ma il tocco Ford si sente, soprattutto alla guida.

IN QUESTO ARTICOLO

Mercoledì – Un po’ plasticosa

Gli interni mostrano una chiara impronta Ford ma con elementi Volkswagen. Ad esempio il comando per gli specchietti e i finestrini: due soli pulsanti e il tasto “rear” per alternare anteriore e posteriore, poco intuitivo. Piace invece il selettore di marcia sul piantone, comodo e funzionale. Presente anche la modalità B (Brake) per la guida one-pedal, purtroppo non modulabile: o è attiva o è spenta.

Un dettaglio vintage ben riuscito è la terza razza metallica del volante, che richiama il modello originale. Meno entusiasmanti sono i tasti soft-touch sul volante, diversi dai comandi fisici tipici Ford. Simile è il funzionamento della barra soft-touch per il volume, sensibile ma non sempre precisa con le mani umide.

La qualità percepita è buona anche se si notano alcune scelte discutibili: plastica rigida e lucida sulla plancia, alternata a superfici in finto carbonio e materiali più morbidi nei pannelli porta.

Leggi Anche: I 10 segreti della Capri

Abbiamo parlato di:
Ford
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE