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7 giorni con la Ford Capri

La Ford Capri riprende nel nome e in qualche dettaglio estetico la “muscle car europea” degli anni Settanta, ma è anche il ritorno di Ford nel segmento D, dopo l’abbandono della compianta Mondeo. In una chiave diversa, certo, e su una piattaforma su licenza Volkswagen: ma il tocco Ford si sente, soprattutto alla guida.

IN QUESTO ARTICOLO

Sabato & Domenica – Buona autonomia!

La visibilità anteriore è molto buona grazie alla posizione di guida rialzata. Dietro, invece, il lunotto piccolo e inclinato e il terzo montante spesso limitano un po’ la visuale. Per fortuna c’è la telecamera a 360° (ruotabile con il volante), con buona definizione anche se l’immagine sullo schermo risulta un po’ piccola.

L’autonomia dichiarata per la versione da 77 kWh è di 620 km WLTP, realistica soprattutto in contesto urbano o extraurbano a 100-110 km/h, dove si ottengono circa 500 km. In autostrada, a 130 km/h, si scende a circa 430-450 km. Con temperature estive, i valori potrebbero migliorare ulteriormente.

Lato ricarica, però, emergono criticità: la versione Long Range è paradossalmente quella con la potenza di ricarica più bassa—135 kW contro i 145 della base e i 185 della top di gamma. Ci vogliono circa 26 minuti per arrivare all’80%. Inoltre, la pompa di calore, fondamentale in un’elettrica, è optional anche nella versione Premium (1.250 euro): considerando che è fondamentale per mantenere bassi i consumi, mi sarebbe piaciuto averla di serie, almeno sulla più costosa delle due.

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