Presentata nella seconda parte del 2024, la Ford Capri è il secondo modello elettrico basato su piattaforma MEB di Volkswagen, di fatto la variante coupé della Explorer, rispetto alla quale è più bassa e più lunga.
Ispirata, nel nome, alla Capri degli anni Settanta, a sua volta un’auto che Ford aveva pensato per l’Europa e come la “muscle car europea”, oggi è un SUV coupé elettrico, molto spazioso e con diverse chicche. È stata mia compagna per 7 giorni, ed è riuscita a vincere i miei pregiudizi.
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I NOSTRI 7 GIORNI CON LA FORD CAPRI
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Ford ha ormai intrapreso una strada tutta sua nel reinterpretare i nomi storici del passato. A differenza di altri costruttori che tendono a riproporre i modelli molto simili a quelli originali (pensiamo alla Fiat 500) o nello stesso segmento, Ford preferisce ripescare i suoi nomi iconici e dargli una nuova vita in versione crossover.

Ha iniziato con la Puma, ha proseguito con la Mustang Mach-E e ora è arrivata con la Explorer EV e, appunto, con la nuova Capri. Un nome che fa discutere, certo, ma che porta anche una forte carica simbolica. A differenza di Puma e Mach-E, però, Explorer e Capri nascono dalla collaborazione con Volkswagen e utilizzano la piattaforma MEB concessa in licenza, sulla quale Ford ha comunque messo molto del suo—non solo a livello estetico, ma anche tecnico.
Sul fronte estetico, la Capri conserva alcuni richiami nostalgici: il profilo dei finestrini, la forma dei gruppi ottici con i quattro LED che evocano i fari originali degli anni Settanta, e il logo Capri, mantenuto sia davanti che dietro. La versione mostrata è la Premium, la più accessoriata delle due (quella “base” si chiama semplicemente Capri), con cerchi da 20″ e pneumatici Michelin 235/50. A pagamento, sono disponibili cerchi da 21″, più scenografici e sempre aerodinamici.
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