Mercoledì – Non viaggiamo mai soli
Parliamo quindi del cuore tecnologico della vettura, il software, che, come su Tesla, è componente principale nella progettazione di ogni vettura Nio. Optional c’è Nomi Mate, un piccolo e simpatico robot posizionato sul cruscotto e che ci fa compagnia interagendo con noi. Ha anche la capacità di riconoscere la provenienza del suono, girandosi ora verso il conducente ora verso il passeggero anteriore in base a chi lo chiama con “Hey Nomi!”.

Non è il più naturale, non racconta barzellette o altre storielle come alcuni assistenti vocali, ma si limita alle operazioni pratiche come impostare il navigatore, il volante, il sedile, cambiare le ambient light o mettere la musica, e non sempre capisce. Ma è simpatico, e quando si “annoia” lo vediamo fare le bolle, “inseguire” farfalle, o ballare in stili diversi se ascoltiamo la musica.
Centro principale è il pannello AMOLED da 12,8 pollici verticale (Panocinema lo chiama Nio), con sistema fluido e chiuso: come su altri produttori, non è compatibile con Apple CarPlay o Android Auto, ma non se ne sente molto la mancanza. La schermata Home è quella del navigatore, con monumenti 3D e grande velocità di operazioni, e che serve anche per trovare le colonnine e le stazioni battery swapping.

Ma possiamo anche vedere la gallery fotografica, scegliere le impostazioni e molto altro. Dietro al volante, invece, un altro display a schermata fissa che proietta tutto ciò che i sensori vedono, compresi pedoni e ciclisti fermi o in movimento, la velocità di crociera e l’autonomia.
Leggi Anche: Nio all’eCar Expo di Copenhagen