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Se ti dicessi che un Uber è più simile ad un’auto a noleggio che ad un taxi, sapresti dirmi perché?

Se ti dicessi che un Uber è più simile ad un’auto a noleggio che ad un taxi, sapresti dirmi perché?
A dirlo è il Codice della strada, in particolare l'Art. 82 riguardante la destinazione d'uso dei veicoli.

IN QUESTO ARTICOLO

Il passaggio dalla proprietà di un veicolo a noleggio rende quanto mai interessante l’analisi approfondita del contenuto dell’art. 82 del Codice della Strada (qui il testo completo), perché definisce nello specifico le differenti destinazioni d’uso dei veicoli, che possono essere, appunto, propri o di terzi ma in uso ad un locatario.

Che differenza c’è tra la “mia” auto e quella a noleggio?

Partiamo proprio da questi due concetti, distinti chiaramente sin da subito: la “destinazione” di un mezzo si lega alle sue “caratteristiche tecniche”, ossia alla  congruità rispetto al servizio che è chiamato a compiere. A differenza di “uso”, con il quale si intende invece una eventuale “utilizzazione economica”, giacché “i veicoli possono essere adibiti a uso proprio o a uso di terzi”.

Che cosa significa, tradotto sul piano concreto? Se, come recita l’articolo che stiamo esaminando, si ha “uso di terzi” tutte le volte che il veicolo è piegato alle esigenze di “persone diverse dall’intestatario della carta di circolazione” (nel nostro caso, la società di noleggio), anche soluzioni per la circolazione caratteristiche dei giorni nostri, come Uber, rientrano a pieno titolo sotto questa etichetta.

L’esborso di un “corrispettivo” economico a saldo della prestazione è infatti una delle caratteristiche espressamente dichiarate nel testo della norma.

ART. 82 CdS: NCC, TAXI E “AFFITTO” DEL MEZZO

L’elenco di cui all’art. 82 del Codice della Strada annovera altre categorie. Citiamo le principali:

  • servizi di linea destinati ai passeggeri (trasporto pubblico, quindi principalmente bus e tram)
  • servizi di linea destinati alle merci;
  • NCC (Noleggio con Conducente);
  • taxi

Particolarmente interessante è tuttavia anche il discorso legato alla locazione senza conducente, che analizzeremo più estesamente in un altro servizio e che viene affrontata e trattata espressamente nell’art. 84 del Codice della Strada.

Leggi Anche: Corporate car sharing, cos’è e come funziona.

In questa sede basta ricordare che il fenomeno del car sharing tra privati (il cosiddetto “peer to peer”) può essere tranquillamente accostato a questa definizione, anche se la riforma del Codice della Strada è tuttora questione aperta e il testo attualmente in vigore non viene toccato dal 2012.

ART. 82 CdS: SANZIONI AMMINISTRATIVE PREVISTE

L’articolo 82 è corredato da un Regolamento, dove sono indicati i riferimenti normativi che disciplinano una corretta applicazione dei concetti di “destinazione” e di “uso”, così come enucleati nel testo del documento. Sono cioè elencate le “caratteristiche costruttive” richieste a ciascun veicolo secondo la finalità per cui intende essere impiegato.

Leggi Anche: Le tariffe dei principali operatori di car sharing a confronto.

In caso di mancato ottemperanza, il trasgressore incorre in una sanzione amministrazione per un importo che varia tra 80 e 344 euro. Più salata la cifra da pagare per chi utilizza per il trasporto di persone un mezzo che sulla carta di circolazione è omologata invece per la circolazione delle merci. Si va da 430 a € 1.731.

In entrambi i casi si aggiunge poi una sanzione accessoria davvero pesante. Il trasgressore può infatti vedersi sospendere la carta di circolazione da uno a sei mesi, che vanno invece da uno a sei mesi in caso di recidiva.

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