26 Febbraio 2018

Perché alcuni marchi puntano sulle auto a metano?

Le auto a metano rappresentano un’alternativa green alle alimentazioni tradizionali (benzina o diesel). Eppure, negli ultimi anni, le immatricolazioni di macchine a metano sono in continuo calo: dalle 72.445 unità del 2014 si è scesi alle 32.775 unità del 2017 (dati Unrae).

Auto a metano gamma Audi g-tron 2017

L’offerta di auto a metano non è molto ampia. Ci sono, però, alcuni costruttori, come il Gruppo Volkswagen e il Gruppo FCA, che puntano molto su questo tipo di alimentazione, proponendo diversi modelli bifuel benzina-metano. In genere, il prezzo delle auto a metano è più alto di quello dei modelli a benzina, ma è in linea con il listino delle versioni diesel e Gpl.

Tra gli ostacoli alla diffusione delle auto a gas naturale, c’è anche il nodo delle rete distributiva, non proprio capillare in paragone a benzina, diesel e Gpl. Attualmente sono circa 1.200 i distributori di metano dislocati su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna (unica regione italiana non “metanizzata”).

Il problema di introdurre una multicard per le flotte aziendali, invece, sta per essere superato, visto che dal primo luglio 2018 saranno abolite le schede carburante.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLE AUTO A METANO

Le auto a metano garantiscono diversi vantaggi:

  • nessun limite di parcheggio (a differenza del Gpl)
  • percorrenze superiori (si risparmia il 60% rispetto ai veicoli alimentati a benzina, il 30-40% in paragone ai modelli a gasolio e il 20% rispetto a quelli a Gpl)
  • 30% in meno di emissioni di CO2 e NOx
  • Emissioni di particolato quasi azzerate

Approfondisci: Quali sono i vantaggi dei veicoli commerciali a metano?

IL MERCATO DEL METANO

Dopo aver raggiunto le 72.445 unità nel 2014, le immatricolazioni di auto a metano sono calate sotto la soglia delle 44mila unità nel 2016, per crollare a 32.755 l’anno scorso (un quarto delle vendite di macchine a metano in meno), con una quota di mercato di appena l’1,6%. Il tutto in uno scenario che registra, invece, il boom delle auto ibride (+71%, con una quota di mercato pari al 3,4%) e l’aumento del 24% delle alimentazioni alternative (per una quota di mercato dell’11,6%)

Analizzando il mercato delle auto a metano, i privati rappresentano sempre la fetta più consistente: 56.251 unità nel 2014, 49.547 nel 2015, 33.126 nel 2016 e 22.699 nel 2017. Anche le società detengono una discreta quota, in paragone: 14.116 immatricolazioni nel 2014, 11.284 nel 2015, 7.727 nel 2016 e 7.402 nel 2017. Numeri più bassi per il noleggio: 2.078 unità nel 2014, 2.174 nel 2015, 3.052 nel 2016 e 2.654 nel 2017. In quest’ultimo caso, a fare la parte del leone è il noleggio a lungo termine, mentre il noleggio a breve termine registra numeri piuttosto esigui.

Per quanto riguarda le aree geografiche dove si registrano più immatricolazioni di auto a metano, invece, spiccano la zona nord-orientale (22.339 unità nel 2014, 20.062 nel 2015, 15.899 nel 2016 e 11.972 nel 2017) e quella centrale (23.530 unità nel 2014, 21.155 nel 2015, 15.095 nel 2016 e 10.911 nel 2017).

L’OFFERTA DI AUTO A METANO

Chi ritiene che guidare un’auto a metano sia diverso rispetto a una vettura “convenzionale” si sbaglia. Le prestazioni dei motori a metano sono identiche a quelle dei motori diesel o benzina con pari potenza. La sensazione al volante, quindi, è esattamente la stessa.

Tra le auto a metano c'è l'Opel Astra ecoM

Ecco l’offerta completa delle auto a metano in vendita in Italia:

  • Audi A3 Sportback 1.4 TFSI g-tron
  • Audi A4 Avant 2.0 TFSI g-tron
  • Audi A5 Sportback 2.0 TFSI g-tron
  • Fiat Panda 0.9 TwinAir Turbo Natural Power
  • Fiat Punto 1.4 8V Natural Power
  • Fiat Qubo 1.4 8V 77 CV Natural Power
  • Fiat 500L 0.9 TwinAir Turbo Natural Power
  • Fiat 500L wagon 0.9 TwinAir Turbo Natural Power
  • Lancia Ypsilon 0.9 TwinAir Turbo Ecochic
  • Opel Astra 1.4 Turbo EcoM
  • Opel Astra Sports Tourer 1.4 Turbo EcoM
  • Opel Zafira 1.6 Turbo EcoM
  • Seat Mii 1.0 Ecofuel
  • Seat Ibiza 1.0 TGI
  • Seat Leon 1.4 TGI
  • Seat Leon ST 1.4 TGI
  • Skoda Citigo 1.0 G-Tec
  • Skoda Octavia 1.4 TSI G-Tec
  • Skoda octavia 1.4 TSI G-Tec
  • Volkswagen up! 1.0 Eco
  • Volkswagen Polo 1.0 TGI
  • Volkswagen Golf 1.4 TGI
  • Volkswagen Golf Variant 1.4 TGI

Leggi anche: La gamma a metano dell’Audi

LA RETE DISTRIBUTIVA

La rete distributiva del metano è in continua crescita. Negli ultimi anni, dal 2012 al 2017, c’è stata una crescita di circa il 25% (secondo Federmetano). I distributori di metano, sono dislocati in modo disomogeneo sul territorio e praticamente assenti al Sud.

Bisogna comunque sottolineare che la rete distributiva del metano in Italia è la più ampia d’Europa: le circa 1.200 stazioni di rifornimento del Belpaese rappresentano il 30% del totale continentale. In Germania sono meno di 900, in Austria se ne contano 174, in Svizzera 147. Nonostante il primato europeo, si tratta di numeri piuttosto bassi rispetto alle 22 mila stazioni di rifornimento di benzina e gasolio.

flotta aziendale Italgas auto a metano

Per ampliare il numero di distributori a metano, la Snam si è impegnata ad aprirne fino a 300 nei prossimi anni, in modo da rendere più capillare l’attuale rete nazionale. L’Italia, inoltre, è attualmente il primo paese europeo per diffusione di auto a metano, con circa un milione di veicoli in circolazione.

COSA PENSANO I FLEET MANAGER

Per quanto riguarda il settore delle flotte aziendali, i Fleet Manager sono divisi: c’è chi è a favore del metano e chi invece preferisce l’ibrido. A riguardo, abbiamo sentito entrambe le voci.

“La nostra società lavora a tre/cinque anni per la pianificazione del parco auto e in quest’ottica abbiamo valutato di puntare sul metano perché è l’unica alimentazione che attualmente ci permette di certificare risparmi economici e riduzione dell’inquinamento”, afferma Aldo Cavallini, di Technogym (con sede a Cesena). “Grazie alle verifiche puntuali sui rifornimenti riusciamo a verificare l’effettivo uso del gas naturale. Al momento gli unici svantaggi sono rappresentati dalla scarsa autonomia dei serbatoi a metano”.

La presenza capillare di distributori in Emilia Romagna ha influito molto sulla scelta dell’alimentazione a metano. “La distribuzione nel centro-nord è comunque abbastanza ampia per permettere ai nostri driver di rifornirsi senza grossi problemi durante i loro viaggi”, puntualizza Cavallini. Il problema della doppia carta carburante in realtà non ha rappresentato un ostacolo, “in quanto aziendalmente ne gestiamo solo una per il metano, se un driver fa rifornimento benzina è totalmente a suo carico, secondo un nostro regolamento interno”, aggiunge il Fleet Manager di Technogym. Dal 1° luglio, quando scatterà l’abolizione delle carte carburante, “dovremmo riuscire ad utilizzare le tessere Eni per fare i rifornimenti, altrimenti doteremo i driver di carta di pagamento elettronica aziendale”, conclude Cavallini.

Fidia Farmaceutici, invece, ha deciso di scommettere sull’ibrido. “Penso che il futuro punterà sull’ibrido prima e sull’elettrico poi”, afferma Elisabetta Rampazzo, della direzione risorse umane dell’azienda. “Attualmente il metano presenta diverse criticità: canoni di noleggio più alti rispetto al diesel, poche stazioni di rifornimento rispetto alle auto ibride benzina-elettrico e non funzionanti 24 ore su 24, prestazioni ridotte, minor spazio all’interno del bagagliaio. In più, le bombole creano paure se si posteggia il veicolo all’interno di box in condominio”.

CONCLUSIONI

Per ribaltare l’andamento degli ultimi anni, bisogna allargare la rete distributiva del metano e naturalmente devono aumentare le possibilità di scelta per il cliente. In attesa della rivoluzione elettrica, infatti, il metano rappresenta una tecnologia già matura, parallela all’ibrido e molto virtuosa anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Senza particolari rinunce o compromessi sul fronte del piacere di guida.

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