Le auto elettriche in Italia hanno ancora una diffusione decisamente bassa: il parco circolante italiano è composto da quasi 41 milioni di autovetture e solo lo 0,5% è elettrico (dati aggiornati al 31 dicembre 2023, report Anfia).
INCENTIVI PER AUTO ELETTRICHE
Anche per questo, le elettriche godono di una serie di incentivi da parte dello Stato. Non parliamo solo di quelli all’acquisto, attualmente attesi, ma anche di altri benefit.
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Ad esempio la possibilità di parcheggio gratuito sulle strisce blu, l’ingresso nelle Ztl (non sempre, non tutte), o i 5 anni di esenzione dal pagamento del bollo auto (dopo i quali si paga il 25% della tariffa piena, calcolata in base alla potenza in kw/h) o addirittura a vita, come accade in Lombardia e Piemonte.

Inoltre, la tassazione dell’energia elettrica, necessaria alla ricarica, è imparagonabile alla tassazione applicata ai carburanti. Nel caso di utenza domestica, l’aliquota IVA applicata è quella del 10%. Mentre per le utenze ad uso non domestico (industriale o altro) viene applicata l’aliquota del 22%.
UN AMMANCO DA 38 MILARDI
Ma cosa accadrebbe se tutte le auto fossero elettriche?
La spesa per i carburanti per autotrazione benzina e gasolio nel 2023 è stata di 70,9 miliardi di Euro:
- 38,1 miliardi sono dovuti ad accise e Iva (su accise e su costo industriale)
- 32,8 miliardi fatturati per la produzione e la distribuzione

Con un parco circolante totalmente elettrico, lo Stato avrebbe un ammanco pari ai 38 miliardi relativi all’acquisto dei carburanti. Questa situazione sarebbe sostenibile?
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Con l’aumentare del parco auto elettrico sarà inevitabile prendere delle contromisure per preservare le entrate statali, come già sta accadendo in altri Paesi dove l’elettrico è più diffuso.
Ad esempio la Svizzera ha cancellato l’esenzione dell’imposta sulle auto elettriche, mentre la Norvegia, Paese con il tasso di elettrificazione più alto al mondo, è dovuta correre ai ripari dopo che si è ritrovata un buco di oltre 2 miliardi nelle casse statali.
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