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Cambio automatico a variazione continua: come funziona il CVT

Cambio automatico a variazione continua: come funziona il CVT
Noto come CVT, il cambio automatico a variazione continua ha meno componenti ed è più efficiente del doppia frizione, e per questo è molto amato dai costruttori giapponesi. Tra i difetti, però, c'è una grande rumorosità

IN QUESTO ARTICOLO

Più noto come cambio CVT (continuously variable transmission), il cambio automatico a variazione continua è una trasmissione automatica che consente di passare dalla marcia più corta a quella più lunga attraverso una gamma infinita di rapporti intermedi.

La possibilità di scegliere il rapporto esatto permette di far funzionare il motore sempre al regime ideale. Ne deriva una migliore gestione dei consumi che lo rende molto gettonato tra le auto ibride, ma anche una maggiore rumorosità e minore fluidità alla guida.

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LE CARATTERISTICHE DEL CVT

A differenza di altri tipi di cambio automatico, il CVT non è costituito da ingranaggi che si accoppiano in vario modo tra di loro e realizzano un numero ben preciso di rapporti di trasmissione che possono arrivare anche a 10 rapporti.

Nel caso del cambio automatico a variazione continua, i componenti vitali sono ben altri: una cinghia (o una catena) e una coppia di pulegge (una connessa al motore e l’altra all’albero di uscita dalla trasmissione), costituite da due coni che, avvicinandosi o allontanandosi, variano il diametro su cui scorre la cinghia, costringendola a salire o scendere, e cambiando così il rapporto di trasmissione.

Nei cambi CVT di ultimissima generazione, poi, si è riusciti, tramite l’elettronica, a simulare un funzionamento con  rapporti veri e propri, implementando la modalità sequenziale (grazie alla leva del cambio o alle palette al volante, il conducente può cambiare marcia). Va detto però che quasi sempre si sente che è un effetto finto, e manca la tipica fluidità del cambio sequenziale.

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LE SENSAZIONI ALLA GUIDA

Il funzionamento di un cambio automatico a variazione continua permette di svincolare la velocità di rotazione del motore rispetto alla velocità di rotazione dell’albero in uscita dalla trasmissione. Le sensazioni al volante sono particolari.

Image: Fleet Magazine

Quando si schiaccia il pedale del gas, il motore si porta subito al regime corrispondente alla potenza richiesta dal driver, stabilizzandosi a un numero di giri costante, e successivamente la trasmissione si adegua al rapporto corretto. La velocità aumenta in maniera fluida, senza sussulti e scossoni. Per quanto riguarda l’effetto acustico, invece, si avverte una sensazione di slittamento della frizione.

Bisogna abituarsi a guidare un’auto con un cambio automatico a variazione continua, prendendo l’abitudine di non tenere il piede sempre premuto sull’acceleratore nelle fasi di accelerazione, ma di toglierlo dopo che il motore ha innalzato il numero di giri. Di sicuro, non è consigliabile a chi preferisce una guida più sportiva.

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VANTAGGI E SVANTAGGI

Il cambio automatico a variazione continua offre il vantaggio di una maggiore semplicità costruttiva, essendo costituito da meno componenti, più semplici e più economiche. Il CVT si contraddistingue pure per un elevato comfort di marcia, dal momento che non si hanno salti fra una marcia e l’altra. In questo modo le accelerazioni avvengono senza strappi o contraccolpi.

Altro punto a favore è l’ampia gamma di rapporti ottenibili in poco spazio: per esempio una prima corta per un buono spunto in città o in salita e un rapporto più alto molto lungo per ridurre i consumi e la rumorosità. Il CVT, quindi, permette di massimizzare l’efficienza.

Il punto debole del cambio a variazione continua è che il graduale e continuo variare di rapporto, senza cambiate vere e proprie, determina una rumorosità del motore sgradita, il classico “effetto scooter” che ha reso celebri ad esempio le Toyota, la quale però ha lavorato molto negli ultimi anni per renderlo meno fastidioso.

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