La Commissione europea pubblicherà entro la fine di ottobre le aliquote di dazio tra il 9% e il 36,3% per i veicoli fabbricati in Cina. Le tariffe seguono l’indagine della Commissione sulle sovvenzioni statali cinesi ai produttori di veicoli elettrici nazionali.
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Eventuali nuovi dazi saranno in vigore per almeno cinque anni e si aggiungono al dazio ordinario del 10% già riscosso sulle importazioni di veicoli elettrici.
DAZI E VALORI RESIDUI
In che modo i dazi avranno un impatto sui valori residui delle auto elettriche?
A complicare le cose il fatto che la Commissione europea ha proposto aliquote di dazio diverse a seconda dei produttori: 9% per Tesla, 17% per BYD, 19,3% per i marchi Geely (Volvo, Polestar, Lynk & Co, ZEEKR, Lotus), 36,3% per i marchi SAIC (MG, Maxus, IM Motors), 21,3% per le altre OEM che collaborano e 36,3% per le imprese che non cooperano.
Le tariffe si applicano anche ai veicoli elettrici fabbricati in Cina da produttori europei e importati nell’UE.
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Non c’è correlazione diretta fra l’aumento dei listini e i valori residui
La riduzione dei prezzi delle auto nuove ha un effetto a catena sui valori residui dell’usato recente, come quello proveniente dal noleggio, e si ripercuote sul mercato dell’usato. Pensiamo ad esempio a quanto accaduto quando Tesla ha deciso di tagliare i suoi listini.
Invece, non esiste una correlazione diretta tra gli aumenti dei prezzi di listino delle auto nuove oggi e il loro valore residuo fra tre o quattro anni. Questo perché il fattore di gran lunga più importante quando si parla di vr è l’offerta rispetto alla domanda: quanto un’auto sia costata negli anni passati è irrilevante.
Canoni più alti?
In teoria, se non si registrerà un aumento dei valori residui futuri per i BEV colpiti dai dazi, l’ammortamento aumenterà, facendo aumentare il canone.
Non si può ignorare che tariffe più alte possono rallentare almeno temporaneamente l’elettrificazione delle flotte nei segmenti di auto medio-bassi, dove il TCO è molto più importante che nei segmenti premium.
In ogni caso, i canoni di noleggio non riflettono automaticamente gli aumenti percentuali dei prezzi di listino.
I cinesi “pagano dazio”
La maggior parte delle OEM cinesi offrono rassicurazioni sul fatto che intendono assorbire i dazi. Tuttavia, l’assorbimento dei costi aggiuntivi delle tariffe limiterà la possibilità per gli OEM di offrire sconti e riduzioni supplementari alle flotte e alle società di noleggio.
Più a lungo termine, i cinesi potrebbero prendere in considerazione l’idea di portare la produzione e/o l’assemblaggio delle auto in Europa.
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I nuovi OEM adeguano velocemente i loro prezzi quando le vendite sono al di sotto del target in modi che i produttori storici non farebbero mai, ricorrendo piuttosto a incentivi e alle offerte di finanziamento.
Mentre gli OEM tradizionali forniscono i loro prezzi molto in anticipo, i brand emergenti osservano il mercato e decidono sui prezzi il più tardi possibile, diventano più competitivi in termini di costi man mano che aumentano i loro volumi.
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