Dopo mesi e mesi di crescita, a marzo il noleggio frena – ma solo quello a lungo, a -25,44%, perché il breve sta inflottando per la stagione estiva in arrivo, con un +54,75% – anche a causa dell’effetto “attesa incentivi”, mantenendo comunque il 31% di mercato. E “dominando” nel primo trimestre le immatricolazioni alla spina, con il 35,2% delle elettriche e il 55,3% delle plug-in, malgrado i tanti dubbi (leggi qui). Lo racconta l’analisi condotta da Aniasa e da Dataforce.
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Primo trimestre: frena anche il noleggio ma è comunque a segno più
Malgrado la frenata di marzo del lungo termine le immatricolazioni di nuovi veicoli a noleggio crescono nel trimestre del 5,46% trainati dagli Lcv, che mettono a segno un ottimo +33,83% e, soprattutto, dal breve termine, a +71,13%, con un long term per le autovetture a -13,55%. Un risultato che fa perdere 4,6 punti percentuali di quota di mercato alle auto a Nlt rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – quando, però, aveva beneficiato di un ampio portafoglio ordini legato anche alle ritardate consegne del 2021 e 2022 – ben bilanciato in ogni caso dalle immatricolazioni NLT degli Lcv (oggi la soluzione più diffusa per i veicoli da lavoro, persino più degli acquisti diretti), nonché dall’impennata del rent-a-car, salito quest’anno oltre l’8,5% di quota di mercato (+3,2 punti),
“I dati relativi all’andamento delle immatricolazioni a noleggio del primo trimestre evidenziano una crescita rallentata del settore. A frenare le immatricolazioni sta contribuendo decisamente l’effetto ‘annuncio incentivi’ del Governo che sta provocando nelle aziende clienti un rinvio del rinnovo delle flotte, in attesa che i nuovi incentivi (finalmente al 100% anche per il noleggio) entrino in vigore. Un ulteriore periodo di attesa rischia di azzerare le nuove immatricolazioni di veicoli a basse e zero emissioni anche nel mese di aprile. Occorre accelerare per evitare di interrompere la ripresa del mercato, come già il mese di marzo dimostra, e innescare un paradossale effetto di innalzamento dell’età media delle vetture in flotta” il commento del presidente di Aniasa Alberto Viano.
I veicoli più noleggiate: vince sempre la Panda
Il modello più richiesto, ormai da anni, dal lungo termine è la Fiat Panda, con un deciso rialzo delle immatricolazioni a +25,08%. Seguono la Nissan Qashqai (+62,16%), la Volkswagen T-Roc (sugli stessi volumi dello scorso anno), la Toyota Yaris Cross (+68,77%) e la Kia Sportage (+21,6%). Tra gli Lcv il più noleggiato è il Fiat Ducato (+31,05%, in linea con l’incremento medio del mercato che è del +33,83%), il Doblò (+47,7%), il Ford Transit (+507,82%), ancora la Fiat Panda (+25,44%) e il Fiat Fiorino (ma in flessione del 31,78%).
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Nel breve termine la Top 5 è interamente “occupata” da modelli di Casa Stellantis: Lancia Ypsilon, ha quasi quadruplicato il numero di nuove targhe, la Fiat 500X ha quasi triplicato, segue la Fiat Panda (almeno qui in calo… del 7,19%), la Fiat 500 (+59,36%) e la Jeep Renegade (-22,07%). Tra gli Lcv, tutti in crescita, la Top 5 è composta da Iveco Daily, Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Isuzu N Series e Renault Trafic.
Noleggio: aziende contro privati. E tutti contro il diesel
Nel primo trimestre dell’anno quota dei privati, in crescita tra il 2020 e il 2021, ma poi scesa di oltre 4 punti nel 2022 e nel 2023 (-4,5%), risale al 16,7% del totale quest’anno.

Per le alimentazioni nel lungo termine invece continua a scendere il Diesel (-26,04% di immatricolazioni), per la prima volta superato dal benzina, rispettivamente a quota 36,21% e 41,1% (anche se in calo dell’8,52%%). Quota del gasolio passata anche ai full hybrid, a +65,39%, per una quota dell’11,06% (ma molti Fleet Manager lamentano comunque un forte rialzo dei consumi…e delle emissioni) mentre, dopo anni di crescita, frenano le plug-in, a -32,71 nuove targhe e con una quota che non raggiunge il 7%. Le full electric sono stabili al 3,97%, con un volume di immatricolazioni in leggerissima salita rispetto al primo trimestre 2023, mentre calano ancora le auto a gas (-18,3%), con una quota di mercato inferiore all’1%.

Nei veicoli commerciali leggeri, il diesel si mantiene costantemente ben al di sopra dell’80% di quota: anzi, quest’anno cresce di quasi 4 punti. Stabili i mezzi commerciali a benzina, attorno al 10%, mentre gli “ibridi veri” sono a circa l’1,5% di market share, con una buona perfomance dei full hybrid a +120% (anche se con pochi pezzi). I veicoli elettrici hanno invece fatto segnare una battuta d’arresto, dimezzando la quota, che ora non arriva al 3,4%.
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