Secondo i dati del Global Automotive Outlook di AlixPartners, un veicolo elettrico prodotto in Cina costa circa il 35% in meno rispetto a un veicolo equivalente prodotto in Europa (con un divario stimato a circa 10.000 euro in meno per unità).
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Perché questo divario? Si tratta principalmente del costo di batterie, energia e materie prime.
Perché ai cinesi costa meno produrre auto
Il vantaggio economico dei produttori cinesi non è imputabile principalmente ai bassi stipendi, bensì all’efficienza di gestione, all’integrazione della filiera e alla tecnologia. Tra il 2019 e il 2024, inoltre, i prezzi delle automobili in Europa sono aumentati del 40-70%, a fronte di una crescita degli stipendi reali in Italia limitata al 12%.
Questo ci dice anche che il vantaggio competitivo cinese non scomparirà quando i marchi cinesi inizieranno a costruire automobili su larga scala in Europa.
Le batterie
La Cina controlla la stragrande maggioranza della catena di approvvigionamento globale delle batterie, dall’estrazione e raffinazione delle materie prime (come litio, cobalto e nichel) fino alla produzione delle celle.
L’80-85% della capacità globale di raffinazione dei materiali per le batterie è fuori dall’Europa. Di conseguenza, in Europa le materie prime di un’auto elettrica costano circa 2,2 volte rispetto a quelle di un’auto a combustione.
“La batteria è la voce più pesante nel costo di un veicolo elettrico, e il vantaggio cinese sta nella filiera dei materiali, non solo nelle celle. Un veicolo elettrico prodotto in Cina costa il 35% in meno di un veicolo equivalente prodotto in Europa e questo vantaggio non si può ridurre solo con efficienza operativa ma sono necessarie scelte diverse tecnologiche e architetturali. Per l’Europa la leva è sottoscrivere contratti pluriennali su materie prime raffinate, sviluppare il riciclo e co-investire nelle celle: senza questo, la localizzazione non abbassa il costo”
Emanuele Cordone, Partner di AlixPartners.
I produttori cinesi controllano direttamente l’intera catena del valore, dall’estrazione dei minerali fino all’assemblaggio finale.
La velocità di sviluppo
I costruttori cinesi riescono a lanciare un nuovo veicolo sul mercato in soli 20-36 mesi, contro i circa 60 mesi (5 anni) richiesti mediamente dai marchi tradizionali europei.
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Secondo lo studio, si tratta di un vantaggio competitivo così radicato che i soli dazi doganali imposti dall’Unione Europea non basteranno a colmare il divario senza una ridefinizione delle architetture tecnologiche e contratti a lungo termine sulle materie prime da parte dei costruttori europei.
I costi operativi
I costi operativi legati alla manodopera e all’approvvigionamento energetico industriale sono storicamente più contenuti rispetto agli standard europei.

In Cina, il costo dell’energia per l’industria pesante è una frazione rispetto a quello europeo. Le aziende cinesi beneficiano di tariffe regolate dallo Stato e di un mix energetico basato sia sulle centrali a carbone sia sulle fonti rinnovabili (in particolare solare ed eolico nel nord-ovest del Paese) a bassissimo costo di generazione.
Inoltre, i produttori in Cina operano in contesti normativi meno stringenti riguardo le emissioni e con mercati del carbonio locali che hanno costi per tonnellata decisamente inferiori.
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Come rilevato da AlixPartners, il vantaggio non risiede semplicemente nel pagare meno i lavoratori (anche perché gli stipendi nelle aree industriali tecnologiche cinesi come Shenzhen o Shanghai sono cresciuti costantemente – al contrario degli stipendi in Europa), ma in come la forza lavoro viene impiegata:
Le fabbriche cinesi operano frequentemente su cicli continui di 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, con una flessibilità nei turni difficilmente replicabile in Europa. Inoltre, proprio per compensare l’aumento dei salari interni, la Cina è diventata il più grande acquirente e produttore di robot industriali al mondo. Le linee di montaggio dei veicoli elettrici cinesi di ultima generazione presentano tassi di automazione vicini al 100% nei reparti di stampaggio e verniciatura, riducendo l’impatto del costo orario del singolo operaio sul prezzo finale dell’auto.
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