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Ma quante ibride esistono? È ora di fare chiarezza

Ma quante ibride esistono? È ora di fare chiarezza
Ci sono 13 modi diversi per classificare le auto ibride, secondo 9 parametri differenti, ma il Wltp distingue solo fra ibrido ricaricabile e no. È tempo di introdurre un indice oggettivo basato sul “grado di elettrificazione” del motore.

IN QUESTO ARTICOLO

Un veicolo ibrido è dotato di un motore termico e di un motore elettrico, in grado di funzionare separatamente o insieme.

Questa definizione comprende auto fra loro diversissime, per consumi, emissioni, efficienza, funzionamento.

Leggi Anche: Come funzionano i motori ibridi?

L’ibrido in Italia è sempre più acquistato, ma i consumatori sanno esattamente cosa stanno comprando?

I NUMERI DELL’IBRIDO IN ITALIA

Come fotografato dall’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, il listino delle auto nuove in Italia comprende 762 varianti ibride, distribuite su 244 modelli, commercializzati da 48 marchi.

  1. Il 62% degli ibridi a listino (475 varianti) sono “Mild Hybrid” o MHEV (Mild Hybrid Electric Vehicle. Qui troviamo il sottogruppo “Mid Hybrid” o “Middle Hybrid” che permette di “veleggiare” e di partire ed avanzare in elettrico a velocità medio-basse
  2. Il 10% degli ibridi a listino (75 varianti) è “Full Hybrid” o HEV (Hybrid Electric Vehicle). Si tratta di ibridi che permettono al veicolo di partire e avanzare con il solo motore elettrico da fermo e in un ampio spettro di velocità
  3. Il 28% degli ibridi (corrispondente a 210 varianti) è “Plug-in Hybrid” o PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle, cioè l’ibrido ricaricabile dall’esterno

A questi 3 sottogruppi principali si aggiungono: due modelli del listino (lo 0,3% di quelli censiti) definibili come  EREV (Electric Range Extended Vehicle), REEV (Range Extender Electric Vehicle) o REx (Range Extender).

Come classificare le auto ibride

Dalla ricerca emerge una estrema eterogeneità nei criteri di classificazione: delle 13 metodologie analizzate (sia contributori accademici sia metodologie statistiche e operative), sono emersi ben 9 parametri differenti presi in considerazione:

  1. Potenza del motore termico
  2. Potenza motore elettrico
  3. Tensione motore elettrico
  4. Tensione batteria
  5. Consumo carburante
  6. Capacità di muoversi in elettrico
  7. CO2
  8. Carburante
  9. Massa

Il parametro a cui si fa maggior riferimento, sia a livello pratico che dal punto di vista accademico (viene utilizzato in 7 dei 13 casi), è la capacità del motore elettrico di muovere il veicolo senza l’ausilio del motore termico.

Però è un’informazione che non viene data in fase di omologazione  (ciclo WLTP), dove l’unico criterio di distinzione di cui si tiene conto è la bipartizione tra veicoli ibridi ricaricabili esternamente e veicoli ibridi non ricaricabili esternamente.

Questa frammentazione rende difficile per i consumatori comprendere le effettive capacità elettriche dei veicoli.

Quanto è “elettrico” l’ibrido?

La ricerca analizza la potenza elettrica delle auto ibride: il dato medio globale è di 46,4 kW (pari a circa 63 cv). Per le HEV il dato è di 80,4 kW e per le PHEV raggiunge i 113,8 kW.

È stato anche analizzato il rapporto tra potenza termica e potenza elettrica installate: per le HEV il valore medio è di 1,18 (dunque con una leggera prevalenza della parte termica) con una forbice tra 0,44 e 3,13; per le PHEV il valore medio è di 1,71 e la forbice è tra 0,35 e 6,15. I valori alti risultano propri di veicoli che mostrano una maggiore propensione alle prestazioni. La forbice di valori più ampia è il riflesso di un utilizzo più diversificato della tecnologia ibrida plug-in: non solo per abbassare le emissioni di CO2, ma anche per ottenere maggiori prestazioni.

I valori più bassi indicano un maggiore sbilanciamento per la parte elettrica e una propensione maggiore verso l’efficienza e l’autonomia, tant’è che essi sono relativi a modelli oggi definiti “super ibridi” e sono molto vicini allo 0,40 dei range extender. Questa somiglianza conferma l’avvicinamento delle ibride plug-in al profilo di auto elettriche ad autonomia estesa.

Un indice oggettivo

La proposta, avanzata anche da Unrae, è di introdurre un criterio basato sul comportamento su strada, misurando la percentuale di percorrenza in modalità elettrica nei cicli urbani. Le classificazione sarebbe quindi in base all’effettiva elettrificazione del veicolo:

  • Full Hybrid: almeno il 60% di percorrenza a motore a combustione interna spento (sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa);
  • Middle Hybrid: tra il 30% e il 59% di percorrenza a motore a combustione interna spento (sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa);
  • Mild Hybrid: tra lo 0% e il 29% di percorrenza a motore a combustione interna spento (sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa).

La proposta descritta non può essere applicata attualmente perché mancano dati e regole.

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