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Nissan punta alla ripresa con 20mila licenziamenti e la chiusura di 7 impianti su 17

Nissan punta alla ripresa con 20mila licenziamenti e la chiusura di 7 impianti su 17
In perdita di 4 miliardi, il Gruppo giapponese procede a tagli sostanziali. Obiettivo: tornare alla redditività nel 2026.

IN QUESTO ARTICOLO

Nissan ha presentato i risultati finanziari dell’anno fiscale, che per le aziende giapponesi va da marzo 2024 a marzo 2025.

Gli utili sono in calo di 4 miliardi di euro e il ceo Ivan Espinosa ha svelato un piano di ristrutturazione che prevede un taglio del 15% dell’organico mondiale (20.000 dipendenti, compresi i 9.000 annunciati a novembre 2024) e la chiusura di 7 stabilimenti su 17 entro il 2027.

RE.NISSAN, IL PIANO DI RECUPERO

L’azienda mira a un risparmio complessivo di 500 miliardi di yen (3 miliardi di euro) rispetto al 2024 sui costi fissi e variabili. Questi risparmi, secondo il piano di recupero Re:Nissan, stabiliranno un quadro per garantire la redditività nel settore automobilistico entro l’anno fiscale 2026.

Il nuovo CEO Ivan Espinosa ha dichiarato: “Di fronte alle difficoltà del FY24 e all’aumento dei costi variabili, aggravati da un ambiente incerto, dobbiamo dare priorità al miglioramento personale con urgenza e velocità, puntando a una redditività che si basi meno sul volume. Come nuovo management, stiamo adottando un approccio prudente per rivalutare i nostri obiettivi e cercare attivamente ogni possibile opportunità per implementare e garantire una solida ripresa. Re:Nissan è un piano di recupero basato sull’azione che delinea chiaramente ciò che dobbiamo fare ora. Tutti i dipendenti sono impegnati a lavorare insieme come una squadra per attuare questo piano, con l’obiettivo di tornare alla redditività entro l’anno fiscale 2026″.

I TAGLI

Il piano Re:Nissan prevede 20.000 licenziamenti complessivi e la chiusura di 7 impianti su 17 entro il  2027.

I tagli coinvolgeranno tutte le aree aziendali, dalla produzione alla ricerca e sviluppo alle funzioni commerciali.

Nissan ha annunciato la chiusura di 7 stabilimenti entro il 2027, riducendo il numero totale da 17 a 10. Le chiusure non dovrebbero riguardare impianti europei, ma nulla è ufficile.

I RISULTATI FINANZIARI DI NISSAN

Nell’anno fiscale 2024, le vendite globali di veicoli Nissan sono state di 3,346 milioni di unità. I ricavi netti consolidati di Nissan sono stati pari a 12,6 trilioni di yen (77 miliardi di euro), con un utile operativo di 69,8 miliardi di yen (427 milioni di euro) e un margine operativo dello 0,6%.

La perdita netta  è stata di 670,9 miliardi di yen (4,1 miliardi di euro). Mentre il flusso di cassa libero e l’utile operativo nel settore automobilistico sono stati entrambi in negativo, la liquidità netta del settore automobilistico è stata di 1,498 trilioni di yen (9,1 miliardi di euro).

Qui (in miliardi di Yen) il riassunto dei risultati finanziari:

  Anno fiscale  2023 Anno fiscale 2024 Variazione
Fatturato 12,685.7 12,633.2 -52.5
Profitto operativo 568.7 69.8 -498.9
Margine operativo 4.5% 0.6% -3.9 pt
Profitto ordinario 702.2 210.2 -492.0
Utile netto 426.6 -670.9 -1,097.5

Le cause della crisi sono il crollo delle vendite in mercati chiave, specialmente in Cina, dove le consegne di Nissan si sono più che dimezzate nel giro di quattro anni. A questo si aggiungono i dazi statunitensi sulle auto importate, l’aumento dei costi di produzione e delle materie prime, le difficoltà di Nissan nella transizione verso l’elettrico, un contesto globale instabile, tra tensioni geopolitiche e rallentamento della domanda.

Sospese le previsioni finanziarie per il 2025

Nissan prevede che il business continuerà a essere difficile a causa della concorrenza e della pressione inflazionistica. 

Nel 2025 Nissan darà la priorità ai prodotti costruiti negli Stati Uniti, in risposta ai dazi. Data l’incertezza legata al contesto, le previsioni sui risultati fiscali sono attualmente da determinare e Nissan prevede di tornare alla redditività nel 2026.

NISSAN: IL CAMBIO DI LEADERSHIP

A marzo 2025 è stato sostituito l’amministratore delegato Makoto Uchida, alla guida del gruppo dalla fine del 2019, con Ivan Espinosa, ex direttore della pianificazione.

Le dimissioni, secondo il Financial Times, sarebbero state richieste da Honda, come condizione per riprendere i dialoghi in vista di una fusione.

Su Makoto Uchida è pesata la mancata fusione con Honda e l’attuale fase di stallo della redditività. Espinosa prenderà l’incarico di CEO il primo aprile.

Chi è il Ceo di Nissan

Ivan Espinosa, in Nissan dal 2003, ha trascorso gran parte della sua carriera in Messico ma ha ricoperto incarichi anche nel sud-est asiatico e in Europa.

Ha supervisionato la pianificazione del prodotto e le iniziative di sviluppo e ha gestito la strategia e il portafoglio prodotti globali della casa automobilistica. È nel suo attuale ruolo di chief planning officer da aprile 2024, un lavoro che ha iniziato come parte di una riorganizzazione mirata ad accelerare il passaggio del costruttore automobilistico ai veicoli elettrici.

Insieme a Uchida, tra gli altri dirigenti che lasceranno il loro incarico ci sono Asako Hoshino, Chief Brand and Customer Officer e Hideaki Watanabe, Chief Strategy and Corporate Affairs Officer.

DECLASSATO IL RANKING DI NISSAN MOTOR

Nissan da mesi sta affrontando una grave crisi ed è alla ricerca di un investitore di riferimento stabile per sopravvivere.

Intanto, il rating creditizio di Nissan Motor Co. è stato declassato da tutte le principali agenzie di rating.

Il 26 febbraio Fitch ha abbassato a livello ‘junk’ (spazzatura) il rating di lungo termine di Nissan portandolo a BB+ da BBB-.  Il declassamento riflette la persistente bassa redditività di Nissan, con una traiettoria di recupero in ritardo rispetto alle aspettative.

Moody’s Ratings aveva declassato il rating di Nissan la settimana precedente, da Baa3 a Ba1, evidenziando i rischi legati all’attuazione del piano di ristrutturazione, che prevede tagli dei costi per 400 miliardi di yen entro la fine dell’anno fiscale 2026.

Il declassamento, secondo l’agenzia, “riflette il deterioramento e l’aspettativa di una debolezza persistente nel profilo di credito di Nissan, in particolare nel suo free cash flow, che risulterà negativo nell’esercizio fiscale 2024 a causa di un calo degli utili. Inoltre, il margine Ebit del business automobilistico è previsto rimanere negativo fino al 2025”.

S&P Global Ratings classifica il costruttore automobilistico come “speculative grade” da marzo 2023.

LO SMENTITO INTERESSE DI TESLA

Venerdì 21 febbraio il Financial Times aveva riportato un’indiscrezione secondo cui un gruppo giapponese di alto livello, guidato dall’ex membro del cda di Tesla, Hiro Mizuno, aveva elaborato un piano per far investire Tesla nella casa automobilistica giapponese in forte difficoltà.

La notizia era stata accolta bene in Borsa, prima di essere seccamente smentita dallo stesso Hiro Mizuno e poi anche da Elon Musk, che ha parlato esplicitamente di “fake news”.

Storia della crisi di Nissan

Nel novembre 2024 Nissan ha annunciato il taglio di 9000 posti di lavoro e del 20% della capacità produttiva globale.

Anche il ceo Makoto Uchida e altri alti dirigenti si sono dimezzati lo stipendio, mentre il il Chief Financial Officer Stephen Ma si è dimesso nel mezzo della ristrutturazione.

Poco è rimasto di quando Carlos Ghosn – ex Ceo di Renault e Nissan fino al suo arresto nel 2018 in Giappone per sospetta distrazione di capitali a scopo personale – voleva fare dell’Alleanza tra Renault e Nissan la prima casa al mondo per vendite.

I risultati Nissan relativi al primo semestre fiscale 2024 hanno registrato un forte calo delle vendite: i volumi di vendita globali sono diminuiti a 1,6 milioni di unità. I ricavi netti consolidati sono diminuiti di 36,1 miliardi di euro, con un utile operativo crollato del 90%. Quindi, sono state riviste al ribasso le previsioni di utili e ricavi per l’intero anno.

Come uscirne?

Secondo quanto riporta il Financial Times, Nissan è alla ricerca di un investitore di riferimento, che sostituisca almeno in parte Renault nel capitale azionario. Ricordiamo che circa un anno fa il Gruppo francese ha ridotto sostanzialmente la sua quota in Nissan.

Leggi Anche: Il riassetto dei rapporti tra il Gruppo Renault e Nissan

In particolare, la Casa di Yokohama starebbe cercando un “azionista stabile e di lungo termine, come una banca o un gruppo assicurativo” e avrebbe “non più di 12-14 mesi di sopravvivenza”.

Dall’altro lato, Nissan ha deciso di rivendere a Mitsubishi Motors il 10,02% della sua quota, attualmente al 34%.

Sempre per risanare il bilancio, con i piano The Arc, Nissan prevede di realizzare 30 modelli a costi di produzione ridotti. Nissan intende quindi diminuire il costo dei beni venduti e razionalizzare il portafoglio di attività.

Le trattative con Honda

Si è pensato che l’azionista potesse essere Honda, con la quale Nissan ha firmato una lettera d’intenti per una collaborazione sulla mobilità elettrica, ma la trattativa è (temporaneamente?) naufragata.

Leggi Anche: Nissan-Honda, si allontana la fusione: divergenze sul controllo

Secondo il Financial Times, Honda sarebbe in realtà disponibile a riprendere i colloqui, a patto che l’attuale ceo di Nissan, Makoto Uchida, si dimetta. A queste ipotesi di trattative per una possibile fusione, le azioni Nissan hanno registrato un’impennata alla borsa di Tokyo, guadagnando fino al 5,8% nella giornata del 18 febbraio.

Una integrazione tra Nissan e Honda potrebbe rafforzare la loro competitività globale, e ne gioverebbe anche Mitsubishi.

Nissan – Foxconn

Foxconn è una multinazionale taiwanese, il più grande produttore di componenti elettrici ed elettronici per Costruttori auto in tutto il mondo (oltre a lavorare per altre aziende come Amazon, Apple, Microsoft, Dell, Nintendo etc), che ha espresso interesse per Nissan.

I taiwanesi non avrebbero intenzione di presentare un’offerta d’acquisizione, ma di cooperare con Nissan. L’eventuale acquisto di azioni Nissan rappresenta un’opzione da prendere in considerazione solo se necessaria per l’avvio di una collaborazione. 

Leggi Anche: Nissan, c’è Foxconn, ma non sarà un’acquisizione

Foxconn è interessata ad avviare una collaborazione anche con  Renault, che ha il 36% delle azioni Nissan. In ogni caso, la multinazionale dell’elettronica ha detto di non avere nessuna intenzione di diventare un brand automobilistico.

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