Di nuovo insieme dopo l’intervista doppia a Le Figaro, e questa volta al Future of the Car Summit del Financial Times, John Elkann, Presidente e CEO temporaneo di Stellantis, e l’AD del gruppo Renault Luca De Meo smentiscono le voci di una fusione tra i due colossi, parlando di necessità di collaborazione europea per rimanere competitivi. “Possiamo farlo – dice Elkann – se le regole non ci ostacolano”.
Una vera e propria chiamata a Bruxelles (una nuova, a dire il vero), per scegliere se vuole costruire ancora automobili, o se preferisce importarle.
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I RISCHI DELL’AUTO EUROPEA
“Le nostre radici sono nelle piccole auto che hanno trainato la prosperità del continente”, ha ricordato Elkann, evocando icone come la Renault 5 e la Fiat 500. Oggi, però, quelle stesse vetture si sono “gonfiate” nei costi e nelle dimensioni, diventando inaccessibili per il cliente medio. Questa volta, secondo Elkann, il problema sarebbe una “sovra-regolamentazione” che ha fatto lievitare i prezzi.

L’auto europea rischia così di perdere la sua identità originaria: quella di essere vicina alle persone, accessibile, costruita su misura per le città e le famiglie del vecchio continente.
Secondo il Presidente di Stellantis, servono certezze nelle normative e nella transizione, che mancherebbe di chiarezza e avrebbe creato instabilità. L’Unione ha già promesso una semplificazione burocratica con il pacchetto Omnibus, ma questo secondo John Elkann non basta. Serve, dice, liberarci della “giungla normativa” che ci soffoca.
Nel confronto globale, Elkann non nasconde una certa preoccupazione. “Trump è molto chiaro su ciò che vuole per l’industria americana. La Cina agisce con una strategia coerente e ambiziosa. E l’Europa?”
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