7 Febbraio 2017

Normativa Euro 6: cosa è cambiato a due anni dall’entrata in vigore

Che cosa ha comportato la normativa Euro 6?
La direttiva Euro 6 entrata in vigore a settembre 2014 ha rappresentato un altro passo verso la riduzione delle emissioni, ad oltre vent’anni di distanza dalla nascita dell’Euro 1. Eppure, sembra ieri quando si parlava ancora dei primi catalizzatori.

Lo Skyactiv Mazda rispetta la normativa Euro 6

Certamente questa evoluzione, assai discussa soprattutto dopo il Dieselgate e il coinvolgimento di altri costruttori sul tema delle reali emissioni dei veicoli su strada, rispetto ai valori ottenuti in sede di omologazione, è fondamentale per il motore diesel e la sua presenza nelle car policy.

Naturale il “ricambio” del parco circolante, grazie alla durata media dei contratti di NLT nelle flotte e al boom di immatricolazioni del 2016: la transizione all’Euro 6 delle Case è ormai completata e il numero di veicoli in circolazione cresce di conseguenza. Senza precauzioni di utilizzo o limiti per i Driver, in alcuni casi premiati da motori con potenze leggermente aumentate rispetto alle corrispondenti versioni Euro 5.

Onori e oneri? Sarà l’occasione per una rinfrescata alle car policy? Proviamo a rispondere a queste domande, spiegando nei dettagli cos’è l’omologazione Euro 6 e cosa comporterà nei motori.

COSA DICE LA NORMATIVA EURO 6

La normativa antinquinamento Euro 6 rappresenta l’ultima evoluzione della linea di condotta dell’Unione Europea in tema di valori limite delle emissioni inquinanti, in particolare per quanto riguarda le emissioni di particolato e di ossidi di azoto (NOx).

Se da un lato il motore diesel è più efficiente di quello a benzina – consuma meno e produce meno anidride carbonica – dall’altro, per via dell’uso del gasolio e del tipo di accensione (la miscela carburante-aria prende fuoco per compressione, non tramite la scintilla della candela), genera particolato e più ossidi di azoto.
Naturale che la maggiore stretta normativa ricadesse su questi motori, che oggi sono molto più venduti di un tempo e percorrono in media più strada dei benzina, come abbiamo appurato nella nostra indagine sulle alimentazioni nelle flotte.

La normativa Euro 6 coinvolge soprattutto i motori Diesel

Per queste ragioni i Costruttori hanno messo in campo tecnologie raffinate per contrastare l’inasprimento normativo molto ben focalizzato su questo tipo di alimentazione. D’altro canto l’evoluzione dei moderni diesel è stata talmente rapida ed efficace negli ultimi vent’anni da rendere difficile un analogo sviluppo dei benzina.

Motori che negli ultimi anni sono migrati in larga parte all’ibrido, come dimostrano le statistiche sulle alimentazioni del 2016 o si apriranno ulteriormente ai carburanti alternativi.

La normativa Euro 6 è entrata in vigore a partire dal 1° settembre 2014 per quanto riguarda il rilascio dell’omologazione e dal 1° settembre 2015 per quanto riguarda l’immatricolazione e la vendita dei nuovi veicoli.

COME LE CASE SI SONO ADEGUATE ALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA DIRETTIVA EURO 6

Per rendere i motori coerenti con la legge Euro 6 e ridurre le emissioni inquinanti, i Costruttori hanno dotato le vetture di diversi impianti per il trattamento dei gas di scarico. Il primo di questi è il parziale “ricircolo dei gas” che si realizza con la valvola EGR. Il principio si basa sulla miscelazione di gas ormai inerti e più freddi che, immessi nuovamente nel motore dalla valvola, abbassano la temperatura di combustione, riducendo la produzione di ossidi di azoto NOx.

Con l’entrata in vigore dell’Euro 6 però la valvola EGR non è sufficiente a raggiungere i valori obiettivo di NOx, perciò è necessario ricorrere al post-trattamento dei gas di scarico tramite catalizzatori ad accumulo di NOx (NSC). Questi ultimi sono definiti anche “trappole NOx” , DeNOx o LNT (Lean NOx Trap).

ENTRIAMO NEL DETTAGLIO: IL SISTEMA SCR

Il sistema più comune introdotto fra le Case Costruttrici per andare incontro alla normativa Euro 6, a ormai più di due anni dalla sua applicazione è il SCR (Selective Catalyst Reduction) che si basa su uno speciale catalizzatore a monte del quale viene iniettato l’additivo AdBlue che si mischia con i gas di scarico per formare ammoniaca.
La reazione chimica dell’ammoniaca (NH3) con gli ossidi di azoto (NOx) produce due sostanze innocue, vapore acqueo (H2O) e azoto (N). L’additivo è contenuto in un apposito serbatoio provvisto di pompa.
Il riducente utilizzato per la reazione chimica SCR è una soluzione di urea e acqua demineralizzata.
Non tossica, né infiammabile, non pone problemi di distribuzione e commercio.

In casi particolari, come nel motore 2.2 Skyactiv della Mazda, il rapporto cilindrata/potenza e particolari scelte tecniche (come il rapporto di compressione particolarmente basso) consentono di centrare l’obiettivo NOx EURO 6 anche senza ricorrere all’impianto SCR.

Sistema SCR Adblue normativa Euro 6

Il cuore del sistema SCR è l’iniezione di AdBlue, che avviene in modo totalmente automatico a monte del catalizzatore. La reazione chimica abbatte gli ossidi di azoto (NOx)

AdBlue è marchio registrato da VDA, l’associazione tedesca dei Costruttori. I motori con dispositivo SCR iniettano l’AdBlue, contenuto in un serbatoio separato, nel catalizzatore. Il consumo di AdBlue si attesta intorno allo 0,5-1% di quello del gasolio.
Il rifornimento verrà effettuato in occasione dei tagliandi.

CON LA NORMATIVA ANTINQUINAMENTO, QUALE FUTURO PER IL DIESEL?

Al di là delle leggi e della normativa Euro 6, un aspetto senza dubbio fondamentale per il futuro del diesel, è il rispetto dei valori di emissioni stabilite dalla normativa antinquinamento.

Approfondisci: indovina qual è il carburante del futuro? Probabilmente ti sbagli…

Non solo in fase di omologazione, ma anche nel tempo, grazie a sistemi affidabili e in grado di resistere allo stress delle percorrenze e alle diverse condizioni di esercizio dei motori e dei veicoli, soprattutto quelli delle flotte, adibiti all’uso principalmente professionale e a volte gravoso.

normativa antinquinamento diesel

Perciò gli impianti SCR si evolvono per richiedere la minima manutenzione possibile e garantire costanza di prestazioni. Pena la credibilità futura di questa motorizzazione.

Per l’entrata in vigore di una normativa Euro 7 è ancora decisamente presto, come abbiamo visto nella nostra guida completa alle classi ambientali, ma già per il 2018 sono previsti corposi aggiornamenti alla normativa antinquinamento vigente. Nuove regolamentazioni che, comunque, interesseranno soprattutto i motori benzina.

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