In Norvegia trovare un’auto a benzina o diesel non è poi così semplice: il Paese è infatti il primo ad avere più elettriche che termiche. 9 veicoli su 10 venduti sono elettrici (dati riportati da CarVertical). Ma perché? Come è stato possibile?
I fattori che hanno contribuito alla (inusuale) diffusione delle auto elettriche sono diversi, si va dalle risorse messe in campo dallo Stato fin dall’esordio della spina, ad un’infrastruttura (sia pubblica che privata) estremamente efficiente, ma bisogna anche prendere in considerazione capacità di spesa e densità di popolazione. Ora capiamo perché.
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I norvegesi vogliono le auto elettriche, ma perché?
Ecobonus e vantaggi fiscali
La Norvegia ha incentivato in modo massiccio l’adozione di auto elettriche, sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, mettendo in campo bonus per l’acquisto di vetture alla spina – che ad esempio nel 2024 corrispondeva ad un incentivo economico basato sul reddito e che poteva arrivare fino a 13.750 euro, in Italia lo stesso sistema arrivava al massimo a circa 11.000 euro – al quale si potevano sommare i sussidi per l’acquisto e l’installazione di stazioni di ricarica elettriche (di cui parliamo più avanti).
A questo si aggiunge poi una tassazione favorevole per i proprietari di EV e, dall’altro lato, dazi pesanti sull’importazione e immatricolazione di veicoli termici. In particolare, chi acquista una vettura elettrica è esente dall’IVA del 25% e non deve pagare le tasse di immatricolazione. Nel 2021 il vantaggio fiscale per i veicoli elettrici è costato allo Stato 30 miliardi di corone norvegesi (circa 3 miliardi di euro).
Ci sono poi i vantaggi “quotidiani”: i proprietari di EV in Norvegia possono beneficiare di parcheggi gratuiti in alcune aree, hanno accesso alle corsie riservate e possono godere di una riduzione del 50% sulle tariffe autostradali e sui traghetti (mentre in altri Paesi l’accesso agli stessi traghetti viene limitato).
Le auto elettriche finanziate dal petrolio?
C’è un piccolo neo a questa massiccia campagna di incentivi all’elettrificazione: la maggior parte dei soldi che hanno formato il fondo sovrano da 1.700 miliardi di dollari sono proventi dell’industria dei combustibili fossili, di cui il Paese è ricchissimo. All’interno del Paese però l’energia consumata per far viaggiare i cittadini in elettrico è ben più green: la maggior parte di quella usata proviene infatti dall’idroelettrico, che permette anche di tenere bassi i costi dell’elettricità stessa.
Ricaricare in modo semplice
Con 5,5 milioni di abitanti, la Norvegia dispone di circa 13.000 punti di ricarica, tra cui 1.600 stazioni di ricarica ad alta velocità. Solo a Oslo, i proprietari di veicoli elettrici possono scegliere tra 2.000 stazioni di ricarica. (C’è un però: come abbiamo segnalato in questo articolo, in molti caso l’accesso alla rete di ricarica pubblica è riservato ai residenti, creando diversi problemi ai viaggiatori o a chi si reca in città per lavoro).
Il Paese poi ha anche un elevato numero di case e villette singole, che unito alla bassa densità di popolazione consente un vantaggioso accesso alla ricarica domestica, alleggerendo quindi il compito alla rete pubblica.
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