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Per la prima volta il Codice della Strada regola la guida automatizzata

Per la prima volta il Codice della Strada regola la guida automatizzata
La guida automatizzata entra in modo strutturato e formale all'interno del testo del Codice della Strada italiano. Obbligatoria la presenza di un controllore, che potrà anche essere da remoto.

IN QUESTO ARTICOLO

Il nuovo Codice della Strada dedica ben due articoli ai veicoli a guida automatizzata: l’articolo 202 ne dà una definizione e introduce la figura del “controllore”, mentre l’articolo 87 spiega come devono circolare.

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È la prima volta che la guida automatizzata entra in modo strutturato e formale all’interno del testo del Codice della Strada italiano. In passato, l’impianto normativo del Codice si basava sull’assunto inderogabile che ogni veicolo in circolazione avesse un conducente umano attivo, vigile e costantemente responsabile delle manovre.

Con l’introduzione di questi due nuovi articoli, l’Italia compie il passaggio dalla sperimentazione protetta alla regolamentazione della circolazione ordinaria per i veicoli automatizzati.

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Una tabella di marcia in due fasi

Il testo è scritto per fare in modo che la legge sia già pronta per il futuro: permette di far partire subito la circolazione con un controllore a bordo, per poi eliminare la presenza fisica non appena le regole tecniche per il controllo remoto saranno pronte.

“La circolazione dei veicoli omologati e dei mezzi di trasporto innovativi, non omologati e non omologabili, allestiti con tecnologie di guida automatica o connessa tecnologia”, è consentita ad alcune condizioni:

  • Finché non sarà pronto e valido il decreto attuativo definitivo (“articolo 290, comma 10”), la presenza fisica del controllore dentro l’auto è obbligatoria. Questa persona siede a bordo del veicolo e ha il compito di sorvegliare la situazione. Deve possedere requisiti specifici (che verranno stabiliti dal Ministero) ed essere pronta a intervenire in caso di necessità. In questa fase non si possono ancora lasciare i veicoli completamente da soli.
  • Dalla data in cui il decreto acquista efficacia, scatterà la vera rivoluzione: il controllore non dovrà più essere obbligatoriamente seduto nell’auto. La supervisione del veicolo potrà avvenire da remoto (ad esempio da una centrale operativa). Questo sbloccherà ufficialmente la circolazione di mezzi totalmente autonomi e senza personale a bordo (come i robotaxi o le navette pubbliche autonome), pur mantenendo un tecnico umano che vigila a distanza tramite schermi e sensori.

Il controllore è equiparato al conducente

La persona con funzioni di controllore, in possesso dei requisiti individuati con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha questi compiti:

  • interviene prontamente assumendo la guida del veicolo nelle situazioni di emergenza
  • è responsabile della circolazione del veicolo anche quando la medesima si svolge in modalità completamente automatizzata

L’articolo 202 stabilisce infatti che: “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del presente codice, il controllore è equiparato al conducente”.

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Dove potranno circolare i veicoli a guida autonoma

I veicoli a guida autonoma non potranno circolare liberamente ovunque, ma la loro circolazione sarà fortemente limitata e controllata dallo Stato. Come recita l’articolo 87:

“I veicoli completamente automatizzati di cui all’articolo 202 possono circolare esclusivamente negli ambiti d’impiego previsti in applicazione delle disposizioni adottate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea”

La circolazione sarà permessa solo ed esclusivamente all’interno di percorsi, aree geografiche o contesti specifici (gli “ambiti d’impiego”) che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti deciderà di approvare e mappare di volta in volta.

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