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Test Drive Suzuki Jimny Pro, il fuoristrada tascabile

La nostra prova approfondita del Suzuki Jimny Pro, il fuoristrada più piccolo e leggero sul mercato dallo stile e divertimento unico.

IN QUESTO ARTICOLO

Qualche anno fa avevamo provato il Suzuki Jimny Pro, versione “rinata” come autocarro del fuoristrada a causa delle normative sulle emissioni, fino a 3000 metri sulle Alpi. In quella prova, avevo esplorato tutti gli aspetti delle capacità fuoristradistiche di questo gioiellino giapponese.

Ora ritorno a parlare di lui in un contesto meno estremo, con una prova approfondita nella vita quotidiana, tra le spiagge sabbiose e le campagne della Danimarca.

Approfondisci: Suzuki Jimny Pro a 3000 metri!

SUZUKI JIMNY PRO: SI APPREZZA COSÌ COM’È 

Veniamo quindi subito alle doti di guida. Il Jimny, specialmente in questa versione van, non nasce né vuole essere il più comodo sul mercato. Anzi, chi lo prende sa che deve fare diverse rinunce: non c’è il bracciolo centrale, non c’è la regolazione del sedile o dello schienale (e le persone alte come me ne risentono), ed è anche piuttosto rumoroso.

Ma non importa, perché è davvero semplice da guidare. Il motore è il 1.5 4 cilindri benzina da 102 CV che si unisce a un’auto piuttosto leggera e pensata appunto per arrampicarsi su fango, sabbia e altri contesti. Ma anche in città si rivela piuttosto brioso alle velocità urbane. Possiamo ovviamente scegliere noi se andare a due ruote motrici, e la trazione in quel caso è posteriore, o a quattro ruote motrici permanenti, scegliendo eventualmente le marce ridotte che però su asfalto o terreni poco scoscesi non servono.

A trazione posteriore comunque si rivela già piuttosto scattante, e riduce i consumi. Certo, è un’auto che in generale non è parsimoniosa con un consumo dichiarato di 7,7 litri su 100 km, ma in città riesce a stare intorno ai 5 litri su 100 km, anche meno a 50-60 km/h.

Ma il vero vantaggio in città, oltre a una lunghezza di appena 3,6 metri (ruota di scorta compresa), è il raggio di sterzata e la morbidezza dello sterzo che riducono notevolmente le manovre. Così come l’altezza da terra, che permette di parcheggiare agevolmente anche nei posteggi sui marciapiedi che ci sono in molte vie di Milano o di Roma. Attenzione, però, perché è privo di sensori e di retrocamera: le ampie vetrate e le dimensioni non li rendono così necessari, ma con la ruota di scorta si rischia di colpire altre auto. 

L’autostrada, invece, non è il suo regno: il cambio è manuale e ha solo 5 marce, quando una sesta ci sarebbe stata molto bene. Questo perché già a 110 km/h il motore supera i 3000 giri, e a 130 km/h va ben oltre i 4000.

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SICUREZZA E CAPIENZA

Nel quotidiano, comunque, rimane agile e divertente. Tutto è a portata di mano, dall’aria condizionata con le leve che non si vedono più, alla possibilità di disattivare alcuni sistemi di sicurezza con comodi pulsanti di fianco al volante.

A tal proposito, gli manca l’angolo cieco, ma per il resto mantenimento di corsia “Guidadritto”, frenata automatica d’emergenza “Attentofrena”, monitoraggio dell’attenzione del conducente “Restasveglio” sono di serie, così come c’è il cruise control, ovviamente non adattivo.

Sono agevolazioni utili in città, dove bisogna stare continuamente attenti. Inoltre, l’aver perso i sedili posteriori ha permesso al Jimny di avere bagagliaio, con una capacità di ben 863 litri e una portata utile di 270 kg. Niente male per un veicolo così piccolo, che permette di portare tanti oggetti tutti insieme e, grazie alla sua vocazione, anche in contesti diversi.

Unico appunto, le sospensioni: sono ad assale rigido, che le rende adatte al fuoristrada, ma un po’ dure sui dossi cittadini. 

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UN DESIGN SENZA TEMPO

Lanciata nel 2018, quest’ultima generazione del Jimny è forse la più bella. Squadrata e stilosa, ha una gamma di colori che lo rendono anche molto giovanile. L’aspetto piccolo lo rende quasi un cubo, ma si apprezzano già da fuori le ampie vetrate, le portiere larghe per un ingresso agevole. Ampia è anche l’apertura del portellone, ma attenti a dove parcheggiate.

Si vede che è un progetto ormai di 6 anni, con i suoi fari ancora completamente alogeni o la sua radio vecchio stile (l’importatore danese della prova ha aggiunto un display Sony con compatibilità via cavo a CarPlay e Android Auto), ma fanno parte dello stile del Jimny, votato alla praticità e pochi fronzoli.

Tutto è fisico, e per quanto gli interni siano in plastica sono di ottima qualità, durevoli nel tempo e ben assemblati. I sedili sono in tessuto tecnico e, a parte la mancata regolazione, sono comodi. Certo, ci si accorge di essere in un’auto davvero piccola perché tutto è molto concentrato, ma per chi chiede poco, di viaggi in due con questa vettura se ne possono fare tanti, e senza troppi ostacoli.

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PREZZI

Il Suzuki Jimny Pro è disponibile con listino a partire da 22.224 € + IVA e messa su strada. Il nostro modello aggiunge solo la tinta verde, per un prezzo IVA inclusa di 27.700 €.

Ricordiamo che è possibile immatricolarlo solo come Autocarro N1.

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