L’automotive dovrà avvicinarsi sempre più ai sistemi di economia circolare, lo impone l’Unione Europea. Ogni anno in Europa vengono rottamati più di 6 milioni di veicoli, generando un’immane quantità di rifiuti e la perdita di tonnellate di materiali. Con 437 voti a favore, 112 contrari e 20 astensioni, il Parlamento Ue approva una nuova legge che stabilisce che le auto dovranno essere progettate già pensate per essere facili da smontare, riparare e, soprattutto, riciclare. Si attende adesso il via libera formare del Consiglio, dopo il quale passeranno 24 mesi per l’entrata in vigore della norma.
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L’automotive verso l’economia circolare
“Stiamo compiendo passi importanti per sostenere la transizione del settore automobilistico verso un’economia circolare. Rafforziamo la sicurezza delle risorse, proteggiamo l’ambiente e promuoviamo la sostenibilità. Per evitare di gravare eccessivamente sul settore, le nuove norme introdurranno obiettivi realistici, meno oneri amministrativi e una concorrenza più equa”.
Così i relatori del testo per l’Aula Jens Gieseke (Germania) e Paulius Saudargas (Lituania) hanno introdotto la nuova norma che ha come obiettivo la riduzione degli sprechi e il recupero di materie prime nel comparto. Il nuovo regolamento, oltre che alle automobili, si applica a motocicli, autocarri e autobus.
Le nuove regole per il riciclo dei veicoli
L’auto, o i veicoli in generale, non più come prodotto da utilizzare e rottamare, ma una preziosa riserva di materiali da recuperare e reimpiegare. Questo il concetto alla base del nuovo regolamento Ue. Vediamone i punti nel dettaglio.
Progettazione smart
Tutti i veicoli di nuova produzione dovranno essere progettati in modo da consentire la rimozione del maggior numero possibile di elementi. Gli operatori autorizzati dovranno essere in grado di smontare facilmente batterie, motori elettrici ed altre parti per massimizzarne il riuso e riciclo.
La plastica dev’essere riciclata
Entro sei anni dall’entrata in vigore del regolamento, almeno il 15% della plastica utilizzata nei veicoli di nuovo produzione dovrà provenire da materiale riciclato. Dopo 10 anni, la quota salirà al 25%, con una parte da recuperare direttamente da vecchi veicoli demoliti o componenti recuperati durante la vita dell’auto. Obiettivi analoghi potrebbero essere introdotti anche per altri materiali, come acciaio, alluminio e magnesio.
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Lo smaltimento è a carico del costruttore
La nuova norma Ue rafforza il principio di responsabilità estesa del produttore. Le case auto saranno tenute, a partire dai 3 anni dopo l’entrata in vigore, a coprire i costi della raccolta e del trattamento dei veicoli a fine vita. E la responsabilità finanziaria sarà attiva indipendentemente dallo Stato in cui il veicolo diverrà fuori uso, anche se diverso da quello di immatricolazione.
Controlli su usato e “auto zombie”
Così come riportato dalle istituzioni europee, ogni anno circa 3,5 milioni di veicoli vengono esportati, demoliti o smaltiti illegalmente, con una larga parte esportata in Africa Medio Oriente o Asia. Per evitare il fenomeno delle cosiddette auto zombie, l’Ue introduce chiari criteri che stabiliscono quando un veicolo deve essere considerato un rifiuto.
Se un mezzo soddisfa i suddetti criteri non potrà più essere venduto né esportato, ma dovrà necessariamente essere affidato a impianti autorizzati per il recupero e il trattamento dei materiali. Non si tratta soltanto di una scelta etica, ma di una mossa che punta a trattenere all’interno dell’Europa materiali strategici – e per lo più sotto l’egemonia asiatica – come plastiche e metalli critici.
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