La Mazda3 è un’auto che conosciamo bene. Quest’anno si rinnova leggermente, con pochi cambiamenti estetici — il che ci fa subito capire che il design non aveva bisogno di grandi modifiche. Le vere novità sono all’interno, soprattutto sul piano tecnologico. Sappiamo anche che è stata introdotta una nuova motorizzazione, il 2.5, che abbiamo già provato sulla CX-30. Qui, però, guidiamo la mia preferita: il 2.0 da 186 cavalli. E vediamo insieme perché.
La Mazda 3 oggi parte da 27,850 €, mentre per il modello in prova, la top di gamma Takumi con tetto panoramico, impianto Bose e tinta grigio scura con motore 2.0 e-SkyActiv X da 186 CV si arriva a 38,550 € – ma anche gli allestimenti intermedi, come Homura o Nagisa, sono ottimi.
Interessante anche la proposta di noleggio. Quella B2B prevede un canone di 345 €/mese + IVA con anticipo di 4,500 € + IVA e 36 mesi / 40.000 km. Quella B2C prevede un canone di 439 €/mese con anticipo di 5,500 € (sempre IVA inclusa) per 36 mesi o 100,000 km.
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MAZDA 3, ANCORA ATTUALE
Sì, esistono ancora le auto basse: lei è davvero bassa, specie se la confrontiamo con ciò che propone il mercato oggi. Tra le hatchback del segmento C, è senza dubbio tra le più belle. È questione di gusti, certo, ma è indubbio che questa generazione della Mazda3 si sia distinta per un design elegante, levigato, quasi monolitico.
Il massimo lo dà nel colore Soul Red Crystal, ormai simbolo del brand, ma anche in questa versione Takumi con grigio scuro e dettagli nero lucido – cerchi, spoiler, ecc. – riesce a essere elegante e sportiva allo stesso tempo. Esteticamente cambia poco, ed è un bene: significa che il design era già riuscito.

Come in tutte le Mazda, una volta seduti a bordo si nota subito la cura per i dettagli e per i materiali. Siamo sull’allestimento Takumi, quindi al top di gamma: rivestimenti in pelle sulla plancia, sedili, pannelli porta, tunnel centrale. Sì, c’è qualche plastica rigida – soprattutto sui montanti – e l’abitabilità posteriore non è tra le migliori della categoria così come il bagagliaio, che ha un accesso abbastanza stretto e un vano con capacità minima di 334 l e massima poco superiore ai 1000.

La forma rastremata penalizza lo spazio dietro: io, che sono alto 1,94 m, non ci sto comodissimo. Ma chi sceglie questa macchina lo fa consapevolmente: non è la più spaziosa, ma in quattro adulti si viaggia comunque bene.

Per aumentare luminosità e ariosità, abbiamo un tetto panoramico apribile – non grandissimo, ma efficace. L’impianto audio Bose è integrato con inserti in metallo ben rifiniti, anche intorno agli speaker. Il layout della plancia fortunatamente è rimasto invariato: un bel mix tra comandi digitali e fisici. Il quadro strumenti è semi-digitale, con tachimetro su display e contagiri e livello carburante analogici.
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NUOVO INFOTAINMENT
I comandi per il clima sono fisici, così come quelli sulla console centrale, dietro alla leva del cambio manuale: il classico rotore Mazda con tasti shortcut per home, navigatore, auto hold, ecc.

La novità è l’infotainment aggiornato, preso da CX-60 e CX-80. L’interfaccia grafica è simile, ma ora è anche touch. Mazda lascia la possibilità di scegliere: si può continuare a usare solo il rotore, oppure attivare il touch anche in movimento, molto comodo con Apple CarPlay.
UNA GUIDA CHE COINVOLGE
Più la guardo, più mi piace — questo è soggettivo. Ma più la guidi, più ti piace davvero — e questo, secondo me, è oggettivo.
È la hatchback del segmento C che comprerei senza esitazioni, e che consiglio. Non perché le altre non siano valide, ma perché qui si percepisce passione, cura e attenzione da parte di chi l’ha costruita. È pensata per chi ama guidare, come dimostra proprio questa versione con cambio manuale a sei marce. È il mio preferito: preciso, fluido, corto al punto giusto. Perfetto per la guida fuori città.

Vero: nel contesto urbano la frizione un po’ rigida può stancare. Nei giorni in cui l’ho provata, c’era lo sciopero dei mezzi, traffico pesante, e lì l’automatico l’avrei preferito. Ma se vivessi fuori città, senza ombra di dubbio punterei sul manuale. Ma per chi fa molta città, l’automatico resta la scelta comoda. È valido, anche se può ancora migliorare un po’. Però, per chi guida per piacere, questa versione manuale resta la migliore — e consuma anche leggermente meno.
Amo anche questo motore. L’ho apprezzato dalla prima volta, sia su Mazda3 che su CX-30 (che è anche in famiglia). Entrambe sono disponiboli anche col 2.5, ma secondo me questo 2.0 da 186 cavalli ha ancora tanto da dire. Offre brio, soprattutto se abbinato al manuale, e con la leggera elettrificazione garantisce buoni consumi senza sacrificare il piacere di guida.

Non è una hot hatch, ovviamente. È un’auto normale, ma con una potenza più che adeguata e i consumi restano contenuti.
L’insonorizzazione è eccellente: qui Mazda ha davvero fatto un salto di qualità. Non solo nei materiali, ma proprio nella costruzione: telaio, isolamento, struttura. Sembra di guidare un’auto di categoria superiore. Mazda ha deciso di elevarsi come marchio, e secondo me ci è riuscita. Questa è un’auto pensata in modo “emotivo”, alla vecchia maniera, con motori oggi ormai rari per dimensioni e cilindrata senza rinunciare a soluzioni moderne.
C’è il freno a mano elettronico, i sistemi ADAS, che si possono silenziare facilmente con un tasto accanto al volante. Funzionano bene: segnalano i limiti, quando li superi, e lo fanno anche sul contagiri digitale, con un punto rosso che si sposta in base alla velocità. Molto ben pensato, molto moderno.

Nonostante le dimensioni compatte, è ottima anche nei viaggi: comoda, stabile, silenziosa. E comunque facile da parcheggiare, anche in città come Milano. Certo, la visibilità posteriore non è il massimo, a causa della forma “coupé”. Il lunotto è inclinato e piccolo, e il montante posteriore è spesso. Per fortuna ci sono grandi specchietti, sensori e una telecamera a 360 gradi dall’ottima risoluzione.
In curva è piantata a terra. L’assetto è fenomenale. È bassa — difficile trovare oggi hatchback così — ma resta estremamente stabile. Ho fatto qualche rotonda allegra col manuale e lei era incollata all’asfalto. Con ESC disattivabile e altri settaggi disponibili.
Parliamo di consumi: quando fu lanciata, Mazda presentò questa motorizzazione come “benzina che consuma come un diesel”. Forse era un claim un po’ esagerato, ma la verità non è lontana. In città siamo sui 7–7,2 l/100 km; in autostrada, anche sotto i 5 se si guida con calma. Nonostante invogli a una guida più briosa, i consumi restano ottimi.
E al prezzo attuale, considerando i costi generali, è un’ottima proposta. È sul mercato da qualche anno, quindi ci sono anche buone offerte sul nuovo e sull’usato garantito. Una macchina davvero ben riuscita, con dinamiche di guida ormai quasi introvabili nel segmento.
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