CAMBIA POCO FUORI E MOLTO DENTRO
Partiamo dagli esterni: qui non cambia quasi nulla. Il design resta quello della seconda generazione, che a sua volta ha mantenuto le particolarità introdotte dalla prima. Forse oggi appare un po’ più elegante e un po’ meno anticonvenzionale, ma resta comunque piacevole e riconoscibile, soprattutto grazie al faro sdoppiato che richiama il resto della gamma Nissan.

Si aggiorna invece il logo, ora l’ultimo introdotto dal marchio e presente sulla versione top di gamma. Le varianti più ricche possono avere anche il tetto nero a contrasto, un dettaglio che visivamente abbassa l’auto rendendola più sportiva. Rimane la caratteristica maniglia posteriore integrata nel montante, un tocco da coupé che Nissan porta avanti dalla prima generazione.

Dentro, invece, cambia molto. La plancia è stata completamente ridisegnata con una dashboard più moderna e un display di dimensioni maggiori che integra l’ultima versione del sistema operativo Nissan, già visto su Qashqai e X-Trail. Rispetto a quest’ultima, aggiornata più di recente, mancano ancora i servizi Google integrati: magari arriveranno in futuro.

A bordo ci si trova subito in un contesto favorevole, quello cittadino, per cui questa vettura è stata pensata. È compatta e comoda, ideale per la città, ma non disdegna neppure i lunghi viaggi: quattro adulti viaggiano bene; in cinque si comincia a stare un po’ stretti, ma la comodità resta alta. La qualità costruttiva si percepisce subito e la piattaforma condivisa con Renault Captur qui appare ancora meglio rifinita.

La Juke offre una sensazione di solidità, un buon isolamento acustico e un comportamento su strada convincente.
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GUIDA
Il contesto urbano resta il suo terreno ideale. Grazie all’ibrido full hybrid, la vettura sfrutta tantissimo la parte elettrica, soprattutto alle basse velocità tipiche delle città europee, spesso intorno ai 30 km/h. In queste condizioni il motore termico entra in funzione raramente, a meno che la batteria non sia scarica.

Il sistema riprende alcune caratteristiche delle elettriche, come la guida con un pedale: c’è l’i-Pedal, simile a quanto visto su Qashqai e X-Trail, che permette una guida quasi “one-pedal drive”. Non arriva a fermarsi completamente da sola: serve ancora il freno per l’ultimo tratto, ma l’esperienza resta molto piacevole.
La potenza complessiva è di 143 CV, come la cugina Captur. Il motore è un 1.6 quattro cilindri: una scelta curiosa se pensiamo che Qashqai e X-Trail, pur con tecnologia diversa (e-Power), montano tre cilindri – e chi ha letto il test drive di questi modelli sa come la penso.
Qui, grazie alle dimensioni più compatte e al peso contenuto, il quattro cilindri lavora molto bene e gestisce in maniera equilibrata la vettura. Non essendo una plug-in, la batteria non incide troppo sulla massa complessiva, permettendo una guida fluida e silenziosa in elettrico, soprattutto in città.

L’assetto è tarato sul comfort, morbido e gradevole, senza particolari velleità sportive come accadeva in passato con alcune versioni della prima generazione. Nonostante questo, la guida sorprende per un pizzico di brillantezza: l’accelerazione è buona, lo sterzo non è precisissimo ma neppure eccessivamente morbido, e la taratura nel complesso risulta equilibrata.
Nissan dichiara una media di 19 km/l, ma nella nostra prova siamo arrivati a 21 km/l. In città si possono raggiungere facilmente i 24 km/l, mentre in autostrada i valori scendono intorno a 15–17 km/l a seconda dell’andatura. Il serbatoio da 46 litri consente un’autonomia stimata di circa 700 km; guidando con estrema parsimonia si può persino arrivare a 900–1000 km con un pieno.
Sono disponibili tre modalità selezionabili dietro al cambio: Eco, Standard e Sport. Quest’ultima rende la vettura più reattiva, con uno sterzo leggermente più preciso e pesante, pur mantenendo la vocazione orientata al comfort.

Sul fronte tecnologico troviamo anche il ProPilot, il sistema di assistenza alla guida già visto sulle sorelle maggiori. Qui è forse un po’ meno evoluto: per esempio, non abbiamo riscontrato la funzione di rallentamento automatico in prossimità delle rotonde come su X-Trail. Per il resto, però, il cruise control adattivo e gli altri sistemi funzionano molto bene: sono precisi, mai bruschi e non troppo invasivi. Presenti anche il monitoraggio dell’angolo cieco e una visibilità ottima garantita da specchietti grandi. Il montante posteriore un po’ massiccio e il lunotto ridotto creano qualche limite, compensato dalla telecamera a 360°.
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