Con il patrocinio di

Trump annuncia: “Dazi del 25% ai Paesi dell’Unione Europea, sulle auto ma non solo”

Trump annuncia: “Dazi del 25% ai Paesi dell’Unione Europea, sulle auto ma non solo”
Nel corso del primo consiglio dei ministri del neo eletto Presidente Donald Trump, non sono mancate le “frecciate” all’Europa. In arrivo dazi per auto e non solo, come dichiarato dal Tycoon. L’Europa è pronta a rispondere.

IN QUESTO ARTICOLO

Sono previsti tempi duri per l’industria automobilistica europea, ancora più difficili di quelli che stanno già vivendo i colossi dell’automotive. I nuovi problemi arrivano da oltre Oceano, dal nuovo presidente degli Stati Uniti d’America che ha deciso di tassare “auto ed altre cose” dei Paesi europei.

Una dichiarazione che non è piaciuta a Bruxelles che considera queste tariffe illegittime e ingiustificate, e che bisogna tutelare le aziende. Ma le stangate non finite: anche per Messico e Canada in arrivo nuove forme di tassazione. 

La decisione è presa

Il dado è tratto: Donald Trump ha messo nel mirino l’Europa con i nuovi dazi al 25% diretti a diversi settori . Non è ancora chiara la strategia con tramite cui attuerà questo nuovo prelievo di denaro, ma ormai non si torna più indietro. Secondo Trump l’Unione Europea è stata creata “per fregare gli Stati Uniti” ed è per questo che è giunto il momento di dare una risposta forte e chiara. Secondo il Presidente esiste un deficit commerciale degli Usa nei confronti dell’Europa di “300 miliardi di dollari”, anche se in realtà le cifre parlano di circa 50 miliardi nel 2023.

Leggi Anche: Effetto Musk/Trump, crollano le vendite Tesla

Il tycoon sostiene anche che l’Europa non abbia mai accettato le auto made in U.S.A, così come i loro prodotti agricoli, e che si sia approfittata dell’America. Insomma, sembra proprio che in questo suo secondo mandato Trump abbia le idee molto chiare, forse anche troppo, su come rapportarsi con il resto del mondo, soprattutto con quei Paesi che non gli vanno proprio a genio (per usare un eufemismo) e con si dimostrano pro-America.

La risposta dell’Ue

Il portavoce della Commissione Europea ha posto l’accento su come l’Europa sia stata una manna dal cielo per gli Stati Uniti: grazie al suo grande mercato libero e senza barriere, è stato facilitato il commercio con tutti i 27 Paesi membri facendo anche fruttare ottimamente gli investimenti statunitensi. La volontà è quella di collaborare con l’America, a patto che Trump non attui queste forme di rappresaglia perché in questo caso, la risposta dell’UE non si farà attendere.

Leggi Anche: Trump stoppa il Green Deal

“Reagire immediatamente e con fermezza contro le barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando le tariffe vengono utilizzate per contestare politiche legali e non discriminatorie”. Questa è la replica di un’Europa sempre più spaventata da un futuro sempre più incerto, e da rapporti con l’America sempre più tesi.   

I numeri delle auto 

Parlando di numeri, l’Unione Europea ha spedito oltre Oceano (anno 2023) veicoli per un valore totale superiore ai 40 miliardi di euro, pari a circa il 25% delle esportazioni complessive nel settore automobilistico. Sono state oltre 1 milione e 200 mila i mezzi che hanno raggiunto suolo americano.

A tremare maggiormente sono i colossi tedeschi tra cui il Gruppo Volkswagen e i rivali di Mercedes e BMW, che stanno già affrontando un momento difficile dovuto all’incertezza riguardo l’elettrico. Se prendiamo invece le auto arrivate su suolo europeo provenienti dall’America, hanno un valore complessivo inferiore agli 8 miliardi di euro, segno che le vetture americane non sono poi tanto amate da noi europei.

Futuro (molto) incerto

Cosa accadrà in futuro ancora nessuno lo sa. Quello che è certo è che Trump ha intenzione di rendere l’America “great again”, come promesso in campagna elettorale. Per fare questo vuole privilegiare e favorire l’economia e l’industria americana, rendendo complesso e dispendioso al resto del globo l’importazione dei beni su suolo americano.

Leggi Anche: il crollo dei brand tedeschi 

Il primo obbiettivo è quello di “colpire” l’industria automobilistica europea ma anche cinese, colpevoli di sottrarre fette di mercato destinate alle aziende americane. La più rapida ed immediata soluzione è banalmente quella di aumentare le tasse per gli importatori, così da far diminuire i margini di guadagno se non si aumentano i prezzi di vendita, cosa che ai consumatori di solito non piace.  

 

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

 

Abbiamo parlato di:
Dazi Automotive
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE