Vi ricordate i veicoli commerciali e i furgoni di qualche anno fa? Erano spaziosi e pratici, certo, ma avevano anche il grosso difetto di non essere né confortevoli, né di avere una guida e una dotazione di bordo sufficiente. Oggi i tempi sono cambiati, e anche questi mezzi sono cambiati: si guidano meglio e hanno una dotazione tecnologica e una serie di optional paragonabili a quelli di una comune berlina. Abbiamo provato uno dei mostri sacri di questo segmento, il Volkswagen Caravelle, spinato da un nostalgico motore diesel da 150 cavalli abbinato alla trazione integrale 4Motion e cambio automatico a 8 rapporti.
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Com’è fuori
Il Volkswagen Caravelle mostra un design dalle linee semplici e razionali, d’altronde non è facile rendere personale un veicolo di questo segmento: si tratta sempre di un multispazio. Il frontale è caratterizzato da una firma luminosa e una fanaleria a LED (di serie) e da una calandra lineare. Le ampie superfici vetrate laterali sono pensate per garantire massima visibilità a bordo, visibilità che è molto importante viste anche le dimensioni.

La larghezza è di 1.90 metri (specchietti esclusi), mentre l’altezza si attesta a 1.97 metri in maniera di consentire l’accesso alla quasi totalità dei parcheggi sotterranei e dei garage multipiano. Il Caravelle è disponibile con due varianti di carrozzeria: la versione a passo corto da poco più di 5 metri, e la variante super spaziosa a passo lungo che raggiunge i 5.30 metri.
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Com’è dentro
Disponibile sia in configurazione a passo corto che a passo lungo, può ospitare comodamente fino a 9 passeggeri disposti su tre file di sedili. Lo spazio per le gambe e per la testa è regale in ogni singola postazione. I materiali scelti per la plancia e i rivestimenti sono robusti, fatti per durare nel tempo, non saranno morbidi al tatto ma non abbassano la sensazione di qualità percepita. La modularità è il suo punto forte: i sedili delle file posteriori possono essere abbattuti, ripiegati o rimossi completamente per trasformare il veicolo in un van da carico.

Anche con tutti i sedili in posizione, il bagagliaio conserva una volumetria utile per stivare agevolmente le valigie di tutti gli occupanti con oltre 700 litri a disposizione, con la versione a passo lungo che arriva a circa 1.200 litri. Con la terza fila rimossa il volume sale a circa 2.100 litri per il passo corto che diventano 2.700 litri per la versione allungata, insomma di spazione ne avete in abbondanza. La plancia mostra il classico Digital Cockpit di casa Volkswagen da 12 pollici e uno schermo touch centrale da 13 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto senza fili. Il volante multifunzione è lo stesso che equipaggia altri modelli della Casa tedesca, così come molta della componentistica viene dal mondo delle auto.
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Come va
Il motore quattro cilindri turbodiesel da 2.0 litri, a mio parere, è la scelta più equilibrata perché non è esagerato nei consumi ma è generoso nella coppia con i suoi 340 Nm presenti già dai bassi regimi. La spinta è lineare, vigorosa e garantisce sorpassi in sicurezza anche a pieno carico. Abbinato al cambio automatico a doppia frizione DSG a 8 rapporti, il motore lavora sempre nella massima efficienza ottimizzando la fluidità nella marcia, soprattutto in città dove le cambiate sono numerose e continue. I consumi medi si attestano su valori decisamente interessanti per la categoria: si varia da 8 a 9 litri per 100 chilometri, con una media in autostrada di circa 11-12 km al litro a pieno carico e a 130 km/h, non male. Ed è proprio in autostrada che ho apprezzato le doti di guida del Caravelle: preciso, composto e con poco rollio, una bella sorpresa considerate anche le dimensioni.

Si avverte qualche fruscio aerodinamico quando si superano i 100 km/h, ma una conseguenza delle forme del Caravelle dato che la fisica e le sue leggi non si possono infrangere. E poi ci sono quegli aiuti alla guida che fanno molto comodo durante i lunghi viaggi come il cruise control adattivo, il monitoraggio dell’angolo cieco e il mantenimento attivo della corsia, tutti strumenti che migliorano l’esperienza di guida. Anche perché, parliamoci chiaro, questi mezzi hanno si guidano diversamente rispetto un automobile, soprattutto per i tempi di reazione di questi giganti. Avere questi strumenti, come le telecamere per le manovre, fa diminuire lo stress di chi è al volante con il conseguente aumento del benessere per chi siede a bordo.
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L’arma in più
Un grande valore aggiunto del nostro modello è la trazione integrale permanente 4Motion. Gestito da una frizione a controllo elettronico di ultima generazione, il sistema distribuisce la coppia motrice tra l’asse anteriore e quello posteriore in frazioni di secondo. In condizioni di aderenza perfette, il Caravelle si comporta come una normale trazione anteriore per risparmiare carburante, soluzione intelligente per questi veicoli. Non appena i sensori rilevano una mancanza di aderenza, la potenza viene trasferita istantaneamente alle ruote con maggiore presa. Questa tecnologia trasforma il Caravelle nel veicolo perfetto per le località montane e per chi deve lavorare in condizioni climatiche più difficili.

A listino è presente anche la variante con la sola trazione anteriore e il cambio manuale, inoltre è possibile scegliere anche una versione più potente da 170 cavalli, sempre a gasolio, anche lei disponibile manuale o automatica e con la trazione anteriore o 4Motion. Come entry level alla gamma Caravelle troviamo la motorizzazione diesel da 110 cavalli abbinata al solo cambio manuale, forse la più parsimoniosa in termini di consumi ma anche la brillante dal punto di vista prestazionale. A questi propulsori si aggiunge anche una variante elettrica da 217 cavalli, batteria da 64 kWh e autonomia dichiarata di oltre 300 chilometri.
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Allestimenti e prezzi
Il listino attacca con la versione a passo corto diesel da 110 cavalli in allestimento Life a poco più di 54 mila euro, ne servono 57 mila per il motore da 150 cavalli mentre per avere il cambio automatico e la trazione integrale servono circa 63 mila euro, come l’esemplare della nostra prova. (tutti i prezzi sono con iva inclusa). La versione più potente da 170 parte da 61 mila euro, per avere il passo lungo bisogna aggiungere circa 1.000 euro rispetto quello corto. Per l’elettrica servono invece almeno 63 mila euro. L’allestimento Life, quello d’ingresso, ha di serie: retrocamera, 4 cerchi in lega da 16 pollici, assistente di mantenimento corsia Lane Assist, Fari a LED, luci diurne a LED, gruppi ottici posteriori a LED con firma luminosa esclusiva, volante multifunzionale in similpelle, 10 altoparlanti, 2x USB nella cabina di guida e 6x USB nell’abitacolo, Digital Cockpit, presa da 12 V nella console cent. ant. e 1 presa da 12 V nel montante D, radio touchscreen a colori da 13 pollici e App-Connect senza fili (Apple e Android) regolatore della velocità con limitatore di velocità con controllo predittivo, riconoscimento della segnaletica stradale e avviso di veicolo contromano e tanto altro.
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