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7 giorni con Hyundai Bayon GPL, l’artista che bada al sodo

Una prova diversa dal solito: più volte sottovalutato, il GPL è un’alternativa al diesel forse più valida dell’ibrido. Costa meno, percorre di più e ha bassi costi di gestione, specie su una segmento B come la Bayon.

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Mercoledì – Anche tech

Dalla i20, la Bayon non eredita solo la piattaforma ma anche i contenuti tecnologici. L’impostazione degli interni, della plancia, degli schermi è la medesima, anche se va detto che la versione della prova non è prevista per il GPL, che si ferma ai primi due allestimenti.

Ciò significa che il display touch centrale non è da 10,25’’ come nel nostro caso, ma leggermente più piccolo, da 8. Dietro il volante, invece, sempre il cluster opaco e digitale, che si vede ottimamente in ogni condizione di luce. Bene che la gestione del clima sia separata, e soprattutto fisica, che rende tutto più veloce e immediato.

A gestire il tutto il sistema Hyundai Bluelink, non l’ultima versione ma comunque connesso al navigatore e all’app per la gestione da remoto. In generale funziona bene ed è fluido, ma manca di compatibilità wireless con i sistemi degli smartphone e avrebbe bisogno di una svecchiata.

Leggi Anche: Hyundai Bayon, crossover a misura di città

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