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7 giorni con Hyundai Bayon GPL, l’artista che bada al sodo

Una prova diversa dal solito: più volte sottovalutato, il GPL è un’alternativa al diesel forse più valida dell’ibrido. Costa meno, percorre di più e ha bassi costi di gestione, specie su una segmento B come la Bayon.

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Giovedì – Non le chiedo di più

Il motore è un 1.2 4 cilindri da 82 CV, uguale nella cilindrata e nella potenza a quello di cui era dotata la mia vecchia auto, una Ford Fiesta del 2010, e simile nel comportamento. Per questo mi sono come sentito a casa.

Il pregio è che rispetto a un 3 cilindri è ben più silenzioso, e anche un po’ più brioso, ma non aspettatevi grandi scatti con una coppia di 109 N/m: la ripresa in partenza è buona per immettersi nelle rotonde, ma quella ad alte velocità non è tra le migliori e bisogna spingere un po’ sull’acceleratore.

A livello di guida è comunque buona e comoda, con sistemi di sicurezza aggiornati che includono cruise control, mantenimento di corsia, sensore di angolo cieco e tutti i principali, e insieme ai comandi al volante rendono bene nel comfort. Il cambio è un manuale a 5 rapporti, ma lei ne avrebbe voluti 6: già a 110/120 km/h supera i 3.000 giri, e a 130 supera anche i 4.500.

Non un problema grave a livello tecnico, ma la rumorosità, già provata dai fruscii aerodinamici, si fa alta. Insomma, per viaggiare va bene, si spende poco, ma c’è da mettere il conto che se è campionessa di spazio, non lo è di insonorizzazione.

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