Nonostante le auto siano ben accessoriate anche nei modelli più economici, con sistemi di infatainment e di assistenza e sicurezza alla guida sempre più sofisticati, c’è una dotazione che, nel corso del tempo, si è prima diradata per poi scomparire completamente. Stiamo parlando della ruota di scorta.
Specialmente negli ultimi anni sono molti gli automobilisti che hanno notato la mancanza di questo importante accessorio sulle vetture di nuova immatricolazione. La spare wheeel è stata infatti sostituita il più delle volte da kit per la riparazione delle gomme che in molti casi è del tutto inutile, specie per i danni più gravi allo pneumatico.

Un’assenza che ha avuto un netto riscontro nella ricerca compiuta da RAC, fornitore di servizi automobilisti britannico. Secondo lo studio compiuto su 313 modelli di nuove auto prodotte da 28 brand, soltanto otto di loro sono dotati di una qualche forma di ruota di scorta. Una cifra davvero irrisoria, pari al 3%. A tutto questo si aggiunge il fatto che la metà delle auto presenti in questa cerchia ristretta hanno disponibile questo optional come “standard” solo su varianti specifiche.
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Perché è sparita la ruota di scorta?
Il motivo dietro il quale si cela la sparizione della ruota di scorta è in primis di natura economica. Togliere questo dispositivo come dotazione standard a bordo delle vetture ha fatto risparmiare non pochi soldi alle case auto. Un modus operandi del tutto simile a quello tenuto da una nota multinazionale americana che, con la scusa del rispetto per l’ambiente, ha deciso di non mettere più il caricatore all’interno scatole dei propri telefoni (è possibile però comprarlo a parte).
Tra le motivazioni addotte alla sparizione della ruota di scorta dai bagagliai delle auto c’è la riduzione degli ingombri e delle masse del veicolo. Un alleggerimento complessivo che oltre a una migliore distribuzione complessiva del peso porta anche un calo dei consumi: con 20-30 kg in meno l’auto, essendo più leggera, brucia meno carburante.

Infine l’avanzamento tecnologico ha portato l’introduzione sui più recenti modelli di auto di pneumatici sempre più resistenti. Copertoni anti-foratura e auto-riparanti hanno permesso un netto calo delle auto a bordo strada a causa di una gomma a terra. Motivo per il quale molti brand hanno deciso di levare come optional standard uno strumento che in 85 casi su 100 rimaneva inutilizzato all’interno del proprio scomparto.
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Kit di riparazione: un pessimo sostituto
Soluzione più portatile e leggera di un’intera gomma più cerchione, i kit di riparazione hanno preso il posto in breve tempo la ruota di scorta nel doppio fondo dei bauli delle nostre auto. Un sostituto non troppo funzionale.
I kit di riparazione funzionano solo sulle forature di piccole dimensioni, nell’ordine di qualche millimetro. In caso di tagli o cedimenti dello pneumatico, se si ha solamente questa soluzione a bordo del porprio veicoli, bisogna per forza chiamare un aiuto esterno.
Questo strumento inserisce all’interno della camera d’aria della ruota una schiuma speciale che tappa momentaneamente la foratura. Una soluzione temporanea che ci dà la possibilità di far arrivare il proprio mezzo dal primo gommista disponibile nella zona.

Oltre alla sua limitata versatilità questo strumento comporta un sensibile aumento dei costi di riparazione. Dopo averlo utilizzato, il gommista a cui ci rivolgiamo dovrà infatti smontare la gomma dal cerchio, ripulire entrambi dalla schiuma per poter capire se il danno è riparabile oppure no e infine provvedere nuovamente al montaggio. Operazioni che fanno lievitare notevolmente il costo di una banale foratura.
Infine, rispetto a una ruota di scorta, il kit di riparazione è un dispositivo monouso che non può più essere usato nuovamente dopo il suo utilizzo.
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Ruotino di scorta: il giusto compromesso?
Decisamente migliore come alternativa rispetto al kit di riparazione, il ruotino di scorti può essere riutilizzato più volte, fono al ciclo vitale del veicolo. Un valido alleato che, però, ha comunque alcuni limiti da rispettare. Rispetto alla ruota di scorta “standard”, questo dispositivo può essere utilizzato fino a una distanza massima di 100 km. Inoltre, quando lo si monta al posto della gomma danneggiata, non è possibile viaggiare a una velocità superiore agli 80 km/h.
Ovviamente stiamo parlando di una soluzione temporanea, che dà all’automobilista la possibilità di raggiungere il primo gommista che si trova lungo la strada, ma comunque funzionale e affidabile. Inoltre, grazie al suo peso contenuto, è decisamente più leggero e meno ingombrante rispetto a una ruota di scorta.

Questo significa che il suo trasporto comporta un minore sforzo da parte del motore e di conseguenza si ottiene un risparmio in fatto di consumi di carburante, che è stato quantificato intorno all’1%. Potrebbe sembrare una cifra irrissoria ma che, a fronte degli attuali prezzi dei carburanti, sul lungo periodo può fare una bella differenza.
Infine, grazie al web, è possibile acquistare questo dispositivo su moltissimi siti, facendo comunque attenzione per quale tipologia o marca di veicolo sia omologato. Rispetto alla ruota di scorta, il ruotino è una soluzione facile da trovare e soprattutto più economica.
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Il ritorno della ruota di scorta?
Nonostante sia un dispositivo quasi del tutto scomparso dai bagagliai delle nuove auto, negli ultimi anni alcune case, come Fiat, Ford e Toyota, hanno deciso di reintrodurre la ruota di scorta come accessorio per dei loro modelli venduti in Europa. A fronte delle tante lamentele fatte da decine di migliaia di automobilisti in tutto mondo, questi brand hanno infatti iniziato a pubblicizzare alcuni dei loro ultimi veicoli come “dotati di ruota di scorta“.
Tra questi la Fiat Tipo, la Ford Focus ma anche Toyota che, a un prezzo abbastanza abbordabile, permette a di aggiungere questo dispositivo su molti suoi modelli, come la Yaris, la CH-R, la Aygo-X e la RAV4.
È ancora difficile prevedere se in futuro altri marchi faranno lo stesso, aiutando il ritorno della ruota di scorta come optional standard sulle proprie auto più recenti. Ad ogni modo, le rimostranze sempre più frequenti fatte dai driver di tutto il mondo, unite agli ovvi interessi da parte di molti marchi di gomme, aprono a una serie di possibilità decisamente da non sottovalutare.
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