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La mobilità fuel cell che piace alle aziende

I veicoli pesanti e le flotte aziendali (taxi compresi) sono il target di chi comincerà a usare la motorizzazione a idrogeno. Cioè il tipo di clientela che vuole i vantaggi dell'elettrico, ma con tempi di ricarica ridottissimi (5 minuti) e autonomie altissime. Con l'aumento delle stazioni di rifornimento è un'opzione che diventa fattibile.

IN QUESTO ARTICOLO

Ai margini del BMW Hydrogen Day, presso la House of BMW Italia di San Donato Milanese, abbiamo chiesto ai protagonisti della mobilità a idrogeno in Italia quale sarà il ruolo delle flotte aziendali nell’espansione della mobilità a idrogeno.

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Andrea Saccone (Toyota), Jürgen Guldner (BMW Group) e Stefano Erba (FNM SpA) spiegano quali sono i possibili sviluppi per le fotte aziendali, specialmente dopo l’ampliamento dei punti di ricarica.

Mobilità a idrogeno: una alternativa concreta per le flotte

La prima considerazione è che nessuno vince da solo: per potenziare la mobilità a idrogeno serve la collaborazione di tutti gli attori: dalle case auto che hanno modelli a idrogeno (Toyota Mirai è un’antesignana, Bmw nel 2028 produrrà di serie la BMW iX5 Hydrogen, possiamo aggiungere all’elenco Hyundai Nexo) a chi si occupa di impianti di rifornimento (FNM ne apre 5 in Lombardia fra giugno e luglio).

La seconda considerazione è che, per ora, difficilmente un privato comprerà un’auto a idrogeno. Quindi sono le flotte aziendali il target per cui questa motorizzazione è più interessante. Jürgen Guldner, General Project Manager Hydrogen Technology di BMW Group, spiega che “I veicoli a idrogeno sono particolarmente adatti per chi ha alte percorrenze, come le flotte aziendali, taxi, consegne, ma anche – in generale – per persone che viaggiano molto per lavoro. È qui che si manifestano i vantaggi della tecnologia a idrogeno, con la loro ricarica veloce sotto i 5 minuti, combinata con i vantaggi della guida elettrica come la grande accelerazione e la silenziosità”.

Andrea Saccone, Senior Manager European & Governmental Affairs Toyota Motor Europe afferma: “L’idrogeno è complementare all’elettrificazione e si rivolge a chi ha esigenze differenti e cerca un’autonomia paragonabile alle automobili tradizionali”. Ciò vale ad esempio nel trasporto pubblico non di linea, dove i tempi di ricarica devono essere ristretti per garantire l’operatività: “A Parigi ci 500 taxi in servizio regolare con 8 stazioni di rifornimento, l’ecosistema a idrogeno funziona perfettamente”.

Stefano Erba Chief Strategy Officer FNM SpA spiega: “Per le flotte che operano in territori già serviti da impianti di rifornimento già oggi è possibile usare l’idrogeno perché operano in un range di distanze adeguate”. Nei prossimi mesi apriranno una serie di nuovi impianti, finanziati dal PNRR, quindi anche le possibilità, migliorando la logistica europea. “Ci aspettiamo una crescita del traffico a idrogeno, in particolare dei veicoli pesanti. Ci sono una serie di casi di utilizzo che possono essere ben serviti dai veicoli a idrogeno, rispetto a motorizzazioni diesel o metano o elettrici a batteria. Per quanto riguarda altri mezzi, l’idrogeno è stato utilizzato per autobus e treni; noi stiamo curando la messa in servizio di treni a idrogeno fra Brescia ed Edolo, con l’avvio del servizio commerciale nel 2027”.

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