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Piano d’azione europeo per l’automotive: a che punto siamo

Piano d’azione europeo per l’automotive: a che punto siamo
Il piano d'azione industriale per l'automotive è previsto nei primi 100 giorni del von der Leyen II. Acea chiede un ambiente legislativo semplificato. L’Ue non vuole fare retromarcia sull’elettrico, in forse le multe sulle emissioni.

IN QUESTO ARTICOLO

L’Unione europea si trova a fronteggiare la crisi dell’auto. Quale sarà il piano d’azione industriale per l’automotive?

Le posizioni della UE

La prospettiva non è in alcun modo quella di rinunciare al Green deal. Nonostante le pressioni di alcuni Paesi e gruppi politici non ci sarà alcun passo indietro della Commissione Europea sullo stop a benzina e diesel dal 2035.

In forse il compromesso di congelare le multe sulle emissioni. Si paventa una maxi-sanzione complessiva da 15 miliardi di euro contro le Case che non taglieranno del 15% le emissioni da nuove immatricolazioni nel 2025. 

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Il Partito popolare europeo (Ppe) spinge in questa direzione, ma il commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra ribadisce un no alla richiesta di modificare i limiti sulle emissioni.

Le richieste di Acea

Secondo il presidente di Acea (ancora per poco) e ceo di Renault, Luca de Meo, le multe sulle emissioni porteranno le case ad un forte aumento dei prezzi delle vetture, ben il 40%  nel 2025.

Unrae ha presentato le proposte per il piano industriale automobilistico dell’Ue, che si concentra su tre pilastri fondamentali:

  1. Attuare una forte politica industriale dell’UE per rendere il fare impresa più semplice e rapido in Europa; 

  2. Creare le condizioni per una transizione verso la mobilità a zero emissioni, guidata dal mercato e autosufficiente, per auto, furgoni, autobus e camion; 

  3. Ridurre gli oneri amministrativi e semplificare la legislazione.

Anche Acea, quindi, non chiede un passo indietro sull’elettrificazione, ma un ambiente legislativo semplificato.

De Meo vorrebbe una normativa che faciliti la produzione di auto di piccole dimensioni.

Leggi Anche: Saranno le citycar a salvare l’automotive europea?

Le richieste sono di raggruppare i requisiti normativi che influenzano l’industria automobilistica in lotti distinti e di creare una task force per condurre valutazioni di impatto specifiche per l’industria e test di coerenza delle nuove leggi. 

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