Presentata a livello mondiale a Milano lo scorso giugno, Lexus LBX è una novità interessante per il marchio giapponese, perché per la prima volta si approccia al segmento B-SUV con una proposta pensata per l’Europa, e soprattutto per l’Italia.
Con la produzione iniziata il 18 dicembre 2023, l’auto avrà le prime consegne nella prima parte del 2024 e si può già ordinare scegliendo una delle quattro Atmosfere, come sono indicati i livelli di allestimento, di cui due Monotone, e due Bitone con elementi a contrasto in nero lucido, tutte con pelle/ecopelle di serie, cerchi da 18” e i sistemi di sicurezza:
- Elegant da 38.000 €;
- Emotion da 39.500 €;
- Relax da 41.000 €;
- Cool da 42.500 €;
Un’auto che ha molti punti di forza, non solo perché offre i contenuti di qualità e tecnologia visti sui più grandi NX ed RX, ma anche perché tra le poche proposte del segmento con trazione integrale e-Four, che si può avere con 2.000 € in più sul listino. Disponibile l’allestimento specifico per le flotte LBX Class a 37.000 €, con sedili in tessuto, cerchi da 17” e cluster digitale da 7” anziché 12. La formula di noleggio con Kinto One, invece, propone un canone di 399 € / mese + IVA con anticipo di 6.500 € per 36 mesi o 30.000 km.
L’auto rientra nei nuovi incentivi, con sconti fino a 5.000 € a cui se ne aggiungono altri per chi è già cliente Lexus.
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LEXUS LBX, PERCHÉ È UN’AUTO DI ROTTURA
Lexus LBX è un’auto di rottura sotto tanti punti di vista. E lo dice lei stessa: LBX sta per Lexus Breakthrough Crossover, un elemento di svolta che porta il brand premium di Toyota in avanscoperta, andando a presidiare una categoria di auto che si pensa avrà molto successo in Italia, specialmente con l’arrivo dell’Alfa Romeo Milano.

LBX è anche l’unica Lexus attuale ad avere un nome composto da tre lettere, e l’unica in generale ad averlo avuto insieme all’amata Lexus LFA, a segnare nuovamente l’importanza di questo modello. Senza contare che parla a un pubblico nuovo, in particolare quello femminile e quello dei giovani che vogliono un salto di qualità senza un salto di dimensioni, e lo si nota anche dalla presenza di tinte molto vivaci, inedite su una Lexus, come il rosso e il giallo particolarmente accesi.

E, del resto, nuovo è anche il design, riconoscibile sì come Lexus, ma diverso dalle altre. L’auto nasce su piattaforma GA-B come Yaris Cross, ma ne modifica sostanzialmente i contenuti: rispetto al crossover di Toyota è più lunga di 1 cm e più larga di 6, ha un telaio maggiormente rinforzato ed evolve anche il motore 1.5 Hybrid, unico disponibile, portandolo a 136 CV (la Yaris Cross aggiornata ne ha 130), con la nuova batteria bipolare nichel-metallo-ibruro (Ni-Mh), più efficiente, la stessa usata su RX. Tanto per rimarcare il fatto che vuole essere una RX più piccola.
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DENTRO LO SPAZIO NON MANCA
RX più piccola anche per come sono realizzati gli interni, qualitativamente molto elevati. La pelle, ecopelle per scelte vegan friendly o Suede a seconda delle preferenze, è come detto di serie su tutti gli allestimenti, e ricopre sedili, tunnel centrale, plancia e pannelli porta dando un’altissima percezione di qualità. Tra l’altro, molto bella la pelle bianca della nostra prova, che aumenta il senso di raffinatezza del veicolo, dato anche da alcuni elementi in legno sul tunnel, intorno ai vani di alloggiamento per lo smartphone.

Inoltre, su Lexus LBX è possibile personalizzare gli interni a piacimento, scelta di solito riservata ai modelli più lussuosi.

Solo sull’allestimento Cool, come optional, c’è anche l’impianto audio Mark Levinson, tipico del brand, a 12 altoparlanti. E lato tecnologico, c’è il cockpit da 12,3” su tutte le atmosfere (7” sulla Class per le flotte), e quello centrale touch da 9,8” ben definito su tutti gli allestimenti con l’ultimo infotainment Lexus che già abbiamo ampiamente conosciuto, con compatibilità wireless ad Apple CarPlay e Android Auto e 3 prese USB-C all’anteriore (di cui due scambio dati), più due sui sedili posteriori.

Come su NX e RX c’è l’apertura delle portiere elettronica E-Latch, sia per le maniglie esterne che per quelle interne, soluzione molto comoda. Come comoda è la seduta anteriore con tanto spazio anche per la testa, mentre quella posteriore fa ricordare che ci troviamo su un’auto lunga 4,1 metri, e chi si siede dietro un conducente alto come il sottoscritto, oltre 1,90m, starà un po’ stretto. Non male il bagagliaio: 402 litri di capacità minima sulla 2WD, che scendono a 317 sulla trazione integrale.
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NON È SOLO DA CITTÀ
Lexus LBX mi ha sorpreso in positivo. Se è pur vero che nasce per l’ambiente metropolitano e per chi in città ci vive e ci sta bene, facile da parcheggiare per le dimensioni e ottima nei consumi perché in elettrico viaggia molto spesso, ha un comportamento tale in extraurbano che la rende adatta anche per i viaggi, quelli che del resto Millennial e Gen-Z amano fare, soprattutto in auto e soprattutto se è sostenibile.

LBX conferma che due auto sulla stessa piattaforma non sono necessariamente gemelle, e guidandola ad alte velocità (nel mio caso oltre 3 ore nei dintorni di Valencia) si percepisce l’intervento sull’architettura, perché anche rimanendo allegri è sempre piantata a terra. Ma soprattutto non molleggia, non beccheggia, non dà la sensazione di ondeggiare come fossimo in barca, ed è merito del sistema sospensioni: sempre MacPherson quelle anteriori, mentre quelle posteriori sono a barra di torsione se la trazione è singola, o a doppi bracci oscillanti se la trazione è integrale, dalla taratura ottima.

Insieme a loro interviene un sistema frenante secondo me geniale, il Vehicle Braking Posture Control, che interviene in frenata sulla parte posteriore rendendo l’operazione morbida e impedendo all’auto, appunto, di molleggiare.

Il gruppo propulsore è come detto il 1.5 Hybrid da 136 CV con 185 N/m di coppia. Non è certo una vettura sportiva, con il suo 0-100 in 9,2 secondi e la velocità massima di 170 km/h, ma ha la giusta verve per muoversi in città. Il cambio è sempre il CVT, che però qui è meno rumoroso, e l’auto anzi è molto silenziosa e ben insonorizzata, tra le migliori della categoria.

Buoni anche i consumi: non ho abbastanza dati, ma sono stato sotto i 5 litri sui 100 km nella media generale delle mie 3 ore di viaggio totali, con una forte preponderanza di strade extraurbane. Ma in città viaggia per oltre l’80% in elettrico, a conferma dell’ottimo sistema ibrido, tanto che Lexus ha in mente un leasing a tasso variabile, dove il tasso varia proprio in base a quanto viaggiamo in elettrico.
Tutte, infine, hanno di serie il sistema Lexus Safety System+, che include cruise control adattivo, sensore di angolo cieco, ma anche sistema E-Latch per le portiere che impedisce l’apertura se sta passando un ciclista o un pedone di cui non ci siamo accorti. C’è anche, come su RX e NX, l’head up display immersivo, collegato alle razze del volante, per impostare cruise control, distanza o cambiare canzone il tutto senza mai distogliere lo sguardo dalla strada.
Approfondisci: Tutti i dettagli di Lexus LBX
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