Presentata a Milano lo scorso ottobre, la Lynk & Co 02 è il secondo modello del marchio sino-svedese (recentemente oggetto di cambi di proprietà) per il mercato europeo, portatore di novità non solo estetiche e tecnologiche, ma anche per quanto riguarda la filosofia di vendita – ad esempio, l’introduzione dei dealer.
Ma al di là di questo, arriva con una formula particolarmente vincente nel suo segmento e soprattutto con un buon rapporto qualità prezzo: disponibile in due versioni, la Core e la More (quella della prova), parte da 35.495 € (per la More si sale a 39.495 €) e offre 272 CV di potenza a trazione posteriore e 445 km di autonomia che, almeno in questa prima prova, sembrano molto realistici, oltre a tutto l’ecosistema Lynk & Co e una buona capacità di ricarica.
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LYNK & CO 02: UNA POTENZA MORBIDA
Per un approfondimento sul design, rimando all’articolo dedicato. In questa occasione, il focus è su come si guida in una prima prova di poco più di due ore. Partiamo col dire che lei sorge su piattaforma SEA2 di Zeekr-Geely, una versione più compatta della Sustainable Experience Architecture che è stata inaugurata con la Zeekr X nel 2023 (vedi qui la nostra prova) e poi applicata anche a Volvo EX30 e a Smart #1. Con tutte queste vetture, la Lynk & Co 02 condivide la configurazione tecnica composta da un motore elettrico posteriore da 272 CV particolarmente brillante. A differenza loro, però, non avrà la configurazione a doppio motore, ma direi che questo propulsore offre una potenza più che sufficiente.

Una potenza morbida, perché l’assetto è tutt’altro che rigido, a volte un po’ molleggiante, specie sui dossi. Nonostante questo, ha un lato molto divertente, dato principalmente dallo sterzo e dal design sportivo del volante, e comunque si diverte con gli scatti, grazie al suo 0-100 in 5,5 secondi e mezzo che si sfruttano tutti sia in modalità Sport che in Comfort. Carina anche la possibilità di personalizzare l’intensità dello sterzo e disattivare l’ESC, che insieme al citato design del volante sottolineano una certa voglia di divertirsi. Non la chiamerei auto sportiva, ma comunque non lascia indifferenti.
Ci sono due ma. Il primo sono i suoni, sia perché sono invadenti sia anche per i suoni in sé che forse tradiscono un po’ la parte cinese della vettura – ma comunque si possono disattivare. L’altro punto è che, come tutte le vetture su piattaforma SEA e in generale come molte auto moderne, quasi tutto si controlla dal grande display da 15,4 pollici, scelta che come sempre trovo un controsenso specie su auto che, come lei, puntano sulla sicurezza.

Bene invece il comparto ADAS, che include tutto di serie (a parte la telecamera a 360°, disponibile solo sulla More). Sono efficaci e mai troppo bruschi, solo il monitoraggio del conducente è troppo sensibile, e ti avvisa anche solo quando controlli lo specchietto per sorpassare. Comunque, anche lui può essere disattivato o messo solo visivo.
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CHICCHE DI RICARICA
Anche sul lato della ricarica, la Lynk & Co 02 ha molto da offrire. Il caricatore di bordo, per esempio, offre 11 kW sulla versione Core e ben 22 kW sulla More, praticamente l’unica sul mercato ora che la Zoe è andata in pensione.

La ricarica in DC è sempre da 150 kW, senza differenza tra le due versioni. Nel segmento B-SUV è una delle più alte: ci sono auto più costose di lei che si fermano a 90 kW, mentre solo la cugina EX30 ha una potenza leggermente superiore, fino a 175 kW. Anche qui, comunque, si vede che la vettura sorge su una piattaforma elettrica dedicata che al momento, nel segmento delle compatte, non ha molte rivali.
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UN DESIGN CURATO
Quello che si apprezza molto della Lynk & Co 02 è la cura nel design, squisitamente svedese ma moderno e molto personale. Una pulizia unita a elementi di grande impatto, su tutti lo spoiler posteriore costituito dal gruppo ottico parecchio scenografico. Ci sono poi le maniglie infossate nella carrozzeria, molto pratiche, e cerchi aerodinamici, specchietti retrovisori senza cornice, così come privi di cornice sono tutti e quattro i finestrini, che aumentano la sensazione premium.

Tutto questo si apprezza di più all’interno, dove l’auto mostra una progettazione intelligente. I sedili sono rivestiti in tessuto riciclato molto piacevole al tatto, ed è impressionante quanto spazio c’è al posteriore anche per chi supera il metro e novanta, soprattutto in altezza. La vettura è poi molto luminosa, non solo per il colore chiaro dei rivestimenti, ma anche per il lungo tetto panoramico.

Lato anteriore, oltre al bel design del volante, spicca il doppio vano verticale per due smartphone, che fa anche da base per la ricarica wireless. Ma soprattutto il grande vano porta-oggetti che sostituisce il tunnel, con apertura a strati e un grande fondo antiscivolo, con una seconda vaschetta superiore fluttuante per chiavi e telecomandi di casa, o altri piccoli oggetti (ecco, qui la plastica usata è un po’ sottotono rispetto al resto). Sotto al bracciolo, un altro vano più piccolo, pensato appositamente per le chiavi. A tal proposito, anche loro hanno un design curato.

Piacevoli anche i bottoni per l’apertura dei finestrini, e l’apertura elettronica delle portiere – che però ha anche un’alternativa meccanica in caso di guasto. Al centro, il display da 15” con il nuovo infotainment. Essendo questa una vettura pre-produzione, non erano disponibili ancora tutte le funzionalità, per cui ne parlerò in una prova più approfondita. Per ora mi limito a sottolineare il grande lavoro di pulizia grafica fatto, che rende l’OS molto più fluido e piacevole rispetto al passato.
E sì, torna ancora la journey camera, per farsi selfie o vlog durante il viaggio.
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