7 Novembre 2019

Auto aziendali: cos’è il fringe benefit e come si calcola?

La bozza della Manovra 2020, attraverso la stangata fiscale sulle auto aziendali, ha acceso i riflettori sul tema del fringe benefit. In questo articolo, approfondiamo cos’è e come si calcola.

La bozza della Manovra 2020, approdata in questi giorni in Senato, ha focalizzato l’opinione pubblica su un tema di cui solitamente si parla poco: il fringe benefit. La stangata sulle auto aziendali, infatti, che rimane tale anche dopo la mezza retromarcia del Governo, ha riguardato proprio la tassazione sulle vetture in fringe benefit.

fringe benefit auto aziendali

Un argomento con il quale gli addetti ai lavori hanno ovviamente una certa dimestichezza, ma che rimane complesso e presenta diverse sfaccettature. In questo articolo, quindi, riepiloghiamo cos’è il fringe benefit, come si calcola il valore annuale del fringe benefit – e quindi la tassazione -, e cosa cambierebbe se la bozza della Manovra 2020 andasse in porto.

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COS’È IL FRINGE BENEFIT

Per fringe benefit si intende una voce addizionale alla retribuzione del dipendente, corrisposta dall’azienda sotto forma di bene o di servizio. Una voce che figura ogni mese in busta paga, perché rientra nella cosiddetta categoria dei compensi in natura.

fringe benefit auto aziendali driver

Quali sono i fringe benefit più comuni? Il telefono aziendale, il pc aziendale, i buoni pasto e, ovviamente, l’auto aziendale a uso promiscuo, ovvero utilizzata sia per ragioni lavorative sia nel tempo libero. La stessa impresa decide quali dipendenti hanno diritto ad un determinato fringe benefit. In quanto tale, questa voce addizionale della retribuzione comporta una tassazione. Ecco, quindi, come si calcola (almeno fino ad oggi) il valore imponibile.

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COME SI CALCOLA IL FRINGE BENEFIT SULLE AUTO AZIENDALI

Cominciamo con il dire che il benefit auto aziendale ha natura forfetaria e quindi non è collegato ai km percorsi dal dipendente (per intenderci, la tassazione è uguale per chi fa 20.000 km l’anno e chi ne fa 40.000) e nemmeno agli eventuali costi a carico del dipendente stesso (carburante, pneumatici, manutenzione, assicurazione RCA, bollo). In secondo luogo, è stabilito su base annuale. Terzo: deve essere esposto nel cedolino e assoggettato a tassazione mese per mese.

Come si calcola? Due sono gli elementi da tener presente (stabiliti dall’art.51, comma 4 del Tuir):

  • il costo chilometrico di esercizio del veicolo in questione, che viene desunto dalle tabelle nazionali dell’ACI, elaborate ogni anno entro il 30 novembre.
  • il chilometraggio standard stabilito dalla normativa, che per tutti i dipendenti è 15.000 km.

Per scoprire il valore del fringe benefit annuale, occorre moltiplicare il costo chilometrico dell’auto e i 15.000 km di percorrenza standard, e poi calcolare il 30% del risultato. Se la mia auto aziendale, per fare un esempio concreto, in base alle tabelle ACI ha un costo pari a 0,7061 euro al km, devo moltiplicare questo valore per 15.000 km e poi ricavare il 30% del risultato (in questo caso il 30% di 10591,5 euro, ovvero 3.177,5 euro).  

calcolo fringe benefit

Il caso è diverso, invece, se il datore di lavoro, come succede in molte realtà, addebita già al dipendente un corrispettivo per l’utilizzo dell’auto aziendale. Ovviamente qui, per stabilire correttamente il benefit imponibile, devo sottrarre alla tariffa ACI (ovvero 3.177,5 euro, tornando all’esempio precedente) il corrispettivo richiesto, Iva inclusa.

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MANOVRA 2020: COSA POTREBBE CAMBIARE

La bozza della Manovra 2020, come abbiamo visto in questi giorni, propone di aumentare la percentuale del 30% al 60% per quasi tutte le vetture assegnate ai dipendenti aziendali, ad eccezione delle auto elettriche e ibride, che rimangono al 30%, e delle vetture superinquinanti, ovvero con emissioni superiori ai 160 g/km, che passano al 100%.

Una stangata non da poco, perché in pratica per la stragrande maggioranza delle auto aziendali il valore del fringe benefit annuale (e quindi la tassazione) raddoppia.

UN ESEMPIO CONCRETO

Facciamo un esempio: nel caso la vettura aziendale in questione sia una Toyota Auris 1.4 D-4D da 90 Cv, secondo le tabelle ACI il costo chilometrico di questo modello è 0,4224 euro, quindi facendo la moltiplicazione spiegata in precedenza (costo chilometrico x 15.000 km x 30%) attualmente il valore del fringe benefit annuale è di 1.900 euro.

Considerando che per questa versione, la percentuale del 30% salirebbe al 60%, il valore, con la nuova norma, diventerebbe 3.800 euro. Un raddoppio che costituirebbe un vero e proprio macigno per i lavoratori e le imprese.

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