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In Italia si torna a produrre auto

In Italia si torna a produrre auto
L’industria automobilistica italiana, da anni in declino, torna a mostrare segnali positivi nei primi mesi del 2026 e il merito è (soprattutto) di Stellantis.

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L’Italia non ha più un ruolo di primo piano nell’industria automobilistica europea. Nel giro di poco più di trent’anni, lo Stivale è passato dall’essere uno dei pilastri della produzione automobilistica europea a un Paese con un peso inferiore al 3% della produzione dell’Unione. La produzione si è ridotta di circa il 73%, passando dagli oltre 2 milioni di vetture prodotte nel 1989 al poco più di mezzo milione del 2024.

Le cose, però, sembrano star per cambiare. Il primo semestre del 2026 mostra una netta ripresa, con la produzione automobilistica nazionale in aumento, al punto da trainare l’intero settore industriale.

Leggi Anche: Così l’Italia ha perso l’automobile, storia del declino della produzione nazionale

Aumenta la produzione di auto in Italia

I dati ISTAT registrano a maggio 2026 una crescita del +16,1% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi cinque mesi dell’anno, il settore automotive registra un incremento del 16,0%. Nello specifico:

  • l’indice della produzione di autoveicoli è in crescita del 27,8% nel mese e incrementa del 25,5% nel cumulato
  • l’indice della produzione di carrozzerie R&S cresce del 1,3% nel mese e cala (-6,1%) nel cumulato
  • l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli incrementa del 3,4% nel mese e del 4,9% nel cumulato

Nel mese di maggio sono state prodotte circa 29.000 vetture, in aumento del 22,7% rispetto a maggio 2025. Nel cumulato dei cinque mesi, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 139.046, il 26,9% in più dei primi 5 mesi dell’anno precedente (dati: ANFIA). Bene anche dal punto di vista dell’export. A gennaio 2026 è stato superato il miliardo di euro nel mercato degli autoveicoli italiani esportati all’estero, con Stati Uniti e Germania come principale destinatario.

L’auto traina l’industria italiana

L’impatto dello sprint della produzione auto traina l’intero comparto industriale italiano. Così come accadeva ai tempi d’oro, quello automotive è il settore in maggiore crescita: segna un +16,1% di fronte al +1,1% della produzione industriale generale a maggio 2026. Nel cumulato dei primi cinque mesi del 2025, l’indice della produzione industriale, nel suo complesso registra un aumento dello +0,7%. Nello stesso periodo, il settore automotive registra un incremento del 16,0%.

Il motore, insomma, ricomincia lentamente a girare. Ma le aziende tengono la mano sul freno in attesa del DPCM legato al Fondo Automotive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, considerato imprescindibile per mantenere investimenti e competitività nel corso della transizione tecnologica.

La crescita è merito di Stellantis

Vi è un costruttore in particolare a trainare la crescita dell’industria automotive italiana, si tratta del colosso Stellantis che, nel primo semestre 2026, ha prodotto sul territorio nazionale 252.223 veicoli, pari al +13,7% sul 2025. A trainare la produzione sono i modelli Fiat 500 ibrida e Jeep Compass.

Capo fila è polo produttivo torinese di Mirafiori, con 36.048 unità nel primo semestre, contro le 15.315 dello stesso periodo 2025 (+135,4%). L’intera produzione è rappresentata dalle due versioni della nuova Fiat 500, full-electric e ibrida. Bene, nel suo piccolo, anche lo stabilimento Maserati a Modena, con 475 unità nel primo semestre (erano appena 45 lo scorso anno). Qui L’incremento è determinato dal trasferimento dell’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio, che rappresentano circa l’88% della produzione complessiva del sito.

Lo stabilimento con i maggiori volumi del gruppo in Italia si conferma Pomigliano d’Arco, che tuttavia non cresce, ma si mantiene stabile con 79.050 unità nel primo semestre, in linea con le 78.975 dell’anno successivo (+0,1%). Nello specifico, la Fiat Panda cresce del 5% a 70.820 unità, mentre l’Alfa Romeo Tonale flette del 18,6% a 8.230 unità.

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