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Stellantis: chi sarà l’erede di Tavares dopo le dimissioni? Il nome inaspettato

Dopo le dimissioni di Tavares, Stellantis è già alla ricerca del nuovo CEO: ecco i nomi più papabili per il nuovo leader

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Era noto che alla fine del suo contratto, nel 2026, Carlos Tavares non sarebbe stato più il CEO di Stellantis. Ma la sera del 1 dicembre 2024, in largo anticipo, il manager portoghese, il CEO più pagato dell’automotive, ha rassegnato le dimissioni, accettate dal Consiglio d’Amministrazione, a causa di divergenze di vedute con l’azienda. E, molto probabilmente, a causa dei disastrosi risultati ottenuti nel 2024.

John Elkann, che nel frattempo presiederà una guidance temporanea, e l’azienda stessa in un comunicato ufficiale ha dichiarato di essere già alla ricerca del sostituto e che sarà completata entro la prima metà del 2025. Il sostituto avrà il compito tutt’altro che facile di risollevare un colosso in rapido declino, di lavorare meglio sulla separazione identitaria dei marchi (non è da escludere che, a differenza di Tavares, decida di accorparne o chiuderne alcuni) e di dare slancio definitivo alla transizione elettrica dell’azienda.

Per quest, serve una persona capace. Già dall’annuncio della fine del mandato circolano in rete alcuni nomi su chi potrebbe essere il prossimo CEO dell’azienda automobilistica occidentale più in difficoltà.

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LUCA DE MEO POTREBBE FONDERE STELLANTIS CON RENAULT?

Una fusione tra Stellantis, Renault Group e BMW Group è stata ampiamente smentita da tutte le parti, ma c’è chi ancora continua a sostenere che la direzione è quella. Oppure, più semplicemente, c’è chi crede o spera che Stellantis (ri)chiami De Meo, che già fu il numero due di FCA ai tempi di Marchionne e autore di un progetto di successo come la Fiat 500 del 2007, considerato come il manager che migliora tutto quello che tocca.

C’è lui, del resto, dietro la nascita di Cupra e il risollevamento dei conti di Seat, così come c’è lui dietro il passaggio all’elettrico di Audi. 

Il suo lavoro in Renault è in effetti lodevole, tanto da aver cambiato in positivo l’immagine della Losanga dopo il disastroso scandalo di Carlos Ghosn attualmente rifugiato in Libano. Inoltre, anche al Salone di Parigi 2024 il manager milanese è tornato a parlare della necessità di unire le forze tra le aziende europee, ha citato il rifiuto di Volkswagen e si è detto “ancora aperto a questa possibilità”.

Non solo: sempre al Salone, De Meo ha parlato della necessità di creare una “piattaforma multinazionale” per veicoli elettrici, ovvero un’architettura che possa essere utilizzata da più aziende europee, sempre nell’ottica di sinergia tanto spinta dal CEO di Renault, ma anche da Mario Draghi.

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E SE IL CEO ARRIVASSE DA UNA BIG TECH?

Altra ipotesi molto sentita è che Stellantis possa scegliere come nuovo CEO una personalità di spicco del mondo del tech. Una scelta non nuova: Volvo ha fatto la stessa cosa quando ha nominato Jim Rowan, che viene da Dyson. in un mondo che va verso guida autonoma e Software Defined Vehicles, avere alla guida chi capisce di logiche tech, sempre più importanti anche nell’automotive, non sarebbe male.

Tra i rumors, quello di Jim Rowan stesso, ma c’è chi ha paventato persino Jeff Bezos, l’ex CEO di Amazon.

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NOMI INTERNI ED ESTERNI

Ma Stellantis potrebbe guardare anche al suo interno, perché nel gruppo emergono figure di rilievo che hanno già dimostrato una profonda conoscenza del gruppo Stellantis e del settore automotive. 

Ad esempio Jean-Philippe Imparato, che ha da poco lasciato Alfa Romeo che ha risollevato, succedendo a Ugo Hochgeschurtz, che è stato anche CEO di Opel, come COO per la regione Enlarged Europe, oltre ad aver mantenuto il ruolo di CEO di Stellantis Pro One. Anche Hochgeschurtz era tra i nomi papabili prima della notizia del suo allontanamento da Stellantis. 

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Jean-Philippe Imparato, ceo di Alfa Romeo

Un altro nome di spicco è Maxime Picat, ex responsabile di Peugeot e ora a capo della divisione acquisti e della catena di approvvigionamento del gruppo. Con un background forte nel settore produttivo e logistico, Picat potrebbe essere visto come una scelta strategica per mantenere la stabilità operativa e l’efficienza in un contesto di continui cambiamenti nell’industria automobilistica globale.

Se, invece, il consiglio di amministrazione dovesse optare per un candidato esterno, si fanno strada diverse figure di rilievo. Uno dei nomi più discussi è quello di José Muñoz, attuale responsabile delle strategie globali e del mercato nordamericano per Hyundai. La sua familiarità con le strategie globali potrebbe essere cruciale per un’azienda che sta cercando di consolidare la propria presenza su scala mondiale.

Anche Mary Barra, CEO di General Motors che ha letteralmente risollevato dal baratro ridando a Cadillac e agli altri marchi una dignità, potrebbe essere una scelta interessante, che sposterebbe però il baricentro di Stellantis dall’Europa agli Stati Uniti.

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